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SPECIALE COVID 4 – IL PROGRAMMA GLOBALE DI VACCINAZIONI

Oggi si parla molto di vaccinazioni a seguito della pandemia da Corona Virus, ma quello delle vaccinazioni è un argomento che parte da lontano. Già nel 2014 l’OMS aveva varato un programma quinquennale di vaccinazione 2015-2020, che per un caso, non propriamente fortuito, aveva individuato come primo partner l’Europa, unico continente con un’organizzazione comunitaria considerata interlocutore affidabile: l’Unione Europea.

Chi lavora nel settore conosce bene le gesta di una delle più importanti Agenzie delle Nazioni Unite, WHO nota in Italia come OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, che con il tempo ha conquistato la stessa credibilità di tutte le altre agenzie UN: totalmente inefficiente, tritadenaro per eccellenza e utilizzata ai fini del più grande business mondiale: LA SANITA’.

Per chi conosce il settore, WHO, è considerata pari allo zero, la cui efficienza è sotto zero e la credibilità meno che niente. L’unico che ha avuto il coraggio di dichiarare la verità è Trump, annunciando che avrebbe tagliato i fondi sia alle Nazioni Unite sia all’OMS e a tutte le altre 59 agenzie (prima erano quindici poi sono diventate 65 e ora sono 60) inventate negli studi con aria condizionata e caffè a go-go distribuiti nel miliardario Palazzo di vetro di Manhattan, a New York.

Ora è naturale che chi già lavora per UN e dintorni, difenda il sistema, ed è anche più che naturale che tutti i giovani neo laureati, in qualsiasi disciplina, anelino per un posto in una qualsiasi agenzia UN. Non si tratta né di spirito di solidarietà né di amore verso il prossimo, se non invece amore verso se stessi e soprattutto per gli importi delle buste paga. Volontari, cooperanti, esperti, consulenti, sì, per amore, ma solo della pecunia. Gli unici che continueranno a parlare male delle Agenzie UN saranno sempre e solo coloro che non avendo amici degli amici e raccomandazioni non sono mai riusciti a essere assunti. Ma non si tratta solo d’invidia, alla base di coloro che rifiutano qualsiasi collaborazione, con le Agenzie tritadenaro, c’è anche un minimo di etica e di dignità verso se stessi, che molti non sono disposti a svendere.

Con questi presupposti appare comprensibile il ruolo svolto dall’OMS nell’emergenza COVID 19. Sembra proprio che questo virus sia giunto nel momento opportuno e sospettosamente in modo tempestivo in concomitanza all’implementazione di un altro programma globale: “Il programma di vaccinazioni 2019-2022” varato dall’Unione Europea, scritto nel 2017, ratificato nel 2018 e implementato nel 2019.

LA LEADERSHIP DELL’OMS AI TEMPI DEL CORONA VIRUS

Robert Mugabe, ex Presidente dello Zimbabwe, deceduto nel settembre 2019

Ciò premesso, in tanti anni di niente assoluto, o quasi, dell’OMS, il 2017 corrisponde anche all’elezione a Direttore Generale all’etiope Tedros Adhanom Gebreyesus, un personaggio controverso, già Ministro della Salute dell’Etiopia in un governo accusato di essere troppo violento.

Gebreyesus si distingue subito per l’onoreficenza  assegnata a Robert Mugabe quale “Ambasciatore di buona volontà”. Una definizione che fa sorridere se si pensa che Mugabe, dittatore della Repubblica dello Zimbabwe, è l’autore dello sfascio totale di un paese dilaniato dal razzismo nero contro i bianchi spodestati di tutti i loro averi e delle loro terre per assegnarle a concittadini neri, della sua stessa etnia, incapaci di fare gli imprenditori.

In un paese apparentemente democratico, nonostante una prima fase di gestione positiva della sanità, nella seconda Mugabe è riuscito a mettere in ginocchio l’intero paese tanto da apparire un po’ fuori luogo il vedersi assegnare un titolo di così alto lignaggio come: “Ambasciatore di buona volontà”.

