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Siete stranieri residenti in Kenya? Avete un conto corrente presso una banca locale? Allora siate pronti a confrontarvi con la più ottusa imbecillità cosmica

Africa vittima di corruzione e burocrazia

Più volte gli osservatori internazionali – soprattutto gli ispirati paladini terzomondisti – si sono chiesti perché, malgrado le ingenti risorse naturali che possiede, l’Africa scivola sempre di più nella povertà e nel degrado. La causa principale (è stato detto fino alla nausea) risiede nella voracità della sua classe dirigente, in buona misura cinicamente foraggiata dalle potenze economiche mondiali. Ma se la corruzione è la prima metastasi che affligge il continente, sia l’apparato pubblico, sia quello privato, non rinunciano a metterci del proprio, adottando procedure così estemporanee e demenziali da far impallidire le più surreali burocrazie borboniche e bizantine.

Se siete stranieri e a qualsiasi titolo, avete ottenuto la residenza keniana, avete l’obbligo di ottenere dall’autorità per l’immigrazione un documento identificativo che attesta questa vostra condizione. Tale documento ha il nome di “Alien Card”, una specie di carta d’identità riservata agli stranieri che risiedono in Kenya. Insieme a questa carta dovrete anche richiedere un “Re-entry Pass”, consistente in un timbro sul vostro passaporto che, nel caso di un viaggio all’estero, vi consentirà di poter rientrare nel Paese senza essere soggetti all’ottenimento del visto turistico. Entrambi questi documenti hanno un costo complessivo di circa cinquanta euro, comprensivi della bustarella per gli addetti, senza la quale potreste spendere un’intera mattinata presso gli uffici dell’immigrazione.

In Kenya, i dermatoglifi delle impronte digitali, cambiano ogni due anni (?!)

Cittadini stranieri richiedono la residenza in Kenya

La validità dei documenti in questione è di soli due anni, scadenza in cui dovranno essere rinnovati, previa apposizione delle vostre impronti digitali, giacché, come tutti sanno, le impronte digitali cambiano continuamente la loro configurazione ed è quindi necessario rilevarle ogni volta (sic.). In occasione di questo rinnovo, sarà rilasciata una ricevuta a prova del vostro adempimento, poiché la nuova edizione dell’Alien Card non sarà pronta prima di due o tre mesi dalla data del rinnovo. La ricevuta in questione potrà essere esibita e ritenuta valida, da qualsiasi autorità governativa che ve la richieda nel corso di un controllo, ma, sorprendentemente, non sarà ritenuta valida dalla banca con cui intrattenete un rapporto di correntista.

Ma vediamo ciò che succede nel dettaglio.
Quando aprite un conto corrente in Kenya, la banca da voi scelta vi chiede di esibire il Codice Fiscale (PIN) e la vostra Alien Card. Entrambi questi documenti saranno riportati a vostro nome, nella scheda anagrafica cliente. Alla scadenza dell’Alien Card, il sistema informatico, bloccherà automaticamente il vostro conto, impedendovi di effettuare sia versamenti, sia prelievi, fino a quando non sarete in grado di esibire la nuova Alien Card rilasciata dal Dipartimento Immigrazione. Ma come abbiamo già visto, questo rilascio richiede non meno di due mesi. Inutile esibire la ricevuta a riprova che voi avete già richiesto e pagato per il rinnovo. Per la vostra banca, quella ricevuta vale meno di carta straccia. Loro vogliono, testardamente, la nuova Alien Card, senza la quale, il vostro conto resterà bloccato.

Come le banche del Kenya si appropriano del vostro denaro

I mali che soffocano il progresso in Kenya: Insicurezza, corruzione, diseguaglianza, povertà, disoccupazione

Potete esibirvi in tutte le performance che la vostra fantasia suggerisce: piangere, protestare, batteri i pugni, implorare… niente: il vostro conto corrente resterà inaccessibile fino all’arrivo della stramaledetta Alien Card. Avete conti da pagare? Rate in scadenza? Essenziali bisogni per la sopravvivenza? E chi se ne frega? Il rifiuto della banca resterà adamantino in forza di norme dissennate che qualche cervellone dei piani alti, con la testa piena di segatura, ha deciso di mettere in atto. A meno che… a meno che, su consiglio di un impiegato, mosso a compassione, voi siate disposti a dichiarare il falso, cioè a sottoscrivere un modulo in cui attestate di essere un “non-residente” e – in questo caso – il vostro conto corrente sarà riattivato con unico riferimento al vostro passaporto e con prebende maggiorate (diritti e commissioni bancarie) in quanto, come non-residente, non avete diritto ad alcuna facilitazione.

Quanto fin qui riferito è stato rilevato dalle norme in uso presso la Diamond Trust Bank del Kenya (DTB), ma ci è stato assicurato che si tratta di direttive emanate dalla Banca Centrale (CBK) e quindi applicate da tutti gli istituti di credito operanti nel Paese.
Quanti potenziali investitori sono disposti a soggiacere a queste norme capestro? Chi può condurre i propri affari o anche solo soddisfare le esigenze del vivere quotidiano, senza poter effettuare versamenti e senza poter prelevare un solo centesimo dei propri quattrini depositati in banca?

La situazione qui illustrata dimostra quanto lavoro di revisione sia necessario perché l’Africa possa uscire dal pantano in cui si è volontariamente relegata. Certo, la lotta alla corruzione resta l’obiettivo primario, ma solo questo non basta. Occorre che tutte le strutture operative di questo continente si orientino a un approccio pragmatico verso le proprie procedure e non si schiavizzino al rispetto di ottuse norme del più deprecabile bizantinismo.

Una risposta

  1. Volevo solo inviare un saluto e un ringraziamento a Franco Nofori. Ho una casa a Mayungu da 5 anni e sono nauseato dall’ipocrisia degli italiani in Kenya, in particolare Malindi. Franco è il primo italiano che incontro che dice la VERITÀ.

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