Politica

Nuovo rinvio a giudizio di Matteo Salvini da parte di una magistratura corrotta al servizio di uno Stato corrotto

Redazionale
Franco Nofori
18/04/2021
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@FrancoKronos1

Le contraddizioni di un sistema giudiziario malato

Ancora una volta la magistratura italiana entra a gamba tesa nella politica, asservendosi alle forze di sinistra che da sempre la usano come strumento per combattere l’avversario. Superato il tentativo d’incriminare l’ex Ministro degli Interni per il caso della nave Gregoretti, la solerte Procura di Palermo ci riprova ora con quello della NGO spagnola Open Arms, accusando Salvini di sequestro di persona e abuso d’ufficio per i fatti occorsi nell’agosto 2019, durante il primo governo Conte. Anche in questo caso, Salvini si dice fiducioso, ma come si può essere fiduciosi in un sistema giudiziario del tutto contradditorio che, di fronte a due eventi assolutamente simili, a Catania proscioglie e a Palermo incrimina?

Va ricordato che quando Salvini vietò l’attracco alla Open Arms, il governo spagnolo si era dichiarato disposto ad accoglierla, invito che fu rifiutato dal comandante della nave perché quella destinazione “era troppo lontana”. Fu anche rifiutata l’offerta italiana di scortare il battello della NGO con una nave della Marina Militare, pronta a offrire ogni necessaria assistenza durante la traversata. Curioso è il fatto che pur declinando l’offerta spagnola, causa la distanza, la Open Arms, scorrazzò nel Mediterraneo per ben due settimane, allo scopo di raccogliere quanti più migranti possibili, per traghettarli nei porti italiani. Il tutto sempre all’insegna del reiterato, effimero e melenso principio del “Salvare la gente in mare”.

Insindacabile potere a vita

I ripetuti e biliosi attacchi giudiziari a Silvio Berlusconi, ispirati (lo afferma lo stesso Palamara) dall’emerito presidente Giorgio Napolitano, la cui strategia, attuata con la collusione di Angela Merkel, Mario Monti, Carlo de Benedetti e l’allora presidente dell’Unicredit, ottenne il risultato di far cadere il governo di centrodestra, in favore di Enrico Letta. Operazione, questa, resa possibile anche grazie al disastroso e pilotato crollo dello spread. Nulla di tutto questo fu mai imputato all’ex Presidente Napolitano che siede tuttora in Senato come membro onorario, godendo delle munifiche prebende che un’Italia dissennata continua a riconoscergli.

Cosa deve ancora accadere perché si ammetta che gran parte del nostro sistema giudiziario naviga in una mefitica palude di corruzione, inefficienza e collusione con il potere politico, in cui tutto viene dispensato, fuorché giustizia? E’ lo Stato che nomina i giudici e lo fa in ragione delle attitudini, non ad applicare la giustizia, ma a sostenere quella formazione politica che li ha nominati. Quindi, se uno Stato è corrotto, corrotta sarà anche quella magistratura da lui nominata e i recenti fatti emersi con il caso Palamara e l’AMN da lui presieduta, lo dimostrano al di là di ogni dubbio. Sono decenni che si punta il dito sull’aberrante sistema giudiziario che consente ai pubblici ministeri di transitare a proprio piacere dagli scranni dell’accusa a quelli del giudicante ma nulla è mai stato fatto in proposito.

“Io ho fiducia nella magistratura”

Giuria popolare in un tribunale degli Stati Uniti

Come potrà essere equa la sentenza di un giudice che fino a pochi mesi prima rappresentava l’accusa? E’ da sempre universalmente riconosciuta l’efficienza del sistema giudiziario anglosassone, dove procuratori e giudici, hanno funzioni ben separate e sono nominati dal popolo, non dallo Stato, mentre innocenza e colpevolezza sono decise da una giuria popolare. In quel sistema, le cariche giudiziarie non sono acquisite a vita, come avviene in Italia, ma sono rinnovate o concluse al termine di ogni mandato, quando l’operato di giudici e procuratori è sottoposto al vaglio del popolo, ma il nostro perverso sistema conferisce ai magistrati un potere assoluto e insindacabile, che nessun’altra carica dello Stato può vantare e ancora ci si esibisce nello stolido ritornello: “Io ho fiducia nella magistratura”, quando sarebbe più saggio riporre quella fiducia in Jack lo squartatore.

Il capitano della Open Arms Riccardo Gatti

Il vero banco di prova di questo sistema giudiziario, malato e fetido, sarà quello di vedere come agirà nei confronti del recente scandalo dell’emergenza pandemica che vede coinvolte l’alta carica dell’OMS, Ranieri Guerra, il capo di Gabinetto Goffredo Zaccardi, il commissario strordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri  e lo stesso Ministro della Salute, Roberto Speranza, ma secondo l’aulico principio del “nessuno tocchi Caino”, credo che, probabilmente, non se ne farà nulla, così come Napolitano continuerà tranquillamente a godere delle generose prebende a vita, che un’Italia derelitta gli riconosce, oltre a tutti i benefit che gli spettano per la carica che ricopriva e nessun procuratore oserà mai imputargli di aver di organizzato un vero e proprio colpo di Stato a danno del suo disgraziato Paese.

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