Non ridete questa è una cosa seria!

Tra le opere di Gebreyesus sono da annoverare anche i rapporti inossidabili creati con il Regime di Pechino che a fronte di una spudorata corruzione ha instaurato una politica di continua appropriazione di tutte le risorse dell’Africa.

Il Direttore OMS, Tedros Adhanom Gebreyesus con Bill Gates

OMS e Cina stretti in un sodalizio inspiegabile, poiché la Cina non figura tra i maggiori donatori del tritadenaro. Una posizione privilegiata – e non è un caso – è stata riservata però a Bill Gates, che risulta tra i maggiori finanziatori del 2015, data in cui, anche qui per un caso fortuito, viene promosso il Programma di Vaccinazioni mondiale.

Ma il 2017 è anche la data in cui per la prima volta nella storia dell’OMS viene inventato un ruolo ibrido come quello del Direttore Aggiunto Prevenzione, assegnato all’esperto di sanità pubblica italiana per eccellenza, il Dott. Ranieri Guerra, dal 2015 già Direttore Generale del Ministero della Salute con Decreto di Beatrice Lorenzin, Ministro dal 2013 al 2018 nei Governi Letta, Renzi, Gentiloni.

Per la verità anche la Lorenzin è un ibrido, dopo anni di percorso politico con il centro-destra gestisce un Ministero nelle mani della sinistra. E non a caso la Lorenzin dopo una tappa nel Gruppo misto, dopo le elezioni 2018, approda poi alla vera casa madre: il PD.

Certo non deve essere stato facile per lei, poverina, fare il Ministro per cinque anni in un governo di sinistra ma militando nel centro-destra. Potere della politica.

IL RITORNO ALLA CUCINA TRADIZIONALE ITALIANA

La pausa M5S, con l’incarico a Giulia Grillo come Ministro della Salute, non fa testo; in quel sistema consolidato è facile che l’unica cosa che abbia capito la Grillo fosse come aprire il suo ufficio all’interno del Ministero e come chiuderlo a fine giornata. Un po’ quello che stanno facendo tutti gli altri Ministri five stars. Tanto è vero che appena caduto il Governo giallo-verde e instaurato il nuovo Governo giallo-rosso, il Ministero della Salute è tornato alla legittima proprietaria: la sinistra.

Tra le cose incomprensibili del Governo giallo-rosso, vi è stata la passiva partecipazione PD all’appropriazione di vari Ministeri di una certa importanza come gli Esteri, la Sanità e l’Educazione, permettendo addirittura al premier di auto-delegarsi la responsabilità dei servizi segreti.

L’attuale Ministro della Salute, il LEU Roberto Speranza, un nome una garanzia

La sensazione è che la cosa importante fosse solo poter sedere sullo scranno del potere, tanto da concedere a quell’insignificante partito che non è stato spazzato via per opera di misericordia, quel partito dal nome che ricorda uno shampoo, quel LEU di Liberi e (poco) belli, che seppure conti come il due di picche, è riuscito ad ottenere la gestione del Ministero della Sanità. Incarico assegnato al soldatino di Massimo D’Alema, tale Roberto Speranza, che di competenze in materia è a livello zero, così come colei che l’aveva preceduto per cinque anni, la Beatrice Lorenzin, della quale non si è mai compresa l’appartenenza politica.

Certo che tra i due è una bella lotta in quanto a competenze, tanto che i risultati del prima e del dopo sono sotto gli occhi di tutti. Nessun male, loro ci hanno messo solo la faccia, nelle retrovie la pulsantiera dei comandi continua ad essere ben diretta, ieri come oggi.

Il 2017 quindi è l’anno in cui troppe circostanze sospette trovano un denominatore comune con un unico indirizzo: vaccinare il mondo intero.

UN CENNO SULLA CUPOLA DELLA SANITA’ IN ITALIA

Il programma dell’Unione Europea firmato da Gualtiero Ricciardi nel 2017 è un’opera d’arte che forse all’epoca poteva apparire genuino e seriamente indirizzato ai requisiti di benessere dei cittadini dell’Unione Europea, soprattutto in quanto non erano molto chiare ai comuni mortali le analogie con il più ampio programma dell’OMS, che non avendo mai prodotto niente di buono fino ad allora, non poteva essere immediatamente identificato come un’iniziativa per il benessere mondiale cui Gebreyesus non poteva che fregare di meno.

Alcuni dati relativi a morbillo, tetano e pertosse, dove la Francia appare come lo stato più scettico sull’efficacia dei vaccini

Ma spendiamo due parole su Gualtiero Ricciardi, noto anche come Walter Ricciardi, attore di primo piano per aver partecipato alla serie TV “I ragazzi di Padre Tobia” e ad altri film di cassetta, personaggio dal curriculum di tutto rilievo (qui il CV ai tempi di ISS), tanto da essere incaricato, nel 2014, dal Ministero della Salute e da quello delle Finanze, senza alcun bando o selezione, come Commissario Straordinario dell’Istituto Superiore di Sanità.

Un articolo del Sole 24 ore del 15 Luglio 2015 (qui) indica come atto dovuto il commissariamento dell’Ente a seguito di due esercizi di bilancio consecutivi in passivo, per la precisione il 2011 e 2012. Il Presidente ISS incaricato in quel periodo, Enrico Garaci, e il Direttore Generale Monica Bettoni, chiarirono che non si trattava in realtà di passivo ma solo “di avanzi di amministrazione derivanti dalla riduzione dei trasferimenti dei finanziamenti dallo Stato”.

Lo si chiami come si vuole ma sempre di disavanzo si tratta.

Il potente Dott. Enrico Garaci era rimasto in carica dal 2001 al 2013, mentre la Monica Bettoni non era nient’altro che una senatrice della sinistra, dapprima PCI, poi PDS e infine DS, già consigliere comunale di Arezzo sua città natale. Della Bettoni, di Garaci e di altri ne parleremo ampiamente nell’ultima puntata della saga sulla Sanità.

Il Professor Ricciardi dopo due anni da Commissario viene incaricato nel 2015, con decreto del Ministero della Salute, al ruolo di Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, carica che mantiene fino al Gennaio 2019 quando si dimette in contrasto con il Governo giallo-verde di Conte, a quei tempi avverso all’argomento vaccini.

Mi permetto di esprimere qualche dubbio sulle capacità del Prof. Ricciardi di aver messo a posto i bilanci ISS in così breve tempo, anche perché in realtà già da anni, e non solo nel 2011-2012, l’ISS versava in condizioni precarie, molto più precarie dei collaboratori precari dei quali usufruiva di prestazioni ma che non pagava.

L’ISS già prima del 2008-2009, durante il Governo Prodi, si avvaleva delle collaborazioni di circa 1.500 impiegati a tempo indeterminato e circa 500 a tempo determinato. La riduzione dei finanziamenti, se da un lato aveva limitato i bilanci al solo pagamento dei salari, dall’altro aveva impedito qualsiasi altra attività di ricerca e di studio. La sopravvivenza dell’Istituto fu quindi possibile in parte grazie alla ricerca di finanziamenti esterni e in parte grazie alla creazione di altri enti controllati che avrebbero facilitato l’elusione della normativa che imponeva procedure demenziali, o che in alcuni casi impediva del tutto l’accesso a fondi per progetti di enti in condizioni finanziarie precarie.

Un articolo di Scienza in rete  del 3 Ottobre 2014 spiega che il commissariamento di un ente pubblico come l’ISS è il segnale di un Istituto allo sbando, incapace di tenere i conti sotto controllo e inadeguato a svolgere quel ruolo tecnico-scientifico indispensabile al Ssn”.

Il massimo esperto di Igiene Pubblica in Italia, il Dott. Ranieri Guerra

Durante la presidenza di Enrico Garaci, la più lunga dell’ISS, un ruolo determinante, ma anche in precedenza, era stato svolto dal Dott. Ranieri Guerra che ha occupato per anni ruoli di prestigio all’interno dell’Istituto fino alla sua dipartita, dapprima come Responsabile Scientifico di una sua creatura, la Fondazione per la Sicurezza in Sanità, 2010-2011, e poi come esperto scientifico presso l’Ambasciata italiana a Washington dal 2011 al 2015.

Nel 2015 Guerra diviene Direttore Generale Prevenzione del Ministero della Salute, dopo una selezione dal risultato scontato, dato che competenze e curriculum non ammettevano alcuna competizione. Dal 2017 infine riceve l’incarico  di Direttore Generale Aggiunto OMS in rappresentanza del Ministero della Salute di Beatrice Lorenzin prima e di Roberto Speranza dopo.

In tutta onestà va dato merito degli sforzi profusi dal Dott. Guerra, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare personalmente, per salvare l’Istituto Superiore di Sanità, ormai entrato in un vortice dal quale non sarebbe più uscito, nonostante quello che si racconta; l’abbandono di Guerra da ISS non fu casuale e anche di questo parleremo nella prossima puntata.

Ma torniamo a Ricciardi la cui scelta come Commissario prima e come Presidente di ISS poi, nonostante un curriculum lungo come lo scontrino della spesa di un anno di una famiglia di otto persone, difficilmente avrebbe potuto cambiare le sorti del carrozzone. Avete mai visto un ente pubblico in Italia cambiare il proprio trend da negativo a positivo? MAI. Il Ricciardi, medico e docente, con un ricco curriculum come attore difficilmente avrebbe potuto sollevare un pachiderma incastrato dentro ad un pozzo. E questa è l’immagine che più risponde al secondo ente pubblico per eccellenza dopo l’INPS, l’ISS.

IL PROGRAMMA QUINQUIENNALE DELL’UNIONE EUROPEA

Ebbene nel 2017 Ricciardi firma il Programma di vaccinazioni EU 2019-2022. Qui il link alla “road map” in inglese, originale, del programma che aveva già previsto in dettaglio l’istituzione di un passaporto sanitario per tutti i cittadini dell’Unione Europea e un’accurata programmazione per contrastare tutte le possibili contestazioni degli eventuali “no vax”.

Link su riquadro per accesso al programma tradotto in italiano

Il programma, in versione tradotta in italiano per chi non conosce l’inglese, indica in dettaglio tutti i passaggi, compresa la scelta dei partner, non solo OMS, ma laboratori di ricerca e case farmaceutiche già selezionate senza alcun bando per la produzione dei vaccini.

Dalla lettura del programma  di cui alla road map si evincerebbe che i vaccini di cui si parla sono quelli comuni, cui noi di una certa età siamo stati sottoposti da infanti, solo che da pentavalente o esavalente, i vaccini sono stati ampliati a dodici includendo: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e haemophilus influenzale di tipo B, morbillo, parotite, rosolia, meningite di tipo B e C e varicella. L’Italia ne ha già resi obbligatori una decina. Malattie se vogliamo molto comuni e contrariamente a quanto i “no vax” professano forse anche giustificabili per una vaccinazione di massa, con tutti i distinguo del caso, naturalmente.

A questi vaccini è stato poi aggiunto il vaccino dell’influenza da somministrare a utenti oltre i 65 anni.

Secondo una logica, non solo di carattere sanitario, sia i vaccini per infanti sia quelli per gli anziani, non possono essere somministrati a tutti indistintamente salvo che non si tratti di effetto placebo o di vaccini con cariche virali talmente basse da non provocare alcun effetto collaterale e sulla cui efficacia è legittimo esprimere dei dubbi. La somministrazione, pertanto, e seconda logica, dovrebbe essere effettuata previ dovuti controlli.

Il passaporto sanitario, però, resta una forzatura; esserne sprovvisto non può significare il mancato accesso a qualsiasi tipo di servizio. Ed è altrettanto una forzatura imporne l’obbligo violando i principi di libertà di scelta di un libero cittadino. Tra le ipotesi girava anche voce che senza il passaporto sanitario non sarebbe stato possibile viaggiare da un paese all’altro dell’Unione Europea, ipotesi aberrante e si spera si tratti solo di voci infondate.

Strategia di produzione dei vaccini secondo i dettami del programma EU 2019-2022

Ma inserito in questo grande programma, quasi buttato lì a caso, c’è un riferimento a qualsiasi tipo di epidemia e pandemia che potesse sorgere in futuro.

E qui arriviamo al giorno d’oggi, quando per una circostanza fortuita un virus viaggia per il mondo intero seminando il terrore. Il COVID 19 è la seconda e ultima pandemia dichiarata dall’OMS ma in realtà appena identificabile come epidemia.

La prima dichiarata pandemia dei tempi recenti appare nel 2009-2010, il virus H1N1, più noto come “febbre suina”, colpì 80 paesi; in Europa furono accertati 46.000 contagiati con 104 morti, nel resto del mondo furono accertati 2.910 morti con un numero imprecisato di contagiati. Un anno dopo esatto l’OMS dichiarò chiusa la fase pandemica, sempre che di pandemia si fosse trattato. Restano molti dubbi sulla reale dichiarazione di pandemia alla luce della quantità di contagiati e morti. 104 morti in un anno in tutta Europa è un numero che induce ad una profonda riflessione.

Qui non vengono citate gli altri virus identificati come pandemie non ufficialmente dichiarate, trattandosi in realtà solo di epidemie, tato per citarne alcune: la SARS, la MERS e l’Aviaria.

E arriviamo a tempi recentissimi, Gennaio 2020, quando compare un virus sul quale si scatenano le ipotesi di scienziati, medici, esperti e soprattutto cialtroni: il COVID 19. Le tesi sostenute da migliaia di studiosi differiscono l’una dall’altra in maniera perfino fantasiosa, ma che si tratti di un prodotto da laboratorio o che sia stato trasmesso da pipistrelli e pangolini ha poca importanza. Il virus arriva in bus, forse è nell’aria, no forse è nell’acqua, si trasmette con le goccioline di saliva, forse con il sudore, con il tocco delle mani o della scatola di piselli del supermercato. In tutta la confusione volutamente creata, pare proprio giunto il momento più opportuno perché l’OMS cogliesse al balzo l’occasione per dichiarare una pandemia finalizzata a qualcosa di strategicamente già programmato.

Il virus c’è, lo sostengono tutti gli esperti,  e qui non se ne discute l’esistenza; sappiamo che colpisce in larga parte i più vulnerabili, anziani e immunodepressi, ma tante morti si potevano evitare; bastava solo che non fosse mai stato scritto alcun programma di vaccinazioni mondiale e forse non si sarebbe diffuso alcun virus. Bastava, bastava, bastavano tante cose a partire dalle autopsie alle terapie possibili. Bastava una migliore assistenza domiciliare, una diversa organizzazione territoriale, un cordone protettivo alle RSA. Bastava che a gestire l’emergenza fossero veri esperti di emergenza. Ma l’emergenza, l’allarmismo, il terrore dei bollettini di guerra quotidiani, erano funzionali a una cosa sola: la vaccinazione di massa.

Ma i dati trasmessi sono stati smentiti dallo stesso Istituto di nullafacenti, in passivo perenne eccetto il bar della sede affollato da quei pochi impiegati non in smart working. Con il lavoro a casa, molti che già non facevano niente quando erano presenti, immaginiamo che cosa avrebbero potuto produrre senza alcun controllo.

Ebbene tutti sanno che la Scienza della Statistica è la più inesatta e manipolabile mai inventata. Pilotare i dati e diffondere quelli più convenienti è un esercizio che alle Nazioni Unite avviene giornalmente in tutte le 60 Agenzie dall’attendibilità uguale a zero. In questo contesto però all’ISS e alla Protezione Civile deve essere sfuggito qualcosa se a un certo punto hanno diffuso questi dati tratti proprio dal link ISS aggiornato al 26 Giugno scorso, che smentiscono le notizie allarmanti diffuse giornalmente da essi stessi: (qui il link al documento dell’Istituto Superiore di Sanità, dove è citato espressamente:

“Al 25 giugno sono 378, dei 33.532 (1,1%) pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 86 di questi avevano meno di 40 anni (56 uomini e 30 donne con età compresa tra 0 e 39 anni). Di 8 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche; degli altri pazienti, 64 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 14 non avevano diagnosticate patologie di rilievo.

E a questi dati così precisi e indiscutibili manca solo  un dettaglio neanche così tanto trascurabile: agli 8 pazienti senza “informazioni cliniche” e agli altri 14 senza presunte patologie non sono mai state effettuate autopsie, quindi in realtà non c’è alcuna certezza che siano morti “per o con” corona virus. Lasciamo la libertà di interpretare tali dati secondo logica e coscienza.

A voler essere precisi questi sono i decessi registrati al 26 Giugno suddivisi per fascia d’età:

0-9 anni                   4

10-19 anni               0

20-29 anni             16

30-39 anni             66

40-49 anni           292

50-59 anni        1.169

60-69 anni        3.399

70-79 anni        8.880

80-89 anni      13.708

90+ anni           5.998

Di questi

60,1%             3+ patologie

21,3%             2 patologie

14,5%             1 patologia

4,1%               0 patologie

Con questi numeri gli allarmismi, il terrorismo psicologico, il lockdown risultano misure ingiustificate, che hanno avuto il solo potere di provocare ancora più danni. Ed è ancora più ingiustificata l’ossessiva e martellante comunicazione che tutto finirà quando ci sarà un vaccino”.

Tra i dati incongruenti che sono stati comunicati, ci sono da annoverare i dati delle terapie intensive.

Il 2 Luglio, ad esempio, risultano 87 ricoverati in terapia intensiva, in diminuzione di 5 unità rispetto al numero di ospiti del giorno precedente, ma risultano 21 morti, 16 in più rispetto alla diminuzione di 5 pazienti accertato. Questo cosa significa? Che questi 16 decessi potrebbero essere avvenuti nei reparti COVID o direttamente nelle case dei contagiati?

Come si comprenderà c’è una bella differenza perché se c’è ancora gente che muore a casa qual è la certezza che la causa sia davvero il virus? Una signora qualche giorno fa mi diceva che sua mamma era morta a causa di un cancro ma il decesso era stato inserito nei decessi COVID. Gli operatori sanitari avrebbero molto da dire ma sono in un meccanismo che non gli permette di uscire allo scoperto perché sarebbero massacrati dai loro superiori. A breve parleremo proprio di un caso simile.

In Congo, durante una epidemia di ebola, si dice che l’OMS offrisse 3.000 dollari ai famigliari di deceduti che avessero dichiarato che i parenti fossero deceduti a causa di ebola. Sarà vero? Date le nostre fonti dirette dalla Repubblica Democratica del Congo possiamo garantire sulla veridicità di tali affermazioni.

La spudorata corsa ai vaccini iniziata nel 2015 con il programma OMS e nel 2017 con il programma EU ha trovato quindi terreno fertile con il COVID 19.

L’insistenza di alcuni addetti ai lavori è per lo meno sospetta, tanto da spiegare le ragioni per cui il Ministro Speranza firma insieme a Francia, Germania e Olanda l’ordine per 400 milioni di vaccini, in un momento in cui il virus è vicino all’estinzione. 4 paesi che decidono per tutti i 27 paesi, ed in tutta fretta, non può che suscitare sospetti.

Un vaccino che sappiamo non potrà essere testato in così breve tempo tanto che essi stessi dichiarano che i primi risultati si vedrebbero ad agosto del prossimo anno ricorda un po’ i 24 milioni di vaccini buttati nella spazzatura per il virus della SARS che nel frattempo si era estinto. 

Ranieri Guerra, Direttore aggiunto OMS, ormai prossimo alla pensione, ancora più allarmista paragona questo virus alla “spagnola”  con una seconda ondata che sarà devastante senza tener conto che, nel frattempo, tutte le strutture sanitarie e le aziende locali saranno già pronte a differenza di quanto avvenuto in Febbraio. E senza considerare che 100 anni orsono le strutture sanitarie erano quello che erano. C’è mancato poco che non fossero riesumate le epidemie di colera e peste bubbonica del più lontano passato che avrebbero sicuramente trovato un acceso sostenitore anche nel Burioni Superstar. A meno che alcuni laboratori non siano già in possesso di un COVID 19 aggiornato e non siano pronti a diffondere peste bubbonica e colera.

Intanto lo scontro si acuisce. Non è affatto certo che ci sarà una seconda ondata, ma i vaccini dovranno esserci perché è lì che si annida il vero business. La distribuzione di vaccini a tutti senza che mai sia stata citata  la spesa prevista ricorda molto la distribuzione gratuita di caramelle drogate ai ragazzi all’uscita da scuola.

Ma anche gli studiosi di marketing concordano che “basta diffondere il bisogno per far si che si crei la domanda.” Che poi i cittadini dell’UE non pagherebbero niente direttamente non significa niente visto che la spesa sarà assunta dagli stessi Governi ma sempre con il denaro dei contribuenti.

Gli esperti veri avvisano che farsi somministrare un vaccino non sufficientemente testato, può essere pericoloso, ma intanto è stata prodotta una App, quell’ignominiosa soluzione cui dicono si siano sottoposti tre milioni di cittadini, che se così fosse sarebbero tutti da sottoporre a trattamenti psichiatrici, anche solo per aver pensato che una app possa risolvere le questioni di distanziamento, di contagio e prevenzione. E lo stesso vale per i test sierologici che sembra, a quanto dicono, si siano sottoposti solo 33.000 cittadini contro i 150.000 previsti. Numeri che è legittimo pensare siano gonfiati per invogliare i cittadini a diventare cavie ma che nella realtà mostrano l’ennesimo spreco per assoldare task force composte da amici degli amici che le uniche due cose che hanno prodotto è stato mettere in ginocchio un intero paese e arricchire i loro portafogli con una diaria di 800 € al giorno.

Fake? Non si tratta di essere complottisti, ma l’esperto Speranza, ultimo burattino di un sistema collaudato, non riesce neanche più a trasmettere speranza, ma solo la certezza che probabilmente a comando l’establishment l’unica cosa che potrebbe essere in grado di produrre e diffondere saranno altri virus per somministrare il salvifico ennesimo vaccino. Immaginiamo cosa significherebbe dover sottoporre tutti gli anni 7,5 miliardi di persone ad un vaccino obbligatorio.

Il dissenso cresce e la ragione è una sola: la poca credibilità degli attori protagonisti, di alcuni dei quali avremo modo di apprezzarne le performance nell’ultimo episodio della saga, che aprirà il lettore a un mondo tutto nuovo: la connessione tra politica, enti pubblici e giustizia.

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Una risposta

  1. Sono d’accordissimo con tutto ciò che è scritto in questo articolo salviamo l’Italia da speculazioni ed arricchimenti poco corretti…buon lavoro saluti

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