Politica

Italia è invasa dai clandestini e Lampedusa al collasso

Immigrazione
Franco Nofori
10/05/2021
franco.kronos1@gmail.com
@FrancoKronos1

Un’isola che muore

Altri 1400 disperati sono sbarcati ieri a Lampedusa passando attraverso gli inesistenti filtri di una Libia che in barba ai numerosi accordi e ai cospicui regali ricevuti dal generoso governo italiano, se ne sbatte degli impegni assunti, dei larghi sorrisi e delle strette di mano, anzi usa le motovedette che le abbiamo regalato per sparare addosso ai nostri pescherecci. L’hot spot dell’isola siciliana ha una capienza di 250 persone ed è facile intuire quale tipo di “accoglienza” potrà essere fornita a questi “ospiti” stipandoli come animali, in numero sei volte superiore a quello consentito. Con l’avvento delle zone gialle e l’approssimarsi dell’estate, Lampedusa dovrebbe potersi concentrare sulle più adeguate strategie per rilanciare quel turismo per la cui assenza ha già pagato un pesantissimo scotto, invece, dovrà ancora una volta fronteggiare l’accoglienza di clandestini che, con l’estate alle porte, sfocerà in un’incontenibile invasione.

E’ dal 2016, con l’avvento di Marco Minniti al Ministero degli Interni, che l’Italia annaspa per approdare a un’accettabile gestione dei flussi migratori, ma l’ignavia dell’attuale compagine di governo e l’ostentata indifferenza della Ministra Lamorgese, hanno vanificato gli intenti dei suoi predecessori. Ciò che, tra le altre cose, sorprende, è l’infinita tolleranza degli isolani che a fronte dell’indegno spettacolo di degrado sofferto dalla proprio terra, avrebbero già da tempo avuto il sacrosanto diritto di erigere barricate e proclamare una rivoluzione. Altrettanto sorprendente è l’impassibilità del leder leghista Matteo Salvini che non fa una piega mentre il fondo della sua sacca di consensi, mostra un buco che si avvia a diventare una voragine e rischia di cedere presto il passo a PD e Fratelli d’Italia. Se il sempre più florido e sorridente faccione del buon Matteo nasconde una strategia segreta, dev’essere talmente segreta da restare occulta a lui stesso.

Cinque anni di chiacchere inconcludenti

Cittadini di Lampdusa protestano contro gli sbarchi

Gli abitanti di Lampedusa non raggiungono le 6.000 unità e sono quindi ad un soffio dall’essere sopraffatti dagli sbarchi. L’economia dell’isola si regge in gran prevalenza sul turismo, seguito dalla pesca del pesce azzurro e dal commercio di spugne. L’incessante traffico di barconi, motovedette e forze dell’ordine per il controllo dei flussi migratori, hanno drammaticamente avvilito le sue splendide coste che ormai il mondo conosce solo più come destinazione dei fatiscenti barconi che vi approdano incessantemente. Solo una spudorata demagogia può negare che, sia a Lampedusa e sia nell’intero Paese, esista una disperata situazione d’emergenza e all’emergenza si deve rispondere con provvedimenti d’emergenza. In un simile contesto appare sempre meno fantasiosa la proposta di Giorgia Meloni di attuare un blocco navale, iniziativa, del resto, già messa tranquillamente in atto da Spagna, Grecia e Australia.

Nelle austere e auguste aule del potere, però, s’inseguono altre importanti priorità: lo Jus Solius; il voto ai sedicenni; le inasprite norme contro l’omofobia; la censura al non consenziente bacio del principe a Biancaneve; il biasimo al passo dantesco che relega Maometto all’inferno e altre “importanti” iniziative volte a garantire i dritti di una società multirazziale, multiculturale, multi-sessuale e (aggiungerei) sempre più multi-rincoglionita. Intanto, si stima che il costo della solidarietà che grava su nostro Paese sia intorno ai 5 miliardi di euro annui. Uno sputo in faccia al pensionato che ne percepisce 500 mensili e all’invalido costretto ad accontentarsi di 290, ma il peggio è rappresentato dal nutrito mondo del malaffare che si foraggia sull’umanitarismo da salotto; incrementa la diffusione di droga; la prostituzione e l’accattonaggio gestiti dalle varie mafie, tra cui oggi possiamo annoverare la sempre più potente d’origine nigeriana.

Demenziali “priorità” del palazzo

Il bacio incriminato del principe a Biancaneve

Il paradosso è che anche i paladini pro-migranti; NGO, politici, centri sociali e vari pasionari dell’accoglienza a tutti i costi, si prodigano per aprire i confini all’immigrazione illegale, ma una volta che i clandestini sono sul territorio, se ne infischiano bellamente della loro sorte e accettano di vederli bighellonare per le strade e ai semafori con il cappello in mano, a dispensare bustine di coca nelle periferie cittadine, a dispensare sesso prezzolato dietro i capannoni industriali e – ogni tanto – a stuprare anche qualche fanciulla per dare fisiologico sfogo alle pressioni ormonali. Se poi vivono ammassati in baracche fatiscenti, senza acqua, senza servizi igienici, senza corrente elettrica e senza riscaldamento, pazienza. L’importante è accoglierli, sempre e comunque. Non lo dice anche Papa Francesco?

Platone,  427 A.C.

L’Italia, di questa invasione non ne può davvero più. Soprattutto oggi che la sua sopportazione e ridotta al lumicino per una pandemia che l’ha impoverita oltre misura, ha falcidiato la sua libertà e gli prospetta un futuro caratterizzato da montagne di debiti che non riuscirà mai a pagare. Il disagio, oggi, non ha più colore politico, ma colpisce trasversalmente tutte le ideologie e le classi sociali, parimenti vittime dell’impunito sopruso, dell’illegalità e dell’incertezza sulla propria sorte. I pochi starnazzanti soloni che ancora pretendono di arringare le masse con il loro preteso umanitarismo, sono sempre più inascoltati e nelle coscienza collettive si rinnova l’ammonimento di Platone: “Quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato… la democrazia muore per abuso di se stessa e prima che nel sangue, muore nel ridicolo”.  

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