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MA CHE GIUSTIZIA E’ QUESTA!

Scoprire il sistema corrotto del Consiglio Superiore della Magistratura, grazie alla gola profonda di Luca Palamara, è stato come scoprire l’acqua calda. E’ l’Italia intera che funziona così, dal piccolo ufficio pubblico di periferia ai Ministeri, dalle Università agli Ospedali. Quello che è noto come “clientelismo” è un cancro impossibile da estirpare in Italia. L’italiano ne è assuefatto e non riesce proprio ad evitare di cadere nel tranello. Sfido chiunque a non aver provato almeno una volta nella vita a ricorrere ad una amicizia per risolvere un problemino; quindi non serve scandalizzarsi, anche con un cambio di mentalità e con l’auspicato miglioramento dei servizi non vedremo mai niente di diverso da quello che abbiamo visto e vissuto fino ad oggi, ma la Giustizia no, dalla Giustizia ci si aspetta qualcosa di diverso: Giustizia.

Si può anche essere amici degli amici, incaricati in ruoli di prestigio più per conoscenze che per meriti sul campo, si può appartenere ad una corrente o all’altra, ma i Giudici come gli arbitri di calcio, anche se tifosi di una squadra o dell’altra, quando vanno in campo devono essere imparziali. O almeno dovrebbero esserlo. Naturalmente per giudici, arbitri, ma anche per i medici, avvocati, e professionisti sono le stesse associazioni di categoria che giudicano poi il comportamento dei loro colleghi e nei confronti dei quali dovrebbero essere applicati dei provvedimenti disciplinari, ma spesso secondo il principio del “cane non mangia cane” le pene o le sanzioni sono quasi sempre all’acqua di rose. Ma per i Giudici no, sia nelle procedure civili che penali, essi sono responsabili spesso di vita o di morte. Mandare in carcere alla leggera un sospettato di un reato, senza aver la prova inconfutabile che sia colpevole è un reato maggiore di quello commesso dallo stesso presunto colpevole; una sentenza civile errata o manipolata potrebbe essere la causa di suicidi ma nella migliore delle ipotesi potrebbe buttare sul lastrico imprese o privati che alla Giustizia si erano rivolti per far rispettare i propri diritti.

LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA

L’ufficializzazione della scoperta dell’acqua calda, di un Consiglio Superiore della Magistratura lottizzato da correnti, da gruppi di potere legati a questo o a quel partito politico, il cui Presidente è lo stesso Presidente della Repubblica che sa ed è connivente, pone l’intero settore della Magistratura in una luce diversa nei confronti dei cittadini. Trovarsi di fronte un Giudice di una possibile parte politica avversa, magari colluso con la parte con cui si sta dibattendo per il riconoscimento dei propri diritti, pone sia la parte offesa che quella imputata in una posizione di totale sfiducia del sistema, indipendentemente dalla sentenza, spesso annunciata e sempre più spesso emanata dopo anni e anni di infiniti e prolissi dibattimenti.

Grazie al sistema Palamara è legittimo pensare che le sentenze, ad oggi, possano essere state tutte potenzialmente pilotate. Pensiamo alla persecuzione di Berlusconi nei confronti dei quali i Giudici sono riusciti a creare un odio sconfinato ma che la Giustizia, dopo anni e anni e milioni spesi in indagini e processi, non sono riusciti a scalfire neanche con la ridicola sentenza di raccontare le barzellette ad anziani malati di Alzheimer. Pensiamo a Salvini con le questioni più recenti delle navi degli immigrati bloccate.

Inutile disquisire se il male sia a destra o a sinistra, la Giustizia deve fare giustizia non perseguitare in base al colore politico o a strategie che con la giustizia non hanno niente a che fare. In uno Stato serio si richiederebbe di rimettere le mani su tutte le sentenze dubbie. In Italia no, ci si diverte a sollevare polvere nei talk show creando stupore, e a volte sconcerto, ma consapevoli che in fondo si tratta solo di uno show con dibattiti fini a sé stessi. Se non si provvede quanto prima ad una riforma di un sistema che ha bisogno di essere rivoltato come un calzino le conseguenze potrebbero essere inimmaginabili.

LA RIFORMA DOVUTA

La riforma della Giustizia è quindi la priorità assoluta, ma non è all’attuale sistema giudiziario che può essere lasciata la libertà di riformarsi da solo. Sarebbe come se un condannato si scrivesse la propria sentenza. E tanto meno la riforma può essere affidata ad ipotetiche commissioni dove parteciperebbero sempre e solo addetti ai lavori con Avvocati, Magistrati e magari Politici che continuerebbero nell’opera del “fatta la legge trovato l’inganno”, confermando un sodalizio creato nel tempo ed inattaccabile da chiunque intenda in qualche modo scalfirlo. Una siffatta commissione produrrebbe solo riforme che continuerebbero ad avvantaggiare l’uno e l’altro con apparenti modifiche che in realtà non modificano un bel niente.

