Politica

Nuova terminologia per migranti, gay e non solo… queste le priorità dell’Unione Europea

 

L’opinione
Franco Nofori
21/03/2021
franco.kronos1@gmail.com
@FrancoKronos1

Un nuovo lessico intereuropeo

Forse sarebbe opportuno che prima di farli accedere a Bruxelles, gli europarlamentari si sottoponessero a un’accurata visita psichiatrica perché alcune delle loro recenti risoluzioni ne mettono seriamente in dubbio la stabilità mentale. In un mondo falcidiato da una caparbia pandemia, che ha prodotto 123 milioni di contagiati e 2.700.000 morti; con un globale disfacimento economico che mai si era registrato dall’ultimo conflitto mondiale in poi, tutto ciò che le illuminate menti dei nostri rappresentanti europei riescono a partorire, è di coniare un nuovo lessico per definire migranti, omosessuali e disabili. Sembrerebbe un’arguta battuta di Ernesto Brignano, invece è la sconcertante verità.

Dev’essere stata un’immane fatica per i neolinguisti europei che hanno terminato il loro lavoro, realizzando un poderoso glossario multilingue, diviso in tre sezioni: la prima stabilisce la terminologia da usare per i disabili; la seconda per gli LGBTQ e la terza per gruppi etnici, migranti e religioni. Ecco alcuni di questi nuovi termini prodotti dallo sforzo congiunto dall’eccelsa saggezza europarlamentare. Va da se che le definizioni in grassetto sono quelle da abolire.

  • Diabetico: Persona con diabete
  • Zoppo: Persona con deambulatore
  • Cambio di sesso: Transizione di sesso
  • Balbuziente: Persona con difficoltà di linguaggio
  • Matrimonio gay: Matrimonio egualitario
  • Migrante di seconda generazione: Discendente di persone che migrarono
  • Mulatto: Persona multirazziale
  • Caucasico: Persona bianca
  • Clandestini: Persone che migrano
  • Migranti irregolari: Persone che migrano
  • Africano: Persona afro-discendente
  • Zingaro o nomade: Persona romanì
  • Persona di colore: Persona proveniente da un contesto migratorio
  • Trattamento diritti gay: Trattamento paritario
  • Transessuale: Persona caratterizzata da intersessualità
  • Cambio di sesso: Chirurgia affermativa
  • Adozioni gay: Adozioni successive
  • Madre e padre: Genitori uno e due
  • Utero in affitto: Gestazione per conto terzi 

Idiozie a nostre spese

David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo e Ursula Von Der Leyen, presidente della Commissione Europea

L’elenco non si esaurisce qui, ma è talmente grottesco che si fa davvero fatica a proseguire senza essere soffocati dal senso di ridicolo. Ciò che sbalordisce è il puerile intento di esorcizzare la sostanza cui il vocabolo si riferisce, semplicemente sostituendolo con un vocabolo diverso, quasi che lo zoppo, ora definito “persona con deambulatore”, non zoppichi più, o che il balbuziente inizi a esprimersi fluentemente appena lo si appelli “persona con difficoltà di linguaggio”. Il buon gusto sembra proprio non avere più patria nella prestigiosa capitale belga, ma appena superato il primo e comprensibile impulso all’ilarità, c’è ben altro in gioco che non fa per nulla ridere. C’è il dover riscontrare che il gigantesco apparato di cui si parla costa al contribuente europeo ben 154 miliardi di euro l’anno e mantiene un esercito di 7.700 dipendenti.

Spavaldamente indifferente al disastroso fallimento del proprio Piano Vaccinale, l’Europa della coppia Ursula Von Der Leyen e David Sassoli, si diverte riformando il dizionario linguistico dell’Unione Europea. Date queste premesse è difficile mantenere la calma, quando invece di occuparsi dei problemi reali e di estrema contingenza che stiamo vivendo, i nostri rappresentati si gingillano coniando estemporaneità etimologiche all’insegna di un becero progressismo. E’ proprio in quest’ottuso ebetismo, del tutto estraniato dall’oggettività dei suoi bisogni, che l’Europa affonda e favorisce quell’insopprimibile e sempre più diffuso anelito a liberarsi dal suo perverso e demenziale giogo costrittivo.

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