Attualità Politica

IL MIGLIOR GOVERNO CHE L’ITALIA ABBIA MAI AVUTO

Ci sono voluti 151 anni per vedere finalmente un Governo che si prendesse cura dei propri cittadini e 75 anni dalla Costituente, scritta da personaggi di spicco quali, solo per citarne alcuni, Enrico De Nicola e Alcide De Gasperi. Certo erano altri tempi, le reminiscenze dei partigiani misero il timbro e la firma su quello che sarebbe diventato un Paese dei G7, G8 e anche G20. Insomma un piccolo Paese dalla grande storia riusciva infine a far riconoscere il proprio valore grazie a integerrimi statisti di statura internazionale.

Con il tempo, e anche nei periodi bui del terrorismo, alcuni riuscirono a emergere creando movimenti che avrebbero cambiato la storia, in parte, e in parte no, da Berlinguer a Luciano Lama, da Moro ad Andreotti, da Craxi a Di Pietro. Ma è solo nella seconda metà del primo decennio del nuovo millennio che emergeranno personaggi di eccellenza indiscutibile che faranno la storia della nuova Res Pubblica, da Prodi a Monti, da Letta e Renzi a Gentiloni e infine, a Conte e Speranza. Mica due qualsiasi! Non ho citato Berlusconi il cui unico evento di rilievo sono state “le corna” alla riunione dei Ministri degli Esteri dell’Unione Europea. Un gesto considerato una gaffe mentre forse si trattava solo di una premonizione sui personaggi che avrebbero contributo a che l’Italia fosse considerata un grande Paese, ma che fosse, però, da ridimensionare. Ci hanno pensato i successori a ristabilire le gerarchie tralasciando il particolare che forse il Cavaliere con l’altra mano si stava toccando qualcos’altro.

ONORE ALLA NOBILTA’ D’INTENTI E NON SOLO

Ebbene, già uno che si chiama Conte merita rispetto. Un titolo nobiliare per cognome è un titolo da non sottovalutare. Sarebbe stata la stessa cosa se si fosse chiamato Duca, Barone o Principe? Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Ma questo signore che guida l’Italia di oggi, come si guida una Lambretta smarmittata, non ha niente a che fare con i suoi predecessori. La portata dell’attuale Premier, non regge il confronto neanche con Tatcher, Roosevelt o Churchill. Impeccabile nel suo stile, giovane, di bella presenza, forse la voce difetta di stanchezza per le troppe parole che spende per presentare le sue conferenze come fossero infinite arringhe da Principe del foro, che non è un buco qualsiasi, ma il Foro, quello gestito dagli ermellini bianchi che neanche gli animalisti più accaniti sono riusciti a scalfire.

Il vestito di alta sartoria, perfino la mascherina ai tempi del Covid opportunamente disegnata su misura da qualche stilista internazionale, ci rende orgoglioni, pardon, orgogliosi di vedere rappresentata l’Italia da una persona con stile, con savoir faire unico ed eletto a sex symbol di anziane, mature, giovani, donzelle, gagliarde e meno gagliarde, che sbrodolano al suo solo apparire. Un carisma inenarrabile, incontestabile, un’aurea comparabile al più abile dei pastori anglicani e angligatti che potrebbe addirittura innescare fenomeni da sette religiose di uomini e soprattutto donne disposte, a dare la vita per lui; il nuovo Adone, il dio reincarnato, non eletto da nessuno ma incaricato di fare da pastore a un gregge di pecore smarrite che belano al suo apparire. Ho citato pecore, al femminile, perché i caproni non belano e non sbrodolano.

L’Italia s’è desta, infine, grazie all’abilità del nuovo Premier di farci da padre e forse anche da padrone, senza di LUI saremmo morti, p saremmo solo zombies che vagano senza autocertificazione, invece oggi siamo qui, qualcuno a lamentarsi senza ragione di qualsiasi provvedimento LUI prenda per il nostro bene, per proteggerci, per difenderