Politica

Ultimatum delle Forze Armate francesi: “Rischiamo una guerra civile!”

Redazionale
Franco Nofori
27/04/2021
franco.kronos1@gmail.com
@FrancoKronos

 

L’Eliseo trema

La Francia potrebbe pagare un tragico prezzo per il suo passato coloniale e per l’irrisolutezza che mostra nel gestirne gli effetti. L’appello inviato ieri all’Eliseo, non sarebbe solo più il prodotto dell’esasperazione popolare; a esso si è ora aggiunto anche quello delle Forze Armate, espresso in un malcelato tono di minaccia. Oltre venti alte gerarchie militari, tra cui due Generali di Corpo d’Armata; tre Generali di Divisione; un Contrammiraglio e quattordici Generali di Brigata, cui si aggiungono oltre cento alti ufficiali e più di mille soldati, avrebbero lanciato un severo monito al Presidente Emmanuel Macron e ai rappresentanti del suo governo, affinché adottino immediate ed efficaci misure o “le morti, di cui sarete responsabili, si conteranno a migliaia” e perché questo suggerimento non sia frainteso, i portavoce precisano “Noi militari non resteremo spettatori passivi di fronte alla disgregazione del nostro Paese”.

Si tratta di una notizia diffusa ieri dal giornale online “rassegnaitalia.info” e curiosamente non ripresa da nessun altro mezzo d’informazione francese e internazionale. Neppure la menzionano le agenzie di stampa. Saremmo quindi di fronte a una notizia infondata? In mancanza di altri riscontri, non possiamo esprimerci con assoluta certezza, ma una certa attendibilità ci pare emerga dal fatto che l’articolista, oltre a riportare per intero il lungo testo dell’appello in questione, cita espressamente i nomi delle alte gerarchie militari che l’avrebbero promosso: Jean-Pierre Fabre-Bernadac; Christian Piquemal; Gilles Barrie; François Gaubert e una lunga sfilza di altri autorevoli rappresentanti delle forze armate francesi. Dobbiamo credere che tutti questi signori si lascerebbero passivamente attribuire iniziative che non gli competono senza reagire? Difficile ipotizzarlo.  

Il terrorismo post-coloniale

Sfilata della Legione Straniera francese

Del resto che le ex colonie d’influenza franco-belga: Marocco, Algeria, Tunisia, Libano, Congo, Angola e altre Nazioni dell’Africa francofona, abbiano dato luogo a un imponente esodo verso i due citati Paesi europei, è un fatto incontestabile, così com’è incontestabile che le violente repressioni effettuate dalla Francia in Algeria e dal Belgio in Congo, oltre alle varie imprese della “Légion Étrangère” per sedare i tentativi di ribellione, abbiano creato nelle popolazioni occupate, sentimenti tutt’altro che amorevoli verso i propri dominatori e oggi molte delle comunità islamiche, insediatesi all’interno dei confini francesi e belgi, si sono radicalizzate, assumendo, com’è avvenuto nelle banlieue di Parigi, il totale controllo del territorio. E’ questa la situazione che preoccupa le Forze Armate e che fa loro dire: “La situazione è grave, la Francia è in pericolo e insidie mortali la minacciano”.

Gli atti terroristici che hanno insanguinato e continuano a insanguinare l’Europa, oltre al fallimentare processo d’integrazione che ha portato migliaia d’immigrati a infoltire le file della criminalità, hanno creato nelle popolazioni autoctone europee allarmanti livelli di esasperazione di cui, oggi, le autorità militari hanno deciso di rendersi portavoce. “Non può e non deve esistere in territorio francese, alcuna città o distretto in cui non si applichino le leggi della Repubblica” affermano perentoriamente nel loro appello e aggiungono: “Il Governo utilizza le forze di polizia come capri espiatori contro i cittadini francesi in gilet gialli, che esprimono la propria disperazione, mentre individui infiltrati e incappucciati saccheggiano liberamente i negozi e aggrediscono gli stessi tutori dell’ordine”. Il monito lanciato dalle Forze Armate non potrebbe essere più esplicito e lascia trasparire un intento che potrebbe suonare come “O provvede il Governo o ci penseremo noi!” E’ comprensibile che negli altri paesi europei ci sia molta riluttanza a che questa notizia venga diffusa. Ovunque le tensioni sono già alle stelle e agli annosi problemi d’insicurezza, si sono ora aggiunti i disagi prodotti dalla pandemia in atto.

La latente ribellione che serpeggia in tutta Europa

Parigi: Le infime condizioni del quartiere Le Banlieu

I cittadini d’Europa, impoveriti, a rischio di contagiarsi e di perdere la vita, si trovano anche esposti agli effetti del terrorismo; a un’immigrazione incontrollata e alla crescente perdita della propria sovranità nazionale. Il timore dei Governi continentali e che la scelta delle Forze Armate francesi, rischi di essere emulata ovunque dando vita a drammatici effetti destabilizzanti. Del resto, l’accusa dei militari francesi al Governo Macron, non potrebbe essere più esplicita: “Noi e la maggioranza dei nostri concittadini, siamo sopraffatti dai vostri silenzi incerti e colpevoli. Basta procrastinare, l’ora è drammatica e il lavoro che ci spetta è colossale”. Quanto è diversa la situazione italiana da quella francese? Ben poco diversa. Anche da noi l’insulso buonismo, l’indulgenza verso il crimine, la tolleranza verso un’inarrestabile invasione e il disperato tracollo della nostra economia, sono le micce innescate di una latente ribellione, ormai quotidianamente espressa nelle piazze.

Peraltro, il rischio di una guerra civile in Italia è già stato paventato da più parti, tra queste quella del sociologo dottor Maurizio Lazzarini, che alle reazioni popolari verso la crescente illegalità e insicurezza, aggiunge le drastiche limitazioni di libertà create dal Covid-19. Neppure mancano, anche da noi, ferme prese di posizione di alte cariche militari, avverse all’immigrazione incontrollata e alla crescente criminalità, che pur non raggiungendo per quantità quelle delle Forze Armate francesi, rappresentano comunque un significativo cambio di passo nell’atteggiamento dei nostri organi della difesa. Il generale dell’Esercito, Vincenzo De Santo; quello della Folgore, Renato Perrotti; quello delle Interforze, Marco Bertolini e il Contrammiraglio Nicola De Felice, secondo cui “Le navi delle varie ONG incoraggiano i tentativi di attraversamento più pericolosi e violano le leggi italiane, mentre il troppo debole governo italiano nonostante i problemi legati alla pandemia e le difficoltà che il popolo deve affrontare, tiene aperti i porti, favorendo così l’afflusso incontrollato d’immigrati clandestini”.

Il contrammiraglio Nicola De Felice

Alcune delle alte cariche militari menzionate non sono più in servizio, ma la loro influenza sui sentimenti delle Forze Armate è ancora di alto rilievo. Il Governo Italiano, ancora soggiogato da anacronistici principi antirazzisti e pietistici sentimenti di becera tolleranza, non ha mai risposto alle loro pubbliche esternazioni, facendo così sfoggio dell’ottusa presunzione che per sconfiggere un dissenso, per quanto motivato e autorevole esso sia, è sufficiente ignorarlo, ma non sono troppo lontani i tempi in cui l’inascoltata frustrazione di un popolo ha finito per sfociare nella ribellione e se questa ribellione riceverà anche il supporto delle Forze Armate, ciò segnerà la morte della democrazia, nel fondato assunto che una democrazia, quando ripetutamente e sprezzantemente violata, avrebbe comunque già perso le sue tradizionali connotazioni di sovranità popolare. Sarà allora questo il prossimo destino del Bel Paese?    

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