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Lampedusa presa d’assalto in soli due giorni da 2.400 emigranti illegali e l’Italia è prossima a esplodere

Immigrazione
Anna Bono
12/05/2021
annabono.1950@gmail.com

Situazione insostenibile

In soli due giorni, Domenica 9 e lunedì 10 maggio, sono approdate a Lampedusa 15 imbarcazioni con a bordo oltre 2.400 emigranti illegali di varie nazionalità. Le due imbarcazioni più grandi trasportavano rispettivamente 400 e 325 persone. Gli altri emigranti sono arrivati su diverse imbarcazioni più piccole. Tutti sono stati trasferiti nell’hot spot dell’isola. Gli arrivi illegali in Italia dall’inizio del 2021 salgono così a 12.991. Nello stesso periodo nel 2020 gli sbarchi erano stati 4.184 e nel 2019 erano stati 1.009. Dal 1 gennaio 2021 gli emigranti illegali più numerosi sono quelli provenienti dalla Tunisia. Seguono Costa d’Avorio, Bangladesh, Guinea Conakry, Sudan, Egitto, Eritrea, Mali, Algeria e Marocco. Continua quindi l’afflusso da paesi soprattutto africani, che per lo più non sono in guerra e non presentano casi di discriminazione e intolleranza tali da minacciare vita e libertà.

L’aggravante è che gli arrivi in Italia sono più della metà del totale. Dall’inizio dell’anno sono stati, infatti, 8.340 in Spagna (circa metà dei quali sbarcati nell’arcipelago delle Isole Canarie); 2.320 in Grecia; 79 a Malta e 484 a Cipro. Si prevede inoltre che migliorando le condizioni del tempo con l’arrivo della bella stagione, i viaggi attraverso il Mediterraneo per raggiungere l’Europa s’intensificheranno come succede ogni anno. La prefettura di Agrigento è impegnata nel piano di trasferimenti per svuotare l’hotspot di Lampedusa che ha una capienza di 250 posti e ospita invece più di 2.100 persone. Il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, assicura che si stanno già trasferendo più di 150 persone sulla nave quarantena “Splendid”, altre 200 preso saranno imbarcate presto sulla “Sansovino” e si è in attesa di una terza nave ancora.

L’ennesima e inutile “Cabina di regia” del Ministro Lamorgese

L’attuale Ministro degli Interni del Governo Draghi, Luciana Lamorgese

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese già nelle scorse settimane ha ribadito l’urgente necessità di uno sforzo europeo congiunto evocando il patto di Malta che in realtà come tutti gli accordi stipulati negli anni scorsi con gli stati dell’UE non ha diradato e tanto meno fermato gli arrivi illegali e non ha neanche alleviato all’Italia in maniera significativa l’onere dell’accoglienza dei richiedenti asilo. Adesso parla di costituire una “cabina di regia” per affrontare il problema con tutti i ministri coinvolti, oltre al suo, quelli della Difesa e degli Affari Esteri e dice che tra una decina di giorni andrà a Tunisi per parlare con le autorità locali.

Per gli emigranti illegali ogni notizia di patti tra i paesi UE per distribuire i richiedenti asilo, equivale a dire che l’Europa è disposta a far spazio per dei nuovi arrivi ed è quindi un invito a partire. Lo stesso vale per le dichiarazioni dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni i cui portavoce si dicono preoccupati che “sempre più persone intraprendano questo viaggio pericoloso. Gli stati – dicono – non possono ignorare le proprie responsabilità e obblighi ai sensi del diritto internazionale. Abbiamo bisogno di più mezzi guidati dallo Stato per la ricerca e il soccorso nel Mediterraneo”.

OIM: “Qualunque cosa succeda ai migranti, la colpa è sempre dell’Europa”

Le drammatiche condizioni dell’hotspot di Lampedusa

Quali siano i paesi che non devono ignorare le proprie responsabilità, l’OIM (Organizzazione Mondiale per le Immigrazioni) non lo dice, ma è evidente che non intende fare distinzione tra emigrazione legale e illegale: e già questa è una grave responsabilità perché vuol dire incoraggiare la clandestinità con tutte le incognite che comporta; inoltre l’OIM dimostra di condividere la convinzione assurda e ingiusta che l’Europa, in particolare Italia, Spagna e Grecia, siano responsabili di quel che succede a chiunque parta da qualsiasi parte del mondo per il solo fatto che la sua intenzione è raggiungere il continente illegalmente: colpa dell’Europa se poi, in qualsiasi punto e momento del viaggio, gli succede qualcosa di spiacevole.

Il segretario della Lega, senatore Matteo Salvini, sotto la cui guida il Ministero dell’Interno era riuscito a ridurre drasticamente gli arrivi, e l’onorevole Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, insistono che l’immigrazione illegale va fermata. “È necessario un incontro col presidente Draghi. — Ha dichiarato Matteo Salvini – Con milioni d’italiani in difficoltà non possiamo pensare a migliaia di clandestini”. Da mesi Giorgia Meloni chiede un blocco navale: “Vanno fermati gli scafisti – concorda con lei Salvini – e le ONG immigrazioniste”.

Politiche dissennate a danno di una Nazione sovrana

Violente reazioni di clandestini nel centro di Piacenza

Francamente disturba, offende e preoccupa, sentir parlare l’attuale Ministro dell’Interno di “cabina di regia”, come se il fenomeno dei flussi migratori illegali fosse un’emergenza scoppiata in questi giorni e non una crisi iniziata nello scorso decennio e aggravatasi drammaticamente nel 2015, ma c’è un ulteriore fatto sul quale merita ragionare. Salvo piccole percentuali, gli emigranti illegali – ormai questo si sa senza ombra di dubbio – chiedono asilo come espediente per non essere respinti e rimpatriati, si dichiarano profughi in fuga da esperienze terribili e minacce alla vita. Guadagnano così mesi e anni di accoglienza in strutture, i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) e poi il SIPROIMI (Sistema di Protezione Internazionale per Minori Stranieri non Accompagnati), che provvedono a ogni loro bisogno ed esigenza, attente a offrire inoltre occasioni di svago e formazione, tramite attività ludiche e progetti di “inclusione”.

Infime condizioni di un campo profughi a Burma

Tutte queste persone sono seguite da squadre di esperti in varie discipline; e siccome “l’accoglienza non basta” una cooperativa del nord Italia, ad esempio, nei mesi scorsi ha varato un progetto per creare un’ulteriore figura professionale: il tutor, cui affidare il compito di costruire per gli assistiti una rete sociale e favorire lo scambio interculturale. I costi dell’accoglienza così concepita sono enormi, miliardi di euro ogni anno. Nel caso dei minori non accompagnati, l’importo minimo giornaliero è di 45 euro che possono facilmente raddoppiare. Intanto proprio in Africa e Asia, i due continenti dai quali provengono più emigranti illegali, decine di milioni di profughi, sfollati e rifugiati, vivono in condizioni difficilissime spesso mancando del necessario – cibo, alloggio adeguato, cure sanitarie… – benché le agenzie ONU e innumerevoli organizzazioni non governative si prodighino per prenderli in carico e garantire loro condizioni minime di dignità, decoro e sicurezza. Ogni giorno le agenzie pubblicano notizie di razioni alimentari tagliate per mancanza di fondi, di progetti di assistenza ridimensionati o addirittura cancellati dove mancano le condizioni di sicurezza necessarie.

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