Politica

Mentre l’Europa si defila compatta, a promuovere l’accoglienza restano solo più l’Italia e Papa Bergoglio

Redazionale
Franco Nofori
04/06/2021
franco.kronos1@gmail.com
@FrancoKronos1

Povera Chiesa Bergogliana!

Non sono un cristiano osservante, benché, in virtù del battesimo, questo titolo mi sia stato conferito alla nascita. Oggi, non potrei definirmi né credente né ateo e dovendo scegliere un termine che più mi si adatti, credo sceglierei “agnostico” perché meglio esprime l’impossibilità di affermare – ma anche di negare – ciò che non si conosce o non si comprende. Provengo, tuttavia, da una famiglia convintamente cattolica e questo mi ha portato ad avere un profondo rispetto per i sentimenti religiosi – a qualsiasi fede essi appartengano – perché ho visto, come la loro profanazione, risulti dolorosa per chi devotamente la osservi e la pratichi con assiduità.

Questo premesso, si deve concludere che i cattolici si trovano davvero smarriti di fronte al contradditorio atteggiamento della Chiesa. Si dice che il Pontefice, in quanto uomo, possa anche lui commettere degli errori, ma quando le sue linee guida, sono pubblicamente indirizzate ai fedeli, esse diventano incontestabili perché divinamente ispirate da Cristo al proprio vicario terreno: il Papa, appunto. Non sarebbe quindi possibile che due Pontefici enuncino indirizzi contradditori, ma questo è proprio ciò che è avvenuto. “Vedo la Chiesa del terzo millennio – confidava Papa Wojtyla a monsignor Mauro Longhi dell’Opus Dei – afflitta dalla piaga mortale dell’islamismo. Invaderanno l’Europa. Ho visto le orde provenire dall’Occidente all’Oriente: dal Marocco alla Libia, dall’Egitto fino ai paesi orientali”. Come conciliare quest’asserzione, con quella pronunciata da Papa Francesco:Con fratelli e sorelle musulmane abbiamo sigillato la fraternità nel documento di Abu Dhabi e qui in Marocco tutti abbiamo visto una libertà, una fraternità, un’accoglienza di tutti i fratelli con grande rispetto (…) impariamo a costruire ponti e non più muri”.

“L’Islam usa la spada, non la ragione!”

Gli orrori della Santa Inquisizione

Del resto lo stesso Papa Ratzinger nel 2006 ebbe a dire che “L’Islam usa la spada, non la ragione” e per quanto si tenti, con bizzarri e cervellotici escamotage, di far apparire queste tre enunciazioni, come ispirate dallo stesso principio, è davvero difficile non rilevarne la dicotomia e se tre pontefici affermano cose antitetiche, è scontato che ce ne sia qualcuna non certo ispirata da Cristo, altrimenti l’assunto dell’infallibilità papale se ne va a gambe all’aria. Uno o due di questi pontefici avrebbero quindi – e consapevolmente – travisato la volontà divina e su temi che attengono fondamentali principi della fede, questo travisamento non può che essere definito con un solo termine: Apostasia.  Impossibile perciò non domandarsi quale disegno persegue Papa Bergoglio, visto che con il suo bislacco atteggiamento sta provocando lo sconcerto di molti fedeli e minando le fondamenta delle chiesa di Pietro.

E dire che la Chiesa, di cose da farsi perdonare, ne ha a bizzeffe e quasi tutte in totale contrasto con gli insegnamenti evangelici. Lo sfoggio di una sfacciata opulenza; gli scandali e le speculazioni finanziarie; la collusione con ambienti malavitosi; i turpi e sempre più diffusi casi di pedofilia; i costanti tentativi di occultare le proprie malefatte… tutto questo benché la Chiesa odierna emerga da un passato tutt’altro che edificante, a proposito del quale basterà ricordare la feroce attività del Sant’Uffizio con l’indicibile macello che ne è seguito e che si è protratto fino all’avanzato 19° secolo. Malgrado questi precedenti e anziché procedere verso un credibile riscatto, sembra che la massima autorità del cristianesimo, si dedichi, invece, ad abiurare i fondamentali principi della fede legati alla sua alta investitura.

L’inequivocabile esempio danese

L’attuale ministro degli Interni, Luciana Lamorgese

Larga parte dell’est europeo; la Spagna, La Grecia e un po’ tutti i paesi dell’Unione – anche quelli che a parole si proclamano umanitaristi – si sono trincerati dietro i propri confini e dell’accoglienza non ne vogliono proprio sapere. L’ultima Nazione che si è espressa in proposito è la democraticissima Danimarca che con una recente risoluzione parlamentare, ha drasticamente bloccato l’ingresso ai migranti nel proprio territorio, dotandosi di uffici esteri per vagliare la legittimità delle richieste d’asilo. E dire che Danimarca e Spagna non sono rette da biechi regimi della destra reazionaria, ma da governi “progressisti” di centro-sinistra. In Italia, invece, avviene l’esatto contrario: si persegue lo Jus soli; si assiste alla proclamazione del partito islamico; si mettono al bando i simboli cristiani; si promuove in tutti i modi e con il massimo impegno l’accoglienza indiscriminata e si finanzia incessantemente il criminale apparato che si foraggia alle sue spalle.

L’ultimo e dissennato editto in proposito è quello promulgato dal ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, che, insoddisfatta dei cinque miliardi annui che l’Italia spende in favore dell’accoglienza, ha deciso di raddoppiare in un colpo il “Kit di primo ingresso” riconosciuto alle Coop che passa dai precedenti 150 euro per migrante ai 300 attuali. Una vera cuccagna per il sistema malavitoso che si foraggia sul traffico di esseri umani. Pur non volendo considerare la montagna di spese conseguente agli approdi illegali, il costo per il diretto mantenimento di ogni persona accolta, si attesta oggi sui 35 euro giornalieri.  Oltre mille euro mensili mentre molti pensionati italiani stentano a raggiungerne la metà, per non parlare degli invalidi che devono accontentarsi di poco più di un quarto. Ha certamente ragione chi si batte contro la discriminazione sociale, solo che sbaglia il proprio target perché a soffrirla non sono gli immigrati e il perverso sistema che si arricchisce alle loro spalle, ma sono i cittadini autoctoni che continuano a subirne i devastanti effetti.

Una risposta

  1. Non posso far altro che concordare su tutto quanto lei ha esposto.

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