Politica

L’Italia sta per sdoganare la pedofilia come semplice orientamento sessuale?

Arriva la legge a tutela degli LGBT

Il testo della nuova legge a tutela degli orientamenti sessuali diversi dagli etero, va sotto l’acronimo LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e occorre oggettivamente ammettere che una normativa volta a proteggere chi esprime queste preferenze sessuali, non può che essere benvenuta a garanzia dei diritti di tutti.

La legge è attualmente all’approvazione del Senato, ma ciò che crea qualche perplessità è la norma aggiuntiva che è stata proposta, la quale sanzionerebbe alcuni comportamenti, riferiti in modo alquanto vago e lasciandoli così all’ampia discrezionalità del giudicante. Infatti, l’emendamento proposto, nel definire ciò che è perseguibile, lo indica in “odio, disprezzo o palese ostilità” verso gli orientamenti in questione, aprendo così uno sconfinato panorama d’ipotesi che non sarà semplice decifrare.

Ma lo stesso emendamento, contiene dettagli ancora più sconcertanti per la pubblica opinione, là dove decide di citare con precisione tali tendenze in “omosessuali, bisessuali, eterosessuali e pedofili”.E’ pur vero che anche gli eterosessuali, si vedono qui inseriti come categoria da proteggere, ma ciò che crea non pochi turbamenti, è la comparsa del termine “pedofili”. Questo cosa può significare? Che, secondo gli estensori dell’emendamento la pedofilia dovrà essere legittimata?

In ambito psichiatrico, la pedofilia è classificata come “disturbo del desiderio sessuale“, che consiste in una forma di “perversione” di cui soffre il soggetto, ma se si parla di tendenza sessuale connaturata nell’individuo, perché definirla come “disturbo” e “perversione”?

L’essere sessualmente orientati verso la pedofilia non è, per la legge, un reato. Reato lo diventa solo quando il pedofilo molesta sessualmente i minori. Quindi, anche quando l’individuo dichiari esplicitamente di essere un pedofilo, la legge non potrà perseguirlo per la palese mancanza del corpus delicti.

Il partito dei pedofili

L’olandese Ad Van den Berg fondatore del partito dei pedofili

Quanto sopra serve a dimostrare in quale campo minato la nostra legislazione abbia gettato l’apparato giudiziario in materia di orientamenti diversi dall’eterosessualità. Come far comprendere perché omosessualità e bisessualità, siano ritenuti orientamenti naturali mentre la pedofilia sia invece considerata un disturbo e una perversione? Certo, la discriminante è che mentre con il reciproco consenso, due individui adulti, gay, lesbiche, bisex, e transgender, possono soddisfare i propri desideri, la stessa cosa non può fare il pedofilo, senza incorrere nelle pene previste dalla legge, ma se riesce a governare i propri impulsi, perché merita comunque l’appellativo di “perverso”? Si parla pur sempre di orientamenti sessuali e l’orientamento non è una colpa.

Forse sarà proprio in virtù di queste considerazioni che in Olanda, nel maggio 2006, nacque il partito dei pedofili, sotto l’acronimo NVD che in lingua olandese, sta per Carità, Libertà, Diversità.
Il suo ultrasessantenne fondatore, Ad Van den Berg, e i suoi simpatizzanti, pretendevano di portare l’età del libero arbitrio sessuale dai 16 ai 12 anni perché in quell’età si erano già “ampiamente rivelati i desideri e le tendenze sessuali”. Per fortuna, la furiosa reazione dell’opinione pubblica, impedì che questo inquietante proposito potesse realizzarsi.

Quanto detto fin qui tenderebbe a dimostrare che intendo legittimare la pedofilia? Tutt’altro! Considero il desiderio sessuale, indirizzato verso piccole e indifese creature, come un impulso disgustoso, rivoltante e osceno che va respinto e fermamente represso, con tutti i mezzi possibili, ma ho voluto solo mettere oggettivamente in campo, il bailamme che alcune aperture progressiste, ancorché lecite, hanno creato nel campo dei diversi orientamenti sessuali, rendendo sempre più complessi i processi di giudizio, riprovazione o legittimità.

Si salvaguardino i diritti di tutti

Sfilata del Gay Pride

Che cosa significa, infatti, esprimere “ostilità” verso alcuni atteggiamenti adottati dagli LGBT? Sarà, ad esempio, consentito dire che in qualche caso gli stessi provocano disgusto e riprovazione, oppure s’incorrerà nei rigori della legge? Saremo costretti a tollerare in silenzio rivoltanti esibizioni come quelle illustrate nella foto qui sopra? Posto che le stesse offendono il buon gusto e sarebbero ugualmente rivoltanti anche se messe in atto da eterosessuali. E’ un fatto assolutamente naturale che la sessualità dell’uno possa creare repulsa nell’altro. Anche esprimere questa sensazione, sarà considerato un reato?

Un obiettivo e sereno giudizio su questa nuova proposta di legge – così com’è approdata al Senato per l’approvazione – non può che essere positivo. Essa lascia, infatti, piena libertà di potersi dichiarare contrari a tutte le posizioni non condivise, come, utero in affitto, aborto, matrimoni gay, adozioni da coppie non eterosessuali, eccetera, purché il dissenso si esprima senza violenza o incitamento all’odio, ma ciò che credo si debba evitare, è d’inserire in questa legge l’emendamento proposto e sopra riportato, perché la sua nebulosità rischia di aprire scenari imprevedibili e rischiosi.

In quanto a rendere pubbliche le proprie effusioni (eterosessuali e non) spingendole ai livelli più intimi ed estremi, ovunque e alla presenza di chiunque, basterebbe farsi guidare dal buon gusto, quello che un tempo la legge definiva come “comune senso del pudore”.

L’intimità è così definita perché deriva dal latino intimus, che sta per nascosto, privato, strettamente personale. Perché volerla a tutti i costi volgarizzare, rendendola così un gesto pubblico, grossolanamente ostentato e intriso del puerile impulso alla trasgressione? La sguaiatezza, altro non è che un orpello con cui si tenta di mascherare gravi complessi d’inferiorità ed è ammirata solo nel mondo degli allocchi.

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