Approfondimenti Inchieste

LA GIUSTIZIA SPECIALIZZATA IN INSABBIAMENTI AI TEMPI DEL COVID

La Giustizia è uno dei settori che ci sta più a cuore, è il biglietto da visita di un paese che è ormai entrato in un tunnel e pare proprio che volutamente non ne voglia più uscire.

Abbiamo già toccato l’argomento in alcune occasioni ma scrivere senza portare esempi oggettivi può non apparire efficace e per questa ragione riteniamo che valga la pena entrare nel merito. Chi avesse storie da raccontare, e siamo convinti siano migliaia, forse centinaia di migliaia, e forse anche milioni di cittadini, che hanno vissuto vicende raccapriccianti, siamo pronti a pubblicarle.

A onore del vero molti casi sono dettati da ripicche, da contenziosi insulsi che sfociano in denunce che hanno il solo potere di intasare un sistema che già di per sé è oltre che farraginoso anche palesemente inefficiente. Non per niente siamo il popolo più litigioso del mondo. Per questa ragione pubblicheremo solo vicende vere e verificate che siamo certi siano comunque in una quantità spropositata rispetto a un Paese che, tutto sommato, dovrebbe essere un’isola felice, anzi una penisola, che di felice però ha veramente poco.

Mi assumo quindi la responsabilità di rivolgermi a un testimone diretto, il sottoscritto, che ha fatto della Giustizia un cavallo di battaglia, e che seppure tratti argomenti di natura non squisitamente sconcertanti, mostra l’arroganza e la superficialità con la quale la Giustizia è amministrata.

La vicenda qui raccontata, sembra non aver alcun nesso in un contesto attuale come l’emergenza COVID, ma alla fine del racconto si scoprirà di aver mosso un tassello del puzzle di una Giustizia che in qualche modo s’intreccia con un sistema collaudato con molti punti oscuri che saranno chiariti a mano a mano che ci addentreremo nel racconto.

Il 13 Agosto 2012 mentre tutta l’Italia, o quasi, si godeva le vacanze estive, depositai un esposto alla Guardia di Finanza di Torino, dove denunciavo la frode di un ente pubblico cui avevo assistito in prima persona. L’esposto con alcuni allegati aveva l’obiettivo di attirare l’attenzione delle Forze dell’Ordine nella certezza che un controllo delle carte portasse a un risultato di ben altre dimensioni.

FRODE ALL’UNIVERSITA’ DI MEDICINA IN LIBERIA

Oggetto dell’esposto una frode della Fondazione per la Sicurezza in Sanità, ente controllato dall’Istituto Superiore di Sanità incaricato di svolgere un Progetto di Cooperazione allo Sviluppo per il ripristino dell’Università di Medicina di Monrovia, in Liberia, costruita dal Professore Achille Mario Dogliotti, famoso cardiochirurgo di Torino: il Dogliotti College of Medicine. Il sottoscritto aveva collaborato al progetto con un ruolo di rilievo, e per un caso fortuito andato alla malora dopo appena 3 mesi dal mio rientro in Italia a causa di una malattia letale. Due miei colleghi erano stati arrestati per diversi reati, a seguito di una mia denuncia, ma gli illeciti in realtà furono molti di più, in maggior parte commessi dalla sede romana dell’ente che aveva sede proprio all’interno dell’Istituto Superiore di Sanità. Dal 2012 in poi se la Guardia di Finanza avesse messo il naso nelle carte avrebbe scoperchiato il cosiddetto “vaso di Pandora”, e quello era lo scopo del mio esposto.

2010 – Presentazione del progetto di ricostruzione dell’Università di Medicina di Monrovia con Max Tumolo al centro, a sinistra il Vicepresidente della Liberia, Joseph Boakai, e a destra l’Ambassador at large, già Ambasciatore della Liberia in Italia Stan Mohammed Sheriff

Per un’anomalia del sistema, più precisamente per una normativa del Ministero delle Finanze, quando si presenta una denuncia di carattere tributario o fiscale alla Guardia di Finanza non viene rilasciata alcuna ricevuta e non vige nessun obbligo di informare sull’andamento delle indagini.