Abolire le correnti nel Consiglio Superiore della Magistratura sarebbe il primo passo, riscrivere anche la Costituzione è non solo un obbligo morale e civile ma un dovere nei confronti del cittadino. Questa Costituzione andava bene nel dopoguerra, quando bisognava creare una Repubblica democratica che evitasse il rischio di nuove dittature. Oggi, 72 anni dopo, i tempi son cambiati e anche la Costituzione va riformata. La separazione delle carriere dei Magistrati è un atto dovuto. Riscrivere le leggi alla maniera anglosassone permetterebbe non solo una maggiore chiarezza ma eliminerebbe i lati oscuri e la prolissità di leggi illeggibili con un abbattimento sostanziale della burocrazia. E’ impossibile interpretare una legge di 300 pagine, con omissis e riferimenti a regi decreti dei primi del ‘900, quando in Inghilterra per la stessa legge sarebbero sufficienti 10 pagine. La riduzione della durata dei processi sia civili che penali è doveroso e necessario se s’intende fare davvero giustizia e rilanciare un’economia vecchia, stantia, sommersa da una normativa demenziale che non incoraggia gli investitori né quelli italiani e neppure quelli stranieri.

Solo la certezza della pena farà la differenza rispetto a quanto si verifica oggi con sentenze ridicole che consentono ai corrotti, agli evasori, ai migranti irregolari, ai truffatori di professione, ma spesso anche agli assassini, di usufruire di sconti di pena in quanto incensurati, di fatto non pagando alcun prezzo per i loro misfatti.

Ed infine una delle riforme più importati dovrà riguardare la responsabilità civile dei Giudici, quella norma che oggi consente una vera e propria impunità ai Giudici corrotti, collusi o inetti e che prolunga cause e processi all’infinito, tanto chi se ne frega, il 1° grado serve solo a rimandare il giudizio in 2° grado, poi magari anche in 3° grado fino a dover ricorrere alla Corte di Giustizia europea che forse dopo 30 anni di procedure farà quello che avrebbero dovuto fare i nostri Giudici. Nel frattempo i colpevoli saranno fuggiti in paradisi fiscali o in paesi dove non è applicabile l’estradizione, sempre che nel frattempo non saranno morti e sepolti da un pezzo, sia chi aspettava di vedere fatta giustizia che chi avrebbe dovuto pagare il fio dei reati commessi.

MA CHE GIUSTIZIA E’ QUESTA!!

Quelli citati sono solo alcuni dei provvedimenti da includere in una vera riforma del Sistema Giudiziario. Chissà che in una eventuale Commissione non sarebbe utile includere anche magistrati di altri paesi con ordinamenti diversi per una consulenza utile ad indirizzare ad una vera uniformità dei sistemi nei paesi dell’Unione Europea, sempre che nel frattempo l’Italia non dia un calcio a Bruxelles, a Strasburgo e all’Euro.

E chissà che non sia da valutare anche l’istituzione di Tribunali del Popolo, con giurie di privati cittadini estratti a sorte che partecipino attivamente ai dibattimenti, fino a deliberare un verdetto di innocenza o di colpevolezza. Certamente sembrerebbe di assistere a procedimenti all’americana dove non saranno di sicuro esclusi gli errori ma dove il Giudice vigila sulla regolarità ma non si assume da solo la responsabilità di un verdetto magari sbagliato, magari dubbio o condizionato dall’appartenenza ad una corrente piuttosto che un’altra, o di una parte politica piuttosto che un’altra.

Il cittadino ha smesso di avere fiducia in una Giustizia che non è capace di fare giustizia. Questo è quanto emergerebbe da un’ipotetica indagine statistica. Ma non c’è bisogno di indagini, sappiamo tutti che effettivamente è così, solo che in questo contesto in realtà il Sistema ignora e se ne infischia di ciò che desiderano i cittadini, l’importante è continuare a mantenere il potere e i diritti acquisiti che nessuno ha il potere di scalfire.

Non tutti i Giudici sono come Palamara, questo è poco ma sicuro, o sono collusi come lo è lui, ma sono proprio i Giudici onesti, seri, slegati da logiche spartitorie che dovrebbero alzare la voce e ribellarsi. Sono coloro che sono stati esclusi da una carriera a cui meritoriamente spettavano nuovi incarichi di prestigio e che invece si sono visti scalzare da colleghi inetti e inesperti solo perché appartenenti ad uno schieramento piuttosto che un altro.

Chi resta in silenzio è complice” ed è questo il sistema che va spezzato: l’omertà.

Questo termine, purtroppo entrato di prepotenza nel vocabolario comune, non appartiene solo alla mafia, ma a tutti i settori che rimangono in silenzio di fronte a ingiustizie e irregolarità. Anche il Capo dello Stato stesso, nel suo ruolo di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, si è reso complice del sistema. Difficile pensare che non ne fosse a conoscenza. Il suo silenzio lo rende il primo complice in assoluto di un sistema che andava riformato dopo “Mani Pulite” quando il vero colpo di Stato è stato quello della Magistratura, che rappresentando il Terzo Potere dello Stato invadeva e scalzava gli altri due settori: il Potere Legislativo e quello Esecutivo, riducendoli a spettatori passivi.

Forse oltre all’indignazione ognuno di noi dovrebbe alzare la voce e denunciare gli abusi. Non c’è un solo cittadino che non abbia subito abusi a partire dalle multe delle polizie municipali sollecitate a far cassa per le esigenze comunali fino ai soprusi di Equitalia, dall’assegnazione di gare d’appalto pilotate fino all’assegnazione di case popolari agli amici degli amici. Non c’è un solo settore che sia esente da corruzione e illegalità.

Tutto ciò che ci accade regolarmente, tutti i giorni, non può essere sopportato ancora a lungo, urge ristabilire la legalità e i diritti che ci hanno ridotti ad un popolo di bovidi che a comando indossa la mascherina e i guanti anche quando non servono più, o che forse non sono mai serviti.

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