L'opinione

L’italica tendenza al feudale asservimento ai prepotenti

Orgogliosamente divisi

Noi italiani abbiamo pregi e difetti ma di certo non brilliamo in coesione fra noi. Siamo come i puntini numerati del famoso gioco sulla Settimana Enigmistica, ma senza il trattino che li unisce. Genti diverse forzate entro gli stessi confini. Siamo un gruppo chat senza connessione Internet. Sessanta milioni d’individui tenuti insieme solo da calcio e carboidrati, che come collanti tutto sommato non sono granché.

Tuttavia a partire dallo scorso marzo era sembrato che avessimo ritrovato il senso di appartenenza a un’entità e a un destino comuni e ci siamo – tutti e sessanta i milioni – voluti sinceramente bene dai balconi. Il covid ci aveva fatto riscoprire l’amor di patria. A dimostrazione del fatto che non tutti i mali vengono per nuocere. Solo che è durato il tempo di un “Bella ciao”,  a dimostrazione del fatto che certi mali vengono solo per nuocere.

Una volta riaperti i cancelli dal lockdown, via ad ammassarsi in Croazia per festeggiare, che dai balconi ai Balcani è un attimo.

Dal giorno dell’unità d’Italia ci siamo coalizzati e abbiamo marciato compatti solo in occasione delle due grandi guerre: quella all’olio di palma e quella ai sacchetti bio.

Se invece non c’è un nemico comune da combattere, l’italiano si fa fieramente e convintamente i cavoli propri, senza realizzare che i nostri problemi sono forse iniziati proprio quando questo connotato da difetto è stato promosso a virtù.

Tutte le licenze del bulletto locale

L’unione, si sa, fa la forza, pertanto persone disunite e scollegate fra loro diventano pavide, sospettose, pusillanimi, deboli, insicure. La naturale conseguenza è una spiccata mansuetudine generalizzata che ci rende particolarmente sottomessi. Difficilmente ci ribelliamo ai soprusi e spesso, davanti alle angherie del prepotente, affossiamo la testa fra le spalle nell’intento di scomparire e pronunciamo, con un filo di fiato e voce soffocata, l’arcinoto tragicomico “Com’è umano lei!”

Le relazioni interpersonali nel Bel Paese sono il frutto di un equilibrio sottile fra pochi prepotenti e molti asserviti che considerano i soprusi come un male ineluttabile. È tuttavia doveroso delineare un gradiente di acquiescenza e sottomissione lungo tutto lo stivale: valori prossimi allo zero in Val di Susa e massimi nei territori dominati dalla mafia. Il timore della mafia è giustificato, trattandosi di una bestia tentacolare mostruosa e spietata.

L’asservimento risulta invece molto meno comprensibile quando è rivolto al bulletto di quartiere, il piccolo don Rodrigo di zona, il semplice cittadino prepotente che, dotato di particolare disprezzo o noncuranza degli altrui diritti, inizia un’attività, per lavoro o passatempo, arrecando danno e disturbo al vicinato.

Quest’arrendevolezza trova la sua massima espressione nel Lazio. Sarà che è ancora ben impressa nella mente, pur essendo passato qualche annetto, la lezione impartita a Spartaco & Co.

Anche l’antico orgoglio etrusco ha ceduto all’abuso

Zoomando ulteriormente, è doveroso spendere due parole su quel grave disturbo del comportamento che gli studiosi chiamano SAT (Sindrome da Assoggettamento in Tuscia).

Per la ruvidità dell’argomento, se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto.

La SAT è un male endemico che consiste nella tendenza di una particolare popolazione ad accettare le angherie di un qualsiasi insignificante prepotente del quale diventa schiava. Fu osservata per la prima volta in una terra benedetta fra mar Tirreno e Appennino centrale, da qui il nome. Consiste nella realizzazione di un equilibrio stabile e perfetto fra il bullo di quartiere e la sudditanza.

L’origine della dinamica è ancestrale, la si fa risalire all’età della pietra pomice. La scelta non è casuale, in quanto la pomice, nel vasto e variegato panorama delle pietre, è l’unica in grado di galleggiare.

Alcuni millenni dopo, la naturale propensione al servilismo fu corroborata dalla già citata punizione esemplare impartita all’eroico e ribelle schiavo trace e ai suoi seguaci. Dopo ventuno secoli, la paura di pensare alla propria salma appesa verso il km 102 della statale Etruria-Capua, ancora non è passata.

Vige lo ius primae noctis, ma il signorotto di quartiere non è mica scemo, applica la regola solo alle neo sposine veramente avvenenti. Il neo marito si sente un privilegiato, ne va fiero e si complimenta col signorotto per l’ottima scelta; come premio al neo orgoglioso marito è consentito presenziare, in qualità di menestrello, alla consegna dell’alta onorificenza alla sposa, allietando il corso d’opera con strofe composte per l’occorrenza. Investito del ruolo di troubadour mentre don Rodrigo troumba dour.

La cultura della sudditanza

Se ti ribelli all’ordine costituito e denunci minacce, offese ad ambiente, animali, persone, patrimonio culturale, inosservanza di regole e leggi, sei quella che rompe. Considerata tale non dal prepotente di zona, ma dalla sudditanza stessa: sei un prodotto import e non puoi capire usi e costumi locali.

Niente fa più paura di un cambiamento ai soggetti SAT, anche se il cambiamento non può che essere in meglio.

La quarta guerra servile può attendere, è stata fissata per l’8 (quello orizzontale).

Se proponi agli uomini di coalizzarsi e combattere il prepotente per porre fine al disturbo, cosa di cui si gioverebbero tutti, loro ti rispondono: “Meglio di no va’, perché poi se mi arrabbio io… apriti cielo!”, crogiolandosi nell’idea che se si arrabbiassero loro, mezzi omuncoli vili, diventerebbero il terribile Hulk.

Le donne sono più oneste, loro spalancano due occhi enormi di paura e bisbigliano: “Nooooooo, quello è uno che manda!”, al che quella che rompe risponde che a lei il bulletto locale la manda solo a … (aggiungere una funzione fisiologica, la prima che viene in mente).

La SAT è una malattia autoimmune e degenerativa che nella fase terminale costringe il soggetto colpito a una postura con il corpo permanentemente piegato in avanti a 90°. La parte di piano delimitata da arti posteriori e resto del corpo non a caso è stata denominata angolo RETTO.

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