Approfondimenti

SPECIALE COVID 3 – OZONOTERAPIA, EPARINA, IDROSSICLOROCHINA, DESAMETASONE, PLASMAFERESI, TUTTE LE TERAPIE E LA CORSA A UN VACCINO PER UN VIRUS CHE POTREBBE SCOMPARIRE COSI’ COM’E’ APPARSO.

Se n’è parlato così tanto e si continua a parlarne come se fosse un problema ancora attuale tanto da non accorgersi che dal 30 Gennaio, data in cui l’OMS ha dichiarato la “pandemia” da virus COVID 19, a oggi, sono passati quasi cinque mesi. In questo lasso di tempo è successo di tutto e il contrario di tutto, soprattutto non sono mancati tv e giornali scatenati nella caccia all’intervista di virologi veri e finti sfrattati dai laboratori e alloggiati in studi televisivi e redazioni.

Oggi NON NE POSSIAMO PIU’. Vogliamo tornare a vivere. Abbiamo sentito blaterare per troppo tempo, siamo stati ossessionati. La notte siamo assaliti dagli incubi di mascherine che come soldatini ci perseguitano, guanti a cinque gambe che ci rincorrono, martellanti ritornelli che non ci hanno mai abbandonato. Ricordate il film “Karate Kid”? “Metti la cera, togli la cera – diceva il maestro – metti la cera, togli la cera” ripeteva. Oggi l’ossessione è “Metti i guanti, togli i guanti, metti la mascherina togli la mascherina. Stai in casa, esci da casa, prendi le scale non prendere l’ascensore, fai la coda al supermercato a un metro di distanza o meglio prenota la spesa a casa che forse arriverà a fine emergenza”. A scuola con la mascherina, con le pareti divisorie, con gli scafandri. In campo di calcio senza mascherina ma non in panchina o sugli spalti a 5 metri di distanza. Sì alla movida no agli eventi sportivi. Sì alle manifestazioni come “Black lives matter”, no alla festa della vittoria della Coppa Italia a Napoli.  Il virus torna a Ottobre, no a Gennaio, macché, a Novembre no a Settembre. Forse torna, forse no, ma ci sarà il vaccino, quando? Bohhh

In tutta questa confusione, forse anche volutamente creata, è sfuggito un particolare di non poco conto: di fatto non è mai esistito, ed è facile prevedere, che non esisterà mai, nella storia dell’uomo, un virus con un numero così elevato di terapie risolutive. E le bare? E i morti? E le terapie intensive sold out? E’ così facile rispondere a questi quesiti che ancora mi stupisco che ci sia gente che se li pone. Basterebbero rispondere con un’altra domanda per zittire tutti: “E le autopsie?”

LA FABBRICA DELLE FAKE NEWS

Questa del numero imprecisato di terapie per il corona virus non è una fake, e onestamente non si capisce quali siano le vere fake, se i dati forniti da Governo, se quelli diffusi dall’OMS o dai compari dell’Istituto Superiore di Sanità, oppure dai virologi superstar superpagati, dalle vostre tasche, insieme alle laute spettanze di Fazio, oppure se sono fake quelle che dichiarano clinici e ricercatori, veri esperti del settore, che smentiscono metodicamente tutti i dati e i continui allarmi diffusi dai burocrati della Sanità. Citiamone alcuni tanto per….: Tarro, Bassetti, De Donno, Montagner, Bacco, Zangrillo, per alcuni burocrati i nomi appena citati rappresentano la feccia dell’attuale medicina, mentre per altri sono solo dei cavalieri senza macchia che gridano una verità che non piace, non fa comodo e che molti non vogliono ascoltare.

Negazionisti e cialtroni contro arruffa-baruffa incompetenti. Bella lotta!

Il Direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità (WHO), l’etiope Tedros Adhanom Gebreyesus

Da questo scontro scopriamo che i più deboli, i più manipolabili, perfino i fanatici di una parte politica che per nulla al mondo si arrenderebbero all’evidenza, nell’essere pervasi dalla totale confusione e ben terrorizzati, guidano le auto da soli indossando la mascherina e mettendone una anche alla radio che dalla voce potrebbero partire goccioline in grado di infettare anche lo specchietto retrovisore dal quale il virus sparirà solo lasciando l’auto al sole dei 48 gradi attesi di Luglio.

Dalle manifestazioni del 25 aprile, 1° maggio, 30 maggio, 2 Giugno, tempo 14 giorni ci si aspettavano 151.227 ricoverati in terapia intensiva, tutti naturali candidati ai forni crematori. E invece “Ops che caso!!!!”, sempre meno contagiati, sempre meno infetti, terapie intensive che vanno svuotandosi, reparti COVID che chiudono, eppure l’allarme continua a circolare minacciosamente con una seconda ondata a Ottobre, una a Gennaio 2021 e poi a fasi alterne ogni sei mesi fino all’arrivo dell’apocalisse.

Perché meno morti? Non è una domanda da “millionaire” e la risposta è talmente banale che non vale nemmeno citarla.

C’è un’altra domanda che invece esigerebbe una risposta che non è mai arrivata: “Perché non sono state effettuate le autopsie ai primi decessi di febbraio?”. A questa domanda non è mai arrivata una risposta ufficiale né da Governo, né da Task Force, Ministero Salute e Istituto Superiore di Sanità.

Per contro tutte le spiegazioni fornite dai terroristi burocrati sono sempre e solo state rivolte a sminuire e screditare qualsiasi forma di terapia utilizzata, perfino quelle che hanno salvato vite e che avrebbero potuto salvarne molte di più se solo fossero state effettuate le autopsie.

Prima di addentrarci nelle terapie efficaci, che sono molte e non si esclude che ne possano essere scoperte altre, è doveroso citare che il sistema informativo continua ad avere molte lacune perfino quando si riferisce alle situazioni di altri paesi e non si capisce qual è lo scopo se non terrorizzare per imporre soluzioni a tavolino ben architettate da tempo senza dover ricorrere ad alcuna “teoria del complotto” ma a quella della “Pratica della logica”

Situazione aggiornata al 19 giugno 2020. Click su link per accesso ai dati di “worldometers”. Nota che la mappa interattiva si riferisce ai dati della John’s Hopkins University

Prendiamo ad esempio il Brasile, che alla data odierna del 22 Giugno conta 1.073.386 contagiati con 50.182 morti in un paese che conta 210.983.000 milioni di abitanti che significa 4,74% d’indice di contagiosità, mentre l’indice di mortalità rispetto alla popolazione è dello 0,024% e rispetto ai contagiati è pressoché identico all’altro dato, 4,73%. Se ci limitiamo a considerare il numero dei morti come se non si trattasse di vite umane, ma di noccioline, questi dati non costituiscono per nulla una pandemia mortale. E queste affermazioni non giungono dai negazionisti ma anche da tutti coloro che possiedono un numero limitato di neuroni indipendentemente che siano al governo o meno.

In Tailandia, a lungo considerato un paese nell’occhio del ciclone, ci sono stati 3.148 contagiati con 58 morti eppure hanno adottato un lockdown, anche se non era necessario. Chi vuole sbizzarrirsi con i dati ufficiali dei Governi di tutto il mondo può farlo visitando il sito worldometers, cliccando sulla foto sopra, e si accorgerà che l’incongruenza dei dati è perlomeno sospetta dopo aver ascoltato l’apocalisse promossa dall’OMS.

Ma di questo parleremo nell’ultimo capitolo della saga, ora vediamo qui di seguito le terapie applicabili e che hanno dimostrato efficacia non più negata né da OMS né da ISS che essi stessi hanno qualche difficoltà a commentare i dati trasformandosi in emuli di Spiderman con il rischio di farsi male scivolando dalle pareti dei loro palazzi di vetro, l’uno a New York e l’altro in Viale Regina Margherita a Roma, che non è di vetro ma di mattoni dell’epoca mussoliniana ma che non offrono comunque appigli.

PLASMATERAPIA O PLASMAFERESI

Della Plasmaterapia, più correttamente Plasmaferesi ne abbiamo parlato nel nostro Speciale Covid 2, con l’intervista al Dott. De Donno, con tanto di visita NAS in ospedale e audizione in Senato. Plasmaterapia approvata e riconosciuta da Ministero della Sanità e da Istituto Superiore di Sanità giacché funzionale, efficace e senza effetti collaterali.

Per i dettagli ben spiegati dal Dott. De Donno, leggi lo Speciale Covid 2, cliccando sulla foto in basso.

Link all’articolo con intervista di Radio Radio al Dott. De Donno, oscurato da Youtube e subito ripristinato

Il costo di questa terapia è assolutamente trascurabile tenuto conto delle vite umane salvate. Il plasma viene prelevato, diviso dal sangue e messo in sacche da 600 cc. Una sacca consente di curare due persone, in pratica sono sufficienti 300 cc per paziente. Il costo è di € 160,00 a sacca da 600 cc e il costo è da suddividere in due. Nella pratica € 80,00 sono sufficienti a salvare una vita.

Da notare che la Plasmaterapia è stata utilizzata fin dai tempi della “spagnola” nell’epidemia del 1918-1920, è quindi una terapia riconosciuta da oltre un secolo.

Chi intendesse esercitarsi nella lettura della scheda informativa dell’IWMF, “International waldenstrom’s Macroglobulinemia Foundation”, constaterà che è una terapia semplice, senza effetti collaterali ma con qualche effetto indesiderato di poco conto.

OSSIGENO-OZONO TERAPIA

Diamo meriti a Matteo De Micheli che ha insistito talmente tanto su questa terapia, facendo ricerche, approfondendo una materia di cui non è assolutamente un esperto, ma di cui è sempre stato un fervente sostenitore seguendo una logica più che evidente e spiazzante, confermata poi anche dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, fino a pubblicare nel suo canale INFORMALTV un’intervista dove il Dottor Daniele Maggiore, medico chirurgo, intervista il Prof. Marianno Franzini, Presidente della Società Scientifica Ossigeno-Ozono Terapia, SIOOT.

Link all’intervista del Dott. Daniele Maggiore al Prof. Marianno Franzini della SIOOT

Nell’intervista il Prof. Franzini spiega come in maniera molto semplice con un’autotrasfusione venga prelevato del sangue in quantità variabile da 150 a 250 cc che arricchito con ozono svolge una funzione antivirale e antibatterica in grado di combattere e curare numerose patologie.

Nel caso del Corona Virus il protocollo è stato sperimentato in 15 ospedali diversi portando agli stessi identici risultati e curando oltre 100 pazienti affetti dal COVID 19. La terapia può essere svolta mediante visite ambulatoriali e perfino domiciliari, tenendo conto la non eccezionale versatilità al trasporto della macchina.

L’unica condizione per ottenere risultati soddisfacenti è un tempestivo intervento sui pazienti contagiati. Considerato che per ottenere risultati, servono da 7 a 10 giorni di sedute in caso di malattie in stato avanzato le speranze di effetti risolutivi si riducono in maniera determinante.

Il costo di una seduta è irrisorio, in forma privata si parla di un importo variabile da 50 a 70 € con numero di sedute variabile a seconda del tipo di patologia sulla quale intervenire e della gravità. Naturalmente con la partecipazione del Servizio Sanitario Nazionale il costo del trattamento si riduce a un abbattimento considerevole portando i costi a cifre assolutamente abbordabili.

ENOXAPARINA

Il Dottor Antonio Rebuzzi, docente di Cardiologia all’Università La Cattolica di Roma, il 19 Aprile rilascia una dichiarazione all’ADN Kronos, dove spiega che l’enoxaparina è già utilizzata in tutte le patologie con alterata coagulazione. Nei casi di COVID 19 è stato scoperto che la prima causa di morte è il CID (coagulazione intravascolascore disseminata) e pertanto nelle patologie respiratorie l’eparina combatte la formazione di trombi ripristinando la circolazione.

Eparina in monodose facilmente iniettabile anche direttamente dal paziente.

La stessa Aifa, l’Agenzia del Farmaco, doveroso ricordarlo, ha autorizzato il trattamento a base di eparina a basso peso molecolare dalla seconda settimana di Aprile al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, e l’11 Aprile inseriva l’eparina tra i trattamenti autorizzati.

La sperimentazione è stata effettuata su pazienti con quadri clinici moderati e severi con dosaggi diversi in funzione del paziente. Il costo dell’enoxaparina iniettabile si aggira intorno a € 30,00 o poco più per 6 siringhe, ha un ampio utilizzo in numerose patologie e il costo totale dei trattamenti restano comunque molto contenuti. Anche in questo caso si tratta di un farmaco a carico dello SSN il cui costo eventualmente si riduce al pagamento di un ticket, mentre non è richiesto alcun importo in caso sia somministrato a pazienti già ricoverati.

IDROSSICLOROCHINA

L’idrossiclorochina è in circolazione da oltre cinquant’anni. In Italia e in altri paesi è nota soprattutto con il nome commerciale Plaquenil ed è impiegata per trattare la malaria e malattie autoimmuni, come il lupus e l’artrite reumatoide. Il costo della confezione di 30 compresse di 200 mg è di € 6,00.

Il primo utilizzo nel corona virus è avvenuto agli inizi di febbraio 2020 non appena si era diffusa la notizia della pericolosità del virus. Nella realtà, forse a causa del costo irrisorio, è iniziata una guerra insensata contro l’utilizzo di questo farmaco.

Struttura molecolare della clorochina

Mentre da un lato Trump ne promuoveva l’uso, a un certo punto nel maggio 2020 Lancet, una rivista medico scientifica tra le più rinomate, pubblicava uno studio che ne sconsigliava l’uso per gli innumerevoli effetti collaterali.

Senza alcun approfondimento l’OMS ne bloccava immediatamente l’utilizzo e così le varie agenzie del farmaco dei vari paesi. Lo studio ha però provocato la reazione di migliaia di esperti del settore fino a far emergere la verità: lo studio su Lancet era un falso poi ritirato dagli stessi autori.

Intanto il patatrac era fatto, l’opinione pubblica scossa e confusa non ha ancora percepito che la stessa OMS ha riammesso il farmaco, non senza imbarazzo, tra quelli utilizzabili nel trattamento del corona virus, ma non altrettanto ha fatto l’AIFA, l’Agenzia del Farmaco Italiano, che ancora la preclude ma lasciando ai medici la facoltà di utilizzarlo sotto la propria responsabilità.

Trattandosi di un virus che provoca un effetto infiammatorio, l’idrossiclorochina è stata utilizzata in abbinamento con l’Azitromicina che è un antibiotico, quindi antibatterico e antivirale, e in alcuni casi somministrato con un altro antinfiammatorio per eccellenza, il cortisone. I risultati sono stati ottimi e al momento non è stato segnalato alcun effetto collaterale.

Il 18 Giugno scorso l’Assessore alla Sanità del Piemonte, forte anche dei risultati ottenuti dal trattamento in alcune strutture ospedaliere del Piemonte, ne ha chiesto l’inserimento a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Si attendono sviluppi sulla vicenda, ma di fatto l’idrossiclorochina è utilizzata anche a livello preventivo e si prevede che presto anche l’AIFA dovrà adeguarsi alle direttive OMS.

Al costo di € 6,00 per il Plaquenil in caso di abbinamento con azitromicina bisogna aggiungere altri € 6,00 per l’antibiotico e in caso di utilizzo anche di cortisone bisognerebbe aggiungere altri € 2,00 circa per un costo totale di meno di 15,00 fino ad un massimo di 25-30 €. Costo assolutamente accessibile anche in caso che sia il SSN ad assumersene la spesa.

DESAMETASONE

 Il Desametane è l’ultimo ritrovato in ordine di tempo. Si tratta di uno stretto parente della famiglia dei cortisoni ma con meno effetti collaterali, è utilizzato nei trattamenti di patologie reumatiche, dermatologiche, oftalmologiche, persino ematologiche e neoplastiche, fino ai disturbi respiratori come l’asma.

Preparazione del Desametasone

Questo farmaco è noto fin dagli anni ’60 del secolo scorso, ha un costo irrisorio a partire da € 1,95 fino a un massimo di € 27,00 secondo il dosaggio. E’ uno degli antinfiammatori efficaci per eccellenza e nel Corona Virus è stato utilizzato nei casi più gravi con ottimi risultati agendo sulla ‘tempesta citochinica’, ossia la violentissima reazione immunitaria che attraverso gravi infiammazioni distrugge gli organi, polmoni in primis, portando spesso al decesso.

Il Farmaco oggi autorizzato dall’AIFA è utilizzato in tutto il mondo.

Nello scorso Aprile un team di 50 medici con portavoce la Dott.ssa Roberta Ricciardi dell’Ospedale Cisanello di Pisa, e il Prof. Piero Sestili professore ordinario di Farmacologia a Urbino avevano inviato al Ministro della Sanità, Roberto Speranza  il suggerimento di inserire il cortisone tra i farmaci efficaci nelle terapie contro il Corona Virus (link articolo de Il Giornale)

Alla comunicazione non è mai giunta risposta e solo di recente dopo l’annuncio della verificata efficacia da parte dell’Università di Oxford, il farmaco è stato inserito tra quelli autorizzati.

TERAPIE VARIE ALLO STUDIO E IN SPERIMENTAZIONE

Oltre ai trattamenti sopra citati bisogna annotare che sono in corso varie sperimentazioni con ottime prospettive di antivirali già utilizzati in altre patologie, è la stessa Aifa a citarlo.

Per chi volesse approfondire, qualche giorno fa l’Assessorato alla Sanità della Regione Toscana ha pubblicato un interessante articolo, un po’ tecnico e abbastanza esaustivo nel quale entra nei dettagli di tutti i trattamenti in corso e allo studio.

link all’articolo dell’Assessorato alla Sanità della Regione Toscana

CONCLUDENDO

In quest’articolo ci siamo limitati a citare le terapie più note utilizzate per il trattamento di pazienti affetti da contagio, e tanto basta per spiegare che appena scoperte le cause che hanno provocato i decessi non solo sono stati azzerati gli ingressi nelle terapie intensive ma stanno portando a una riduzione degli stessi ricoverati prevedendo una chiusura dei reparti COVID già operata da numerose strutture ospedaliere.

Qui i dati aggiornati al 22 giugno 2022:

Contagiati: 238.720

Oggi + 218; Ieri +224

Guariti: 183.426

Oggi + 533; Ieri + 440

Decessi 34.567

Oggi +23; – Ieri +24

Ricoverati: 2.038

Oggi: – 216; Ieri – 160

Terapia Intensiva: 127

Oggi: -21; Ieri – 4

Positivi: 20.637

Questi sono i dati ufficiali comunicati dal Ministero della Salute alla data del 22 Giugno. Se questi dati sono allarmanti, lo lasciamo decidere ai lettori. Forse dagli esperti abbiamo già sentito troppo e se questi sono i dati aggiornati, è necessario affrontare l’annoso dilemma dei vaccini, cui rimandiamo all’ultimo episodio della saga COVID 19 che sarà pubblicato tra pochi giorni.

Vai alla Home Page

“Italietta infetta, la voce di chi non ha voce”, iscriviti sul gruppo facebook cliccando qui

Una risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *