Politica

L’Italia vince la coppa europea, ma insieme all’Inghilterra anche sport e dignità ne escono sconfitti

Sport e costume
Franco Nofori
12/07/2021
franco.kronos1@gmail.com
@FrancoKronos1

La vecchia e la nuova Inghilterra

Nella campagna d’Africa dell’ultimo conflitto mondiale, i comandanti britannici, ammirati dalla strenua resistenza delle truppe italiane sull’altopiano dell’Amba Alagi, al comando del generale Amedeo di Savoia Duca d’Aosta, contro le preponderanti forze avversarie, tributarono a lui e ai suoi uomini l’onore delle armi. Il Duca fu trattato con il massimo rispetto e alla sua morte, il feretro, insieme a 670 dei suoi soldati, fu sepolto nel mausoleo di Nyeri, in Kenya, dove, finché furono in vita, molti ufficiali britannici residenti in Kenya, vennero a rendergli omaggio in occasione delle celebrazioni in suo onore che si tengono ogni anno nella prima domenica di novembre.

Il Regno Unito è universalmente riconosciuto come la più antica democrazia del mondo moderno, con un sistema giudiziario preso d’esempio per la sua strenua difesa del diritto, peraltro ispirato alla Magna Charta, d’influenza romana. I britannici, sono forse il popolo che vanta con più orgoglio la propria origine romana e ne conserva con la massima cura le vestigia esistenti sul proprio territorio. Oltre a Londinum (l’attuale Londra) quasi tutte le città i cui nomi terminano con “castle” sono di origine romana e le strategie belliche delle legioni di Roma, sono tutt’ora materia di studio nelle scuole di formazione militare. I britannici sentono una certa rivalità verso tedeschi e francesi, ma amano da sempre l’Italia, lo dimostrano i loro numerosi insediamenti residenziali in Toscana, Umbria e Abruzzo.

Gli insulti all’Italia

Oltraggio dei tifosi inglesi alla bandiera italiana

E’ questa l’Inghilterra che nella partita di ieri contro l’Italia per la finale del campionato europeo, si è lasciata andare a gesti ripugnanti, come quello di calpestare la nostra bandiera; fischiare all’esecuzione del nostro inno; strappare con rabbia dal collo la medaglia conferita ai suoi giocatori, classificati al secondo posto; aver dato vita a indegni pestaggi sia contro gli stessi club inglesi avversari e sia contro i tifosi italiani, prima, durante e dopo la partita?
No, questa non è la Gran Bretagna che conosciamo, è un’accozzaglia di cialtroni che, prima di tutti, offendono il proprio Paese e lo Sport che non identifica nemici da abbattere, ma solo avversari con cui confrontarsi nel reciproco rispetto.

Due squadre, l’Italia e l’Inghilterra, che sono arrivate alla finale di ieri solo in virtù della propria bravura, dando vita a un confronto teso e altalenante dove, dopo un primo tempo in cui l’Italia subiva la pressione inglese e andava sotto di un goal, a due soli minuti dal fischio d’inizio, si riprendeva poi con vigore, pareggiando e chiudendo gli avversari nella propria metà campo con tante azioni d’attacco fallite per un soffio. Si approdava così ai rigori che non possono mai fornire una vittoria esaltante, né una sconfitta accettabile sul piano emotivo, ma queste sono le regole del gioco e occorre accettarle per come sono. Chi non ricorda il fallito calcio di rigore di Roberto Baggio nella finale dei campionati mondiali del 1994, che ci costò la vittoria a vantaggio del Brasile? Eppure a Roberto Baggio era appena stato conferito il pallone d’oro!

Gli insulti all’Inghilterra

Uno sfottò che si poteva evitare

Ogni Paese, contiene all’interno del proprio tessuto sociale, masnade di bruti arroganti e facinorosi, la cui unica aspirazione è quella di sfruttare ogni occasione per scatenare violenze e soprusi. E’ accaduto innumerevoli volte anche in Italia e  (ahimè) succederà ancora, ma non si può far carico di questo a un’intera Nazione e il giusto atteggiamento del vero sportivo, nei confronti dell’Inghilterra, sarebbe stato quello di comprendere la loro amarezza. Giocavano in casa propria, nel santuario del calcio mondiale. Un gioco da loro inventato che, tuttavia, non gli ha mai permesso di vincere una competizione internazionale, salvo un titolo mondiale nel lontano 1966 e mai un titolo europeo, mentre l’Italia ne ha rispettivamente ottenuti quattro e due. In questo campionato l’Inghilterra si era preparata bene e aveva giocato magnificamente incassando, prima di quello italiano, un solo goal in tutto il campionato. Per recuperare i genuini valori dello Sport dovremmo tutti andare a lezione dal CT spagnolo, Luis Enrique, che dopo la sconfitta subita contro l’Italia si è andato a complimentare con Mancini.

Il CT della nazionale di calcio spagnola Luis Enrique

Oggi la “perfida Albione”, come molti si compiacciono di definirla, si trova irrisa per la sconfitta, dai suoi stessi compatrioti; Scozia e Galles, oltre a dover vedere Francia e Spagna che tifano per gli avversari. Eppure i forti (in questo caso noi) dovrebbero saper mostrare magnanimità e comprensione verso gli sconfitti, soprattutto per quelli che hanno dato prova del proprio valore ed è per questo che avrei voluto non dover sentire i lazzi di scherno che Bonucci e Chiellini hanno loro indirizzato, né gli odiosi post sui social dove l’Inghilterra viene definita un Paese di barbari o, addirittura, viene fatto il gesto dell’ombrello alla regina Elisabetta II. Così facendo ci appaiamo proprio a quei comportamenti indegni che imputiamo ai nostri avversari.  Tutto questo non può che sciupare la legittima esultanza per la nostra vittoria. Infine, anche in questa partita, i nostri giocatori si umiliano ancora posando il ginocchio a terra. Se l’avessero fatto per legittima, anche se non condivisibile, convinzione potrei accettarne la coerenza, ma come avvenuto in precedenza, loro lo fanno “solo perché lo fanno gli altri” e questo non ha nulla a che fare con la dignità di quella Nazione che vorrebbero rappresentare.

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