Il 10 Dicembre 2015 mi recai presso gli stessi uffici di Corso IV Novembre a Torino per effettuare un controllo sugli sviluppi della vicenda, consapevole che, anche se non erano tenuti per legge a darmi alcuna informazione, non potessero esimersi dal fornirmi almeno il numero di protocollo della denuncia e un’informativa generale senza entrare nel merito dei contenuti.

In quell’occasione non risultò presentato alcun esposto, paventando l’ipotesi che la stessa fosse stata smarrita. Incredibile ma vero, ma non restai affatto stupito, infatti mi era già capitato con una denuncia presentata direttamente alla Procura di Torino che fui costretto a ripresentare nonostante minuziose ricerche.

Prima del 2015 però ero stato informato, informalmente, che invece l’esposto risultava essere stato trasferito alla GdF di Roma per competenza. Per proseguire nelle mie indagini avevo, però bisogno almeno di un numero di protocollo di riferimento e la data di trasmissione a Roma, ma nella richiesta del 2015 non fu possibile ottenere alcuna informazione semplicemente perché non si trovava più l’esposto e neanche nel registro alla data del 13 Agosto 2012 non risultava alcuna annotazione. Non restava che seguire le vie ufficiali.

ESPOSTO SPARITO O SMARRITO

Niente affatto scoraggiato inviai un messaggio di posta certificata al Comando della sezione di Torino in data 13 dicembre 2015. Per legge, a seguito di Richiesta di accesso agli atti, come previsto dalla legge 241 del 1990, gli enti sono tenuti a rispondere entro trenta giorni, e, infatti, il Comando di Torino con posta certificata del 22 Gennaio 2016 mi comunica che l’esposto in questione era stato trasferito prontamente per competenza al Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf di Roma in data 16 Agosto 2012, quindi 3 giorni dopo la presentazione dell’esposto del 13.08.2012, indicando il relativo numero di protocollo dell’invio.

Il 12 Dicembre 2016, dopo 4 anni e 4 mesi dalla presentazione dell’esposto invio un altro messaggio di posta certificata con richiesta di accesso agli atti alla GdF di Roma. Anche se con ritardo, il 15 Marzo 2017 il Comando della Guardia di Finanza di Roma mi invia una comunicazione, dove si citava che in data 15 ottobre 2012 l’esposto era stato trasmesso alla Procura di Roma con il relativo numero di protocollo di trasmissione.

Niente da eccepire sull’efficienza della Guardia di Finanza che dopo solo due mesi aveva trasmesso la pratica agli Organi Giudiziari competenti. Naturalmente se la GdF non avesse rilevato elementi critici nell’esposto, non avrebbe trasmesso alcun documento alla Procura di Roma. Nella stessa comunicazione ufficiale era citato che per ulteriori informazioni avrei dovuto rivolgermi direttamente alla Procura, precisando che però, come mi era già stato precisato, non avrei potuto ottenere altre informazioni.

Non restava che rivolgermi direttamente alla Procura di Roma.

RICHIESTA ATTI A PROCURA DI ROMA

Sede della Procura della Repubblica di Roma

Consapevole della tempistica e dell’esito delle indagini, che già immaginavo com’erano andate a finire, il 13 Novembre del 2017 invio un’ulteriore messaggio di posta certificata alla Procura di Roma con Richiesta di accesso agli atti e chiedendo informazioni sull’esito delle indagini dell’esposto del 2012, fornendo il numero di protocollo trasmesso dal Comando della Guardia di Finanza di Roma.

In data 11 Dicembre 2017 nel pieno rispetto dei termini di legge la Procura mi invia un documento ufficiale dove si dichiarava che in data 10 dicembre 2015 il procedimento era stato archiviato senza alcuna motivazione.

Ecco fatto: ESPOSTO INSABBIATO SENZA CHE IL FASCICOLO SIA STATO MAI APERTO.

Ora, in una qualsiasi denuncia penale se viene indicato l’art. 408 vi è l’obbligo di avvisare la parte offesa in caso di proposta di archiviazione, ma in questo caso difficile credere che la Guardia di Finanza si fosse premurata di tale eccesso di zelo. Loro si erano occupati di seguire le procedure, avevano trasmesso l’esposto, il che presupponeva che ci fossero sufficienti elementi per aprire le indagini, il resto era di competenza della Giustizia Penale.

