Politica

La retorica politica e gli zombi che ne sono vittima

Redazionale per Italietta Infetta
Franco Nofori
Torino, 05/03/2021
franco.kronos1@gmail.com
@FrancoKronos1

Assetati di realismo

L’intera razza umana si va via via trasformando in un immenso esercito di zombi impregnati di retorica. Come una fitta e gigantesca cappa nebbiosa, la retorica attanaglia tutto; penetra nelle menti, nelle cose e perfino negli abiti. Non c’è più scampo per nulla e per nessuno. Siamo tutti alla disperata ricerca di un po’ di realismo, così come l’assetato nel deserto che, afflitto dall’arsura, è attratto dal miraggio di una fonte di acqua fresca, per poi scoprire che, anche quella fonte, rigurgita di trita demagogia.

Non illudiamoci, tutto ciò che ci viene detto – per tanto ridondante e aulico possa essere – è l’esatto contrario di ciò che è. Si tratta di una gigantesca e quotidiana truffa che oltraggia buon senso e raziocinio, ma che continua a esserci propinata, così come instancabili coppieri riversano raffinate menzogne in anfore imbelli, fino a farle traboccare. 

“Per amore dell’Italia e del partito, non mi resta che l’ennesimo atto per sbloccare la situazione”, dichiara Nicola Zingaretti, annunciando le sue dimissioni da segretario del Partito Democratico. “Com’è buono lei!” avrebbe commentato il compianto Paolo Villaggio. In realtà, pare che il buon Nicola, ormai apertamente contestato all’interno del suo partito, tenti di aggrapparsi con le unghie e con i denti al poco carisma che gli rimane per cimentarsi nella scalata a Palazzo Marino.

Le illuminate profezie della Fallaci

Intanto, Papa Francesco, se ne va in Iraq, dove, come preziosissimo dono, intende “Portare la pace della Chiesa”. Qual è la consistenza di tale dono? Quanto pesa? Quanto costa? Come verrà utilizzato? Non ha importanza saperlo, perché sugli aspetti concreti prevale, sempre e comunque, il valore dell’enunciazione.
Nelle piazze d’Italia, si avvicendano stuoli di sfaccendati che sotto icone diverse, prima Girotondini, poi Anime belle, Forconi e Arcobaleni, fino ad approdare alle Sardine, si avvicendano in subitanei flash, sul palco dell’insipienza per poi rientrare nel nulla assoluto cui si erano ispirati attraverso la vacuità dei loro slogan e sono proprio questi slogan, invariabilmente caratterizzati da stereotipi illusori, a costituire la deprimente palude sub-culturale, che pare affascinare il preteso intellettualismo moderno.

“Io trovo vergognoso – scriveva Oriana Fallaci – che in nome della parola “pace”, ormai più sputtanata delle parole Amore e Umanità, assolvano da una parte sola l’odio e la bestialità”. E’ una delle tante e profetiche illuminazioni della giornalista toscana, che non si può certo definire di tendenze filofasciste. Eppure le vacuità che una classe politica, bugiarda e assolutamente priva di ritegno, continua a propinarci, non hanno limiti, pur avendo la pretesa di assurgere a nobili espressioni del pensiero.

Inaccettabili trasformismi

“Esprimo un ringraziamento a Papa Francesco – dice Sergio Mattarella nel suo discorso di fine d’anno – per il suo magistero e per l’affetto che trasmette al popolo italiano, facendosi testimone di speranza e di giustizia”. E’ davvero difficile pronunciare parole più melense di queste, verso un vicario di Cristo che, colpo dopo colpo, sta letteralmente demolendo la Chiesa per aprirla verso i propri nemici.  E’ proprio attraverso l’asservimento a chi vuole distruggere la fede Cristiana che si realizza la protezione dei suoi fedeli?

I Grillini, nati all’insegna di un irriducibile realismo, sono oggi approdati alla più sperticata oclocrazia e neppure hanno la dignità di vergognarsene, ma neanche si salvano le destre italiane che, attraverso le parole di Matteo Salvini, nell’esprimere sostegno al governo Draghi, dichiara: “Noi, a differenza di altri, pensiamo che non si possa andare avanti a forza di no”. La stoccata all’alleata Giorgia Meloni, è di tutta evidenza. Dov’è finita la strenua lotta alla criminalità è all’invasione di clandestini, per un leader politico che oggi siede a fianco di chi gli è succeduto, per smantellare tutto ciò che lui aveva costruito?

L’Italia ha bisogno di fatti concreti e non di prosaiche concioni. Quelle, se vuole, va a sentirle in Chiesa. L’Italia sceglie, attraverso il voto, riferendosi alle promesse fatte in campagna elettorale e chiede in proposito l’assoluta coerenza, non le abilità trasformiste e compromissorie di cui gli viene fornito quotidiano spettacolo. L’Italia è stanca di essere gabbata da spudorati giullari che continuano a irretirla con forbite insulsaggini. E’ finalmente giunta l’ora che l’Italia abbandoni il dogmatismo delle fedi partitiche e si desti per davvero!

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