Politica

Quando la pazienza degli italiani assurge al valore di martirio

Sofferenze casuali e sofferenze create ad arte

Un virus nefasto ha travolto il mondo, mietendo centinaia di migliaia di vite e portando allo sfacelo sociale ed economico l’intero pianeta. In questo drammatico contesto, il Presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, si appropria delle TV di stato, dove con gutturale distonia, sciorina a più non posso centinaia di miliardi di euro da riversare in sostegno all’economia, dimenticando però di precisare che, almeno allo stato attuale, si tratta di miliardi quasi del tutto virtuali.

Intanto, i ministri del suo governo, colpiti da singolare schizofrenia, si danno a loro volta da fare per stupire gli italiani, offrendo davvero bizzarre panacee che, a loro giudizio, si configurerebbero come gli strumenti ideali per affrontare l’inevitabile recessione che incombe sul Paese.

Così si fanno uscire dalle patrie galere 376 dei più sanguinari criminali che la cronaca ricordi e si regolarizzano seicentomila immigrati clandestini, mentre milioni d’italiani sono senza lavoro e mentre gli sbarchi di nuovi clandestini continuano indisturbati a raggiungere le nostre coste, favoriti anche dalla collaborazione di Malta, che, per venire in aiuto al nostro dissennato progetto, ci rispedisce anche quelli che trova nelle proprie acque territoriali e – naturalmente – il nostro pavido governo, si guarda bene dal protestare. Incidentalmente sulle diverse centinaia di migranti in arrivo, pare che decine di loro siano risultati affetti dal coronavirus, ma niente paura! Per fortuna c’è un irreprensibile apparato giudiziario che resta intonso e veglia su tutto, per garantirci legalità e diritto.

I nefasti prodotti dell’Associazione Nazionale Magistrati

Il giudice Palamara. Su questa faccia Cesare Lombroso avrebbe certamente espresso un’interessante teoria

Pare infatti che, Luca Palamara, prestigioso membro del Consiglio Superiore della Magistratura, si prostituisca per quarantamila euro, al fine di favorire la nomina di un collega alla Procura di Gela e più recentemente, una giovane e coraggiosa PM presso il tribunale di Trani, Silvia Curone, si ribella alle pressioni del suo Procuratore Capo, Carlo Maria Capristo, tendenti a farle chiudere un’inchiesta a carico di un amico imprenditore, accusato di usura. Ancora più recentemente, alcune intercettazioni telefoniche, legate al caso Palamara, mettono in luce, la coalizione di alcuni magistrati, per attaccare l’ex Ministro degli Interni. Matteo Salvini, perché è “una merda” e perché “anche se ha ragione, va attaccato a tutti i costi”.

Ma non basta, non c’è il tempo di riaversi dalla sorpresa perché esplode lo scandalo del “plotone d’esecuzione” composto dai giudici della sezione “feriale” della Corte di Cassazione che nel 2013 aveva condannato in tutta fretta Silvio Berlusconi per un reato ritenuto, da più parti, inesistente e con l’esplicita ammissione di Amedeo Franco, relatore della sentenza e oggi defunto, che si era trattato di una sentenza “pilotata dall’alto“, ma non mi soffermerò oltre su questa vicenda che, se sarà confermata, equiparerà una certa magistratura a un’associazione a delinquere, perché tutti i mezzi d’informazione ne hanno data ampia notizia, come sempre strumentalizzata ad hoc per soddisfare le aspettative dei rispettivi editori.

 Così, mentre la mafia è in festa e si dedica a celebrare il ritorno dei propri sovrani, gli scafisti, incoraggiati dai positivi segnali lanciati dalla Ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, si fregano le mani in vista dei lucrosi affari che si profilano all’orizzonte per il trasbordo di altre migliaia di clandestini dalla Libia all’Italia.

Brava Ministra! E’ evidente che la licenza delle scuole medie, ottenuta con successo, ha costituito il fertile terreno, altamente culturale, su cui è germogliata una così mirabile decisione!

 Ma niente paura: c’è il presidente Mattarella!

Il Presidente Sergio Mattarella: il silenzio elevato a virtù

Siete preoccupati? E perché mai dovreste esserlo? C’è pur sempre Sergio Mattarella, il vigile Presidente della Repubblica Italiana, cui nulla sfugge ed è sempre pronto a intervenire per drizzare tutto ciò che va storto. Peccato, però, che la migliore performance, in cui si è finora esibito, sia quella del silente e imperturbabile monolito, che nulla vede e nulla sente.

Pur essendo lui a capo del sistema giudiziario, ha ritenuto non fosse suo compito intervenire e ha demandato la riforma del CSM, al governo in carica. Singolare, però, che lo stesso Mattarella, fosse intervenuto a piedi uniti, per bocciare la nomina a Ministro delle Finanze di Paolo Savona, nel precedente governo giallo-verde.

Insomma, nello spazio di poco tempo, Mattarella, ha trasformato il proprio deciso interventismo in una titubante passività.
Che non si tratti realmente di lui, ma solo della sua immagine olografica?

Pavida, irrisoluta, titubante, imbelle e codarda, in campo internazionale, quest’Italia, pur se genitrice della civiltà mondiale, oggi non prende più posizione su nulla, ma prima di esprimersi (e ancorché lo faccia) aspetta meschinamente di accodarsi alle voci più autorevoli. Come sta avvenendo nei confronti delle norme coercitive deliberate da Pechino contro i cittadini di Hong Kong.

Tace sulle scellerate menzogne cinesi relative al corona virus; tace di fronte allo sciagurato comportamento del direttore dell’OMS che le ha coperte e tace sulla sorte delle sue ex colonie che ha passivamente ceduto alla gestione straniera.

Insomma, sembra di vivere in una situazione onirica in cui, come una novella Alice nel Paese delle meraviglie, l’Italia si risveglia all’improvviso in un mondo fatato, dove tutto si muove al contrario di ciò che la ragione farebbe supporre, ma il problema è che il disagio che l’Italia sta soffrendo, non è per niente onirico ma dolorosamente reale.

Il problema è che siamo condotti allo sbaraglio da una masnada d’incapaci, i cui curriculum professionali fanno venire i brividi: Un azzeccagarbugli di provincia, cui fanno seguito, un venditore di bibite allo stadio, un disk jockey, con nome d’arte “Fo Fo”, un odontotecnico senza mestiere, un comico incartapecorito, un animatore di villaggi turistici e vari usurpatori di titoli accademici, inventati di sana pianta.

Scialuppe a mare e si salvi chi può!

E’ questa la brancaleonesca compagine che regge il nostro destino e che ci chiede fiducia; che si gloria della mirabile trovata di aiutarci nell’acquisto di una bici o di un monopattino; che ci sprona all’amicizia con una Cina rapace che ci dissangua; che limita la propria politica estera all’hinterland di Pomigliano d’Arco; che persevera nel magnificare l’amicizia con una Europa Unita che ci ha trasformati in vassalli; che concede tutto il possibile a chi viola illegalmente i nostri confini e non dispensa neppure le briciole a chi, entro quei confini, ci vive legittimamente…

Di questi presuntuosi soloni che, a partire da Romano Prodi, ci hanno trasformati in mentecatti, ne abbiamo già fatta dolorosa esperienza. Eppure, oggi, gli eredi di questi soloni, hanno l’arrogante sfacciataggine di chiederci ancora fiducia.

Fiducia in cosa? Nell’incompetenza assurta a merito? Nella magistratura faziosa e corrotta? Nel sempre più sfacciato esercizio del voltagabbana?
Non so voi, ma io, piuttosto che fidarmi di questo governo, mi sentirei più tranquillo con il collo offerto alla scure del boia.

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