Nella certificazione della Procura era citato che il fascicolo era a disposizione con tanto di data e numero di protocollo.

Non ho alcuna fretta di mettere le mani sul fascicolo, anche perché richiederne copia, ha un certo costo che non ero in grado di sostenere, ma sono talmente curioso che appena possibile chiederò a uno dei miei avvocati di ritirare l’intero fascicolo per leggere il nome del Pubblico Ministero e del Giudice che ha disposto l’archiviazione e soprattutto le motivazioni che non erano citate nel documento ricevuto.

IL PROFESSORE, DOTTORE E ATTORE GUALTIERO RICCIARDI

Restano dei dubbi sulle motivazioni addotte, sempre che siano state citate, perché in quel preciso periodo (2010-2014) l’Istituto Superiore di Sanità stava vivendo un momento poco felice con il Commissariamento da parte del Ministro della Salute, nella persona di Beatrice Lorenzin, il cui incarico fu assegnato al Professor Gualtiero Ricciardi nel 2014 e durato fino al 2015.

Uno degli Onnipotenti della Sanità italiana, Gualtiero Ricciardi già Commissario Straordinario e Presidente ISS

Sì proprio lo stesso Walter Gualtiero Ricciardi, attore di fama, ma anche dottore e docente con un curriculum così lungo e ricco da far sbiadire uno scontrino della spesa di un anno di una famiglia di 8 persone. Lo stesso Ricciardi esperto di sanità pubblica, consulente del Ministro della Salute e consigliere dell’OMS che da Febbraio scorso appare un giorno sì e l’altro anche in TV sentenziando sul corona virus.

I Commissariamenti degli Enti Pubblici vengono disposti quando per 2 esercizi consecutivi i bilanci sono in passivo e quelli dell’Istituto Superiore di Sanità partivano da lontano. Dopo il Commissariamento del 2014 e 2015 nel 2016 il Professor Ricciardi viene incaricato come Presidente del secondo ente più prestigioso d’Italia dopo l’INPS, l’ISS, ma anche quello più disastrato; un vero e proprio carrozzone di circa 2000 dipendenti che solo in quest’ultimo periodo, grazie alla pandemia da Corona virus, si è imposto all’attenzione dell’opinione pubblica più che per serietà d’informazioni per la confusione e le continue contraddizioni nella trasmissione di dati. 2000 impiegati pagati dai contribuenti per affollare le sale Bar di Viale Regina Margherita e di Via Giano della Bella a Roma.

Dal 2010 al 2014 l’Istituto però ha trascorso un periodo di oscurantismo che con il mio esposto ho cercato di portare alla luce, ma sapevo bene che avrebbero fatto il possibile per insabbiare.

TUTTO FINITO IN UNA BOLLA DI SAPONE? NEANCHE PER SOGNO.

Questa non è una battaglia ma una guerra e la storia continua, non si è mai interrotta e parte da lontano per arrivare ai giorni nostri.

Tanto per creare un po’ di curiosità intorno alla vicenda basti pensare che nel 2017 il caro Prof. Gualtiero Ricciardi, all’epoca Presidente dell’ISS, firmava il protocollo di un progetto dell’Unione Europea per un “Programma di vaccinazioni 2019-2022” che faceva seguito ad un altro programma dell’OMS 2015-2020 con il quale avrebbe interagito e di cui parleremo nel prossimo SPECIALE COVID 4.

Il 2017 rimane una data cruciale perchè proprio nel 2017 viene assegnato l’incarico di Direttore Aggiunto all’OMS al Dott. Ranieri Guerra, il primo italiano ai vertici nella storia dell’OMS e per la prima volta con una posizione inventata e condivisa con il Direttore generale assegnata al discusso etiope Tedros Adanom Gebrejesus, in un periodo dove il programma di vaccinazioni assumeva un argomento centrale nelle politiche sanitarie del mondo intero.

Che caso vero?

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Una risposta

  1. Forse perche’ conosco vicende, personaggi e dinamiche ma i professionistu della nebbia e delle paludi torbide utilizzano strumenti vecchi da piu’ di 2000 anni in questa penisola, messa da loro & Co., recentemente, ascoltate bene: ON SALE! Con tutti i contenuti storici, turistici e con ben 60 milioni di pecore impecorite.

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