Politica

Il singolare scontro di “bla bla bla” tra Greta Thunberg e i potenti della terra

Inchiesta
Franco Nofori
1° ottobre 2021
franco.kronos1@gmail.com
@FrancoKronos1

“Come osate!”

“How dare you!” Tuona Greta Thunberg dall’augusto podio del palazzo di vetro sull’East River. E’ il 23 settembre 2019 e una semisconosciuta sedicenne svedese, arringa con queste parole i sessantasei potenti della terra presenti al convegno. “Come osate? Avete rubato l’infanzia e il futuro di noi giovani!” E’ un monito aspro, dal sapore biblico che l’adolescente pronuncia con il volto contratto dall’esecrazione e i sessantasei ambasciatori applaudono calorosamente. Greta rivolge quest’accorato appello al mondo, in nome dei giovani come lei, affinché quei potenti che la ascoltano salvino il pianeta dall’inquinamento atmosferico. Nulla da eccepire, è sacrosanto tutelare i diritti dei giovani, perché saranno loro a ereditare tutte le sconcezze che il progresso tecnologico ha inflitto all’ambiente. Ma chi è Greta Thunberg e a che titolo parla nella più autorevole tribuna planetaria?

La mamma di Greta, Malena Ernman

Greta è una studentessa, oggi diciottenne, affetta dal morbo di Asperger, una forma di autismo piuttosto rara che non deprime le facoltà cognitive, ma induce ad atteggianti ripetitivi e schematici che possono approdare a vere e proprie ossessioni monotematiche, così com’è avvenuto nei confronti degli effetti climatici che Greta denuncia instancabilmente. E’ figlia di Malena Ernman, cantante d’opera e di Svante Thunberg, attore teatrale e cinematografico. Entrambi questi genitori la sostengono e la guidano nella sua instancabile campagna contro l’inquinamento ambientale ed è fatale che tutti e tre acquistassero un’improvvisa ed enorme popolarità con la pubblicazione del libro “La mia casa è in fiamme” realizzato insieme e che è andato subito a ruba, tradotto in tutte le lingue.

Dieci milioni di follower

L’incontro di Greta Thunberg con Papa Bergoglio

Greta è anche attivissima sui social e il suo profilo Instagram, @gretathunmerg, è seguito da oltre dieci milioni di followers. Fatto, questo, stupefacente se si considera che Greta non ha alcuna cognizione scientifica e i suoi appelli, come scrive Roberto Vivaldelli su Il Giornale, si riducono a un “populismo demagogico intriso di millenarismo che di scientifico non ha proprio nulla e assomiglia più a una fede”. Si tratta quindi di una popolarità immeritata? Così sembra pensarla anche l’emittente radiofonica di “Radio Maria” che lancia nei suoi confronti un anatema tutt’altro che amichevole: Cara Greta, dopo che abbiamo buttato Dio nella pattumiera, vogliamo salvare il pianeta? Dopo che lasciamo sopprimere i feti umani, vogliamo proteggere i cuccioli animali? Dopo che confondiamo i generi, vogliamo salvare la specie? Dopo che aiutiamo gli uomini a morire, vogliamo salvare le foreste? Volto indignato il tuo, o forse manipolato? Giovani, non lasciatevi ingannare”. Una posizione alquanto singolare visto che recentemente Papa Bergoglio ha ricevuto la giovane attivista, congratulandosi con lei per la sua lotta in favore dell’ambiente.

Il geofisico Guus Berkhout dell’Università dell’Aja che contesta Greta Thunberg

Ciò che però fa più riflettere è che oltre cinquecento scienziati, per bocca di Guus Berkhout, geofisico e professore emerito presso l’Università dell’Aja, contestano apertamente le posizioni di Greta. “La piccola era glaciale – sostengono – si è conclusa solo di recente, intorno al 1850, quindi non sorprende che oggi stiamo vivendo un periodo di riscaldamento”. La popolarità riscossa da Greta è quindi immeritata e maschera una regia che l’ha resa strumento della volontà altrui? Così pare pensarla anche il politologo nostrano Alessandro Campi, secondo cui il fenomeno Greta Thunberg presenta gli stilemi tipici del populismo, “sino a diventare una moda politico-mediatica che si fa forte della nostra cattiva coscienza e un movimento di massa che inclina verso il misticismo para-religioso, facilmente riconoscibile. A partire dal più elementare e costitutivo d’ogni populismo: la divisione del mondo in buoni (i molti) e cattivi (i pochi). I primi sono gli abitanti del pianeta, i secondi, capi di governo ed esponenti dell’establishment finanziario e industriale del mondo”.

Greta: prodotto della strumentalizzazione altrui?

Eppure oggi, una Greta ormai diciottenne, torna a lanciare anatemi a quel mondo che – a suo dire – resta relegato all’insipiente “bla bla bla” senza mettere mano ad azioni concrete che salvino il pianeta e anche in questa occasione, lo fa affidandosi a invocazioni generiche, prive di qualsiasi riferimento scientifico, salvo reiterare i non meglio precisati “diritti dei giovani” senza però indirizzarli a comportamenti consoni alla causa perorata fino a spazientire anche un giornalista di SkyNews Australia che così si rivolge ai giovani sostenitori di Greta: “Voi siete la prima generazione che ha preteso l’aria condizionata in ogni sala d’aula; le vostre lezioni sono tutte fatte al computer; avete un televisore in ogni stanza; passate la giornata a usare mezzi elettronici; invece di andare a scuola a piedi prendete una flotta di mezzi privati che intasano le vie pubbliche; siete i maggiori consumatori di beni di consumo di tutta la storia, comprate in continuazione i più costosi capi di abbigliamento per essere ‘trendy’; la vostra protesta è pubblicizzata con mezzi digitali ed elettronici. Ragazzi, prima di protestare, spegnete l’aria condizionata, andate a scuola a piedi, spegnete i vostri telefonini e leggete un libro, fattevi un panino invece di acquistare cibo confezionato, ma temo che niente di ciò accadrà, perché siete egoisti, maleducati, manipolati da persone che vi usano, proclamando di avere una causa nobile mentre vi trastullate nel lusso occidentale più sfrenato. Svegliatevi, maturate e chiudete la bocca o informatevi bene prima di protestare”. 

Cara Greta, non sara che quel “bla bla bla” verso cui instancabilmente ti accanisci, sia lo stesso strumento da te impiegato e ispirato da quei manipolatori occulti che ti usano come strumento per i loro poco nobili traguardi? Pensaci e rinsavisci. Sei ancora in tempo.

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