Politica

La storia di Dox, il leggendario cane poliziotto per molti anni vanto della cinofilia italiana

Approfondimenti
Franco Nofori
29 settembre 2021
franco.kronos1@gmail.com
@FrancoKronos1

Una “balia” davvero singolare

Avevo sei anni, età in cui si accede alla prima classe dell’istruzione elementare. Ho scarsi ricordi di quel periodo, ma uno di questi mi è rimasto saldamente impresso nella mente, venato da una sottile nostalgia: il mio impareggiabile amico Bill. Bill aveva la mia stessa età, ma mostrava doti di maturità che io ero ancora ben lontano dal raggiungere. Era forte, responsabile e fedele. Era sempre con me mostrandomi un affetto totale e incondizionato, oltre a evidenziare un eccezionale senso d’intuizione verso i pericoli dai quali si adoperava costantemente per proteggermi. Era lui che mi accompagnava a scuola ogni mattina e mi prelevava puntualmente all’uscita. La scuola si trovava nel mio stesso isolato e non c’erano incroci pericolosi da attraversare, bastava seguire il perimetro del quadrilatero percorrendo l’ampio marciapiede ma Bill, timoroso che io potessi avventurarmi oltre quel marciapiede, si poneva sempre tra me e la strada per prevenire qualche mia avventatezza.

Bill era un imponente pastore tedesco a pelo lungo, reclutato come cane poliziotto dalla Polizia di Stato torinese. Per tanto che mi fosse affezionato, non accettò mai da me alcun boccone, giacché l’unico titolato a servirgli i pasti era esclusivamente il suo istruttore, il maresciallo Fontana Domenico, un mio zio materno che viveva nello stesso caseggiato. A quel tempo, le forze di polizia erano ancora un corpo militare con le stellette sul bavero, prima che, nel 1981, fossero trasformate in un’istituzione civile. Bill non abbaiava mai e pareva avesse la facoltà di interpretare le mie emozioni perché se chi mi si avvicinava era un amico o un compagno conosciuto, se ne stava assolutamente quieto, ma in caso contrario, digrignava i denti modulando un basso e minaccioso brontolio che scoraggiava all’instante ogni eventuale intenzione aggressiva. Ingaggiavo con lui interminabili lotte giocose. Rotolavamo entrambi sull’erba, senza che ne riportassi mai un graffio. Non avrei mai potuto avere un compagno d’infanzia più straordinario di lui.

La stupefacente storia di Dox

Il brigadier Maimone in Vespa con il fedele compagno Dox

Ma ciò che rende davvero speciale Bill è che appartiene alla stessa cucciolata del leggendario fratello: l’internazionalmente celebrato Dox, il cane poliziotto pluridecorato e vincitore di tutte le gare cinofile mondiali. Quando era ancora un cucciolo, Dox fu affidato alla custodia del Brigadiere Giovanni Maimone, della sezione cinofila della polizia romana, che provvide ad addestrarlo ai compiti del cane poliziotto cui Dox rispose con pronta intelligenza e straordinaria sagacia tanto da far dire al suo istruttore: “Ma a questo cane manca solo la parola!” Dox, infatti, non teme nulla e nessuno.

Nel corso della sua carriera si troverà ad affrontare armi da fuoco e da taglio, ma riuscirà sempre a rendere inoffensivi tutti i malviventi che provano a impiegarle. Il suo fiuto straordinario, riesce a seguire una traccia anche per venti chilometri su ogni tipo di terreno e si scoprirà presto che oltre alle peculiari attitudini della sua specie, mostra anche doti investigative che superano spesso quelle umane. I superiori di Maimone, infatti, non esiteranno a complimentarsi con lui affermando che “Questo cane vale più di mille poliziotti!”

Incredibili imprese

Il libro di Cyta Vacanti dedicato a Dox

Una notte del 1958, un ladro colto sul fatto da una guardia notturna, dopo una violenta colluttazione, riesce a dileguarsi. Il caso è affidato al brigadiere Maimone che fa annusare a Dox gli abiti della guardia notturna perché possa individuarvi l’odore del malvivente. Dox esegue e parte immediatamente guidando gli agenti all’interno di una fatiscente baracca occupata da un pregiudicato il quale riesce però a convincere gli investigatori della sua estraneità ai fatti. Maimone getta un’occhiata delusa al proprio cane che, come punto sul vivo, torna sul luogo della lotta e gli indica un bottone caduto al suolo, poi torna presso la residenza del pregiudicato e prende a grattare una porta, oltre la quale gli agenti trovano il cappotto del sospettato mancante proprio di quel bottone. L’onore del cane poliziotto è salvo! Ancora più stupefacente fu l’episodio legato al furto di una moto, poi abbandonata sul bordo della strada per l’arrivo della polizia. Dox annusò il sellino e condusse Maimone dritto al luogo in cui si trovavano i due malviventi autori del furto. Mentre Maimone stava ammanettandone uno, l’altro gli si avventò alle sue spalle per colpirlo con un coltellaccio ma Dox fu più veloce e con la forza dei suoi 65 Kg. lo addentò al braccio facendogli cadere l’arma a terra.

Confronti sempre vittoriosi

Quella non fu l’unica occasione in cui Dox salvò la vita al collega umano. Durante la caccia a Salvatore Giuliano, in Sicilia, mentre ispezionava una grotta, Maimone fu colpito da quattro proiettili al ventre e due a una spalla. Il brigadiere cadde a terra in un bagno di sangue. Benché Dox fosse addestrato all’inseguimento dei malviventi, in quel caso ignorò tali insegnamenti e si diresse di gran carriera alla vicina caserma di polizia riuscendo, in qualche modo, a convincere gli agenti a seguirlo fino al luogo in cui era caduto il loro collega che poté così ricevere assistenza e salvarsi.

Ma le prodezze di questo straordinario animale sono troppe per poterne dare compendio in un solo articolo, basterà dire che nella sua carriera di cane poliziotto, riuscì a favorire la cattura di oltre 500 malviventi. Fu colpito da sette pallottole che non ridussero di un millimetro la determinazione nello svolgere il proprio compito. Per molti anni fu indiscusso campione del mondo nelle gare per cani poliziotti riscuotendo 31 medaglie internazionali e sconfiggendo prestigiosi rivali come lo Xorro della Sureté francese e il super-celebrato Rei campione di Scotland Yard.

L’intuito, la forza e il coraggio

Roma: La statua che commemora le imprese di Dox

Non mancano nella sua vita episodi curiosi, come quando, al compimento del 13° anno di età, gli fu consentito l’ingresso in una trattoria per cibarsi a sazietà ma Dox appena entrato nel locale, anziché azzannare una forma di prosciutto, addentò ringhiando uno degli avventori che si rivelò poi essere un pregiudicato sfuggito più volte alla cattura e allo stesso Dox. La polizia aveva da anni interrotto le ricerche del latitante dichiarandosi sconfitta ma Dox non dimentica! Nel 1959, acquattato in una buca sul bordo strada per diversi giorni, attese l’arrivo di un estorsore che aveva ricattato l’allora segretario degli Esteri Carmine De Martino per cinque milioni di lire, pena la sua uccisione. Appena il criminale afferrò il borsone con il denaro si trovò catapultato a terra da una massa ringhiante di peli e con i terrificanti canini sfoderati a pochi centimetri dal suo viso. Tra le sue incredibili capacità, c’era quella di riuscire, con l’ausilio di denti e zampe, a mettere in sicura un’arma, a scaricarla e a rimuovere anche il proiettile in canna.

Dimesso dalla polizia agli inizi degli anni ’60 con una pensione di 40.000 lire mensili, Dox fu preso in carico dal Principe De Curtis (Totò) che lo tenne con sé fino alla sua morte avvenuta nel 1965 all’età di 19 anni. Un’età veneranda per un pastore tedesco. Spesso il termine di “eroe” viene usato a sproposito, ma nel caso di Dox credo sia assolutamente meritato. Salvò la vita a uno sciatore travolto da una valanga e spinse di lato una bambina, un secondo prima che fosse investita da un’auto. Benché ferito a una zampa da un colpo di pistola, non esitò a inseguire lo sparatore correndo su tre gambe fino a raggiungerlo e a bloccarlo a terra affinché gli agenti potessero arrestarlo. Il cane vive in simbiosi con l’uomo ed è sempre pronto a dargli tutto senza contropartite, salvo poterlo rendere soddisfatto della sua dedizione. Per questo si dice da sempre che sia il miglior amico dell’uomo, ma a pensarci bene vi sono molti aspetti nei quali gli è immensamente superiore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *