Inchieste Solidarietà

SILVIA ROMANO NON E’ MAI TORNATA IN ITALIA

Certamente è stato uno shock vedere Silvia Romano scendere dall’aereo vestita con un hijab. Non se l’aspettava nessuno. Diciamo la verità molti non si aspettavano neanche che fosse viva e vederla tornare portata in trionfo, acclamata come una eroina nazionale, con tanto di Comitato d’Onore e manifestazioni festanti sotto la sua abitazione per vederla 3 secondi scendere dalla macchina e entrare nel portone, è sembrato tutto un po’ fuori luogo oltre che esagerato. L’unica cosa veramente positiva è che per qualche giorno non si parlerà di corona virus e di distanze che proprio l’accoglienza a Silvia ha dimostrato che niente riuscirà a cambiare la testa degli italiani.

A tutto questo clamore era chiaro che l’opinione pubblica avrebbe risposto in maniera contrastante, legittimamente, come sempre accade, libertà di pensiero e logica spesso bisticciano, ma sulla vicenda i punti oscuri sono ancora molti, troppi, ed è naturale che la morbosa curiosità inducesse il web a commenti e considerazioni che in molti casi sono degenerati nell’insulto in maniera del tutto inopportuna e arbitraria.

Fermo restando che è legittima la scelta di Silvia di convertirsi all’Islam, ci si chiede, e questa è una curiosità, se è stata davvero una sua scelta, se è stata indotta con un vero e proprio lavaggio del cervello o se è stata solo una decisione per salvare la propria vita.

LA VERA SILVIA E’ RIMASTA IN AFRICA

Gli interrogativi sulla scelta di Silvia resteranno senza risposta. Di certo se effettivamente è stata una sua scelta la difenderà fino a decidere di tornare laggiù da dove è stata “liberata”, la seconda ipotesi induce a pensare che se si è trattata di una forzatura o una scelta indotta ci vorranno anni prima che rinsavisca. Di certo c’è che quel corpo avvolto in un telo verde sceso dall’aereo dei Servizi Segreti ha un volto e un corpo ma non ha più un’anima. La Silvia che i tanti conoscevano e che molti hanno acclamato, non è mai giunta in Italia. E’ lei stessa che afferma di chiamarsi Aisha. Cosa significa? Che dovrebbero ritirarle il passaporto italiano ed emetterne uno di uno Stato che non esiste e che non ha un vero Governo?

Dai commenti sul web molti affermano che la destra l’ha solo insultata mentre la sinistra la giustifica e chiede l’assistenza di psicanalisti, psichiatri, magari psicologi e pure dentisti. E come si fa a costringerla a sottoporsi a terapia? Bisognerebbe rapirla, sottoporla a un controlavaggio del cervello e poi magari chiedere un riscatto ad Al Shabaab. Troppo complesso, meglio aspettare che rinsavisca.

E qui si innesca un altro quesito, cosa significa “rinsavire”? Forse che tutti i musulmani potrebbero rinsavire diventando di colpo cattolici? Con i musulmani che invece sperano che siano molti cattolici a rinsavire in maniera da aumentare le fila dei seguaci che, alla conquista del mondo, combatteranno gli infedeli? Dove si posiziona Silvia in questo scacchiere, lo sapremo con il tempo.

Tutto il rispetto per la sua scelta, ma non sembra che la sua conversione sia stata indotta dall’Islam più moderato; di quale tipo poi, sunnita o sciita? Quesito che nessuno gli ha posto, probabilmente neanche gli inquirenti. E che sia sunnita o sciita ha comunque poca importanza perché la ragazza è stata “prigioniera” o “ospite” di una cellula terroristica tra le più violente nel mondo islamico. Chi vuole sapere la differenza tra sunnita e sciita si documenti, ma se il suo indrottinamento è avvenuto per induzione Jihadista, c’è qualcosa in più di cui preoccuparsi, e che Al Shabaab sia di matrice sunnita non cambia i termini della conversione.

Il massacro di Al Shabaab all’Università di Garissa Kenya

Il curriculum di Al Shabaab, che molti non sanno che è abbastanza ricco, e non ci dilungheremo nell’elenco delle loro prodezze. Gli attentati sono decine con alcuni eclatanti con centinaia di morti e feriti come quello del 2007 a Mogadiscio, Somalia, l’altro all’Università di Garissa, Kenya, in foto, e altri e altri ancora che non stiamo ad elencare perché non li fa diventare più umani. Più intelligenti pero sì, hanno cambiato strategia, invece di dedicarsi solo a creare terrore ora si dedicano al proselitismo. E Silvia è la dimostrazione che la strategia sta funzionando. La stessa Silvia ha dichiarato che pur senza vedere in faccia i rapitori, e ci crediamo poco, questi le hanno spiegato le loro ragioni.

Forse che ammazzare centinaia di persone può essere giustificato con delle ragioni? Secondo i carcerieri di Silvia, sì, e il fatto che lei lo abbia citato non lascia dubbi sulle pressioni che ha subìto e le subdole coercizioni che difficilmente la faranno tornare indietro sui sui passi, almeno non a breve o forse mai.

Ma stiamo tranquilli, i servizi segreti non le toglieranno gli occhi di dosso per molto tempo, Al Shabaab si metta l’animo in pace, non ha inviato nessun infiltrato abilmente istruito, ha solo inviato un cane a cui nessuno scioglierà la catena e toglierà la museruola.

Silvia però non è un cane, è un essere umano che in tutti i casi, pagando o no, aveva il diritto di riabbracciare la sua famiglia e su questo punto tutte le disquisizioni sono superflue.

Non ho volutamente parlato del riscatto, abbastanza ininfluente ai fini della vicenda e che approfondiremo nel prossimo articolo, ma nel contesto credo sia opportuno citare un’altra vicenda cui non è stato dato alcun risalto.

DI LUCA TACCHETTO CONVERTITO NESSUNO NE PARLA

Un’altra riflessione riguarda il rapimento di Luca Tacchetto e della sua compagna in Burkina Faso. Non si comprende questa differenza di trattamento. Per Silvia manifestazione di isteria come se fosse apparsa la Vergine Immacolata. Per Luca Tacchetto un misero commento di Di Maio e nient’altro. Forse che la vita di una donna vale più di quella di un uomo? Forse che Silvia è andata a salvare il mondo, mentre Luca era in vacanza? Anche lui si è dichiarato volontario, con la sua compagna, anche se in un avventuroso viaggio con una macchina sgangherata si stavano recando in Togo per salvarlo non si sa bene da cosa.

Luca Tacchetto e la sua compagna canadese in un campo dei caschi blu in Mali.

Mentre per Silvia, per 18 mesi, clamore, indagini, inchieste e favole inventate, per Luca invece il silenzio. Certo la differenza c’è. Per Luca, il Canada ha preso in mano la situazione e ha estromesso l’Italia perché Edith Blais, cittadina canadese, è stata presa sul serio da Trudeau, il Premier Canadese, mentre l’Italia con Di Maio, che non parla nessuna lingua, avrebbe potuto solo essere d’ostacolo, come ha dimostrato lo stesso Conte estromettendolo dalla liberazione di Silvia, nonostante lui affermi che era informato di tutto.

A tutti gli osservatori internazionali però sono sfuggiti diversi particolari sulla liberazione di Luca Tacchetto e compagna. Nessuno ha mai parlato di riscatto, e ci crediamo molto poco, come crediamo molto poco che siano riusciti a scappare.

Le news parlano di Kidal, una cittadina in una zona desertica del Mali ai confini con la Mauritania. Basta guardare su Google earth o anche solo le immagini per capire che si tratta di un’area assediata dai terroristi, in pieno deserto ed è molto poco credibile che i due ragazzi siano riusciti a fuggire sotto il sole a temperature proibitive, che abbiano fatto autostop in un’area sotto il totale controllo dei terroristi, dove fonti affidabili mi hanno confermato che le sole auto di passaggio sono sempre e solo quelle dei terroristi, che poi sono stati condotti direttamente all’Head Quarter dei caschi blu della missione ONU in Mali, la MINUSMA.

Kidal Mali, dove Luca Tacchetto ed Edith Blais sono stati tenuti in ostaggio

Accreditare tutta queste capacità alle forze ONU è un vero e proprio azzardo, tenendo conto che si tratta di missioni di pace che non possono intervenire per nessuna ragione, nemmeno per salvare degli occidentali da un rapimento. E’ più facile invece che abbiano agito come mediatori o come supporto alle trattative e che fossero pronti ad accoglierli al loro arrivo.

Non è un caso che per dimostrare la loro grande capacità logistica, di visibilità e comunicazione, hanno subito cambiato le t-shirt dei due ragazzi con quelle da loro sponsorizzate.

Agli osservatori è sfuggita non solo la carenza di informazioni, ma nessuna intervista, nessuna indagine, una vicenda avvolta nel silenzio. Cosa è successo ai due ragazzi in questi 15 mesi non lo sa nessuno, a differenza di Silvia cui si chiede un resoconto di quante volte è andata in bagno in 18 mesi.

Ai più è sfuggito che Luca Tacchetto ha mostrato una barbetta di chiaro stile islamico jihadista. Forse sbaglio, ma 15 mesi sono sufficienti per indurre alla conversione non solo Aisha ma anche i due ragazzi. Per salvare la propria vita si fa questo e altro e nessuno ha il diritto di condannare nè l’una nè gli altri.

Di Maio ha dichiarato: “L’ho sentito al telefono, sta bene. In questo momento di difficoltà arriva una buona notizia, Luca Tacchetto è libero.” Punto. Cosa poteva dire di più?

Certo sarebbe curioso sapere quanto ha pagato il Canada e quanto ha dovuto contribuire il Governo italiano. Perché checchè ne dicano, i due ragazzi se solo avessero provato a scappare a gratis, la sabbia del deserto avrebbe provveduto a seppellire i loro corpi.

Due storie diverse con un unico finale di cui nessuno parla: “la conversione all’Islam jihadista”.

Questa è solo una introduzione alla seconda parte che sarà pubblicata tra due giorni e nella quale entreremo nei dettagli di tanti articoli scritti da Italietta Infetta su Silvia Romano, a partire dal primo del 30 Novembre 2018 dove si spiega chiaramente quello che tutti i media hanno sempre ignorato e continuano imperterriti a sostenere: “SILVIA ROMANO NON E’ UNA COOPERANTE E AFRICA MILELE NON E’ UNA ONG”

2 risposte

  1. Se si guarda bene il viso di Silvia Romano, se si guarda tutto il teatrino di accoglienza, se si conoscono tutti i retroscena dei progetti di cooperazione internazionale, se si conoscono tutti i retroscena del “terrorismo islamico”, che di fatto è solo un progetto portato avanti dal Deep State con finalità oscure multiple, se si conoscono i loro programmi di lavaggio del cervello tipo MK ULTRA, ci si accorge che quella poveretta di Silvia è stata sottoposta ed è ancora sottoposta a qualcosa di orribile. Magari aveva anche scoperto qualcosa che non doveva scoprire…..

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