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SPECIALE COVID 2 – Intervista al Dott. De Donno tra efficacia della plasmaterapia e intervento dei NAS

Tra le tante anomalie che si sono verificate durante l’emergenza spicca il caso del Dott. De Donno dell’Ospedale Poma di Mantova, il quale pur salvando vite con una terapia sperimentale, ma nota fin dai tempi della “spagnola” ha dovuto subire il linciaggio delle istituzioni.

La visita dei NAS c’è stata  o non c’è stata non è ben chiaro; prima si è parlato di visita poi solo di una telefonata per chiarimenti. Ma resta il quesito su chi ha interpellato i NAS che non prendono mai iniziative se non dietro suggerimento o ordine delle Istituzioni preposte. Quindi la richiesta è pervenuta dal Ministero della Salute? Istituto Superiore di Sanità? Non è dato sapere dove sta la verità, e non è neanche importante. Di fatto il Dott. De Donno è stato dapprima oggetto di attenzioni, chiamiamole così, nonostante avesse appena salvato una vita, anzi due, parliamo di Pamela una mamma positiva in procinto di partorire a fine luglio, tanto da meritare una audizione in Senato dove ha dovuto spiegare in cosa consisteva il trattamento.

Ricordiamo che il Dottore in questione è stato costretto a cancellare il proprio profilo facebook anche per le dichiarazioni “forti” rilasciate durante l’intervista che proponiamo gentilmente autorizzataci da “Radio Radio”.

L’iniziale scetticismo con critiche provenienti dagli stessi colleghi, da presunti scienziati, virologi, epidemiologi e presunti esperti è stato forzato a trasformarsi in interesse tanto che per la prima volta nella storia di una Repubblica Parlamentare è stata richiesta una testimonianza diretta in Senato.

Dopo il Dott. Bacco che ha sollevato molti quesiti e ne ha chiariti molti altri, il Dott. De Donno ha confermato nei fatti che l’emergenza poteva e doveva essere gestita in un modo diverso, seppure ammorbidendo i toni durante l’audizione.

Il quesito più importante rimane però le mancate autopsie e le immediate cremazioni dei corpi, anche contro la volontà dei diretti interessati o dei parenti più prossimi, che avrebbero potuto indirizzare le terapie in modo da evitare le passerella di camion con bare destinate ai forni crematori.

Riteniamo che la seconda intervista di Radio Radio al Dott. De Donno sia significativa del clima in cui si è svolta l’emergenza, con virologi itineranti lautamente pagati in tutte le trasmissioni TV e sui giornali ad affermare e smentire e poi a smentire e confermare, e tutti gli altri con pareri discordanti o in contrasto con le affermazioni imposte dalle Istituzioni pronti a sentirsi crocifissi, a partire proprio dal Dott. Bacco e i suoi colleghi, dal Dott. De Donno, dal premio nobel Dott. Montagner già Direttore del famoso Istituto Pasteur di Parigi fino al Dott. Zangrillo, al Dott. Tarro e a molti altri.

Ricordiamo poi che non c’è stato un solo esperto che non abbia affermato che il vaccino non sarebbe stato disponibile prima di un anno e mezzo o due, ma il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, OMS e pochi altri ancora oggi affermano che il vaccino invece potrebbe essere disponibile in pochi mesi.

Lo stesso Ministro della Salute Speranza ha dichiarato che ha appena firmato un ordine per 400 milioni di vaccini per la popolazione dell’Unione Europea che saranno prodotti a breve da un Istituto di Oxford in collaborazione con un laboratorio di ricerca di Pomezia.

Per un caso fortuito Pomezia è alle porte di Roma, e solo oggi abbiamo scoperto che ha sede uno dei più importanti laboratori del mondo in grado di produrre in pochi mesi un vaccino che il resto del mondo afferma che non sarebbe possibile produrre in tempi così brevi.

Per chi intende scoprire la verità continui a seguire i nostri speciali.

In questo articolo si parla di terapia, che come nell’HIV, e come per tutti i virus mutanti costituiscono la miglior garanzia di trattamento.

In Italia oggi di COVID non muore più nessuno, e forse con le autopsie si sarebbe scoperto che degli oltre 34.000 morti solo per i già senza speranze non c’era alcuna speranza. Ma il Ministro Speranza che di speranza se ne intende ne ha lasciata proprio poca a chi non avrebbe usato mascherine e guanti, anche se chiusi in casa.

Pamela la partoriente positiva trattata con plasmaterapia dal Dott. De Donno.

AGGIORNAMENTO DEL 15.06.2020

ATTENZIONE: IL VIDEO ASSOCIATO ALL’INTERVISTA AL DOTT. DE DONNO, INIZIALMENTE RAGGIUNGIBILE CLICCANDO SULLA FOTO ERA STATO OSCURATO INSIEME ALL’INTERO CANALE YOUTUBE DI RADIO RADIO.

CON UN TEMPESTIVO RICORSO PROPRIO IN DATA ODIERNA IL CANALE E’ STATO RIPRISTINATO ED ORA IL VIDEO E’ VISIBILE CLICCANDO SULLA FOTO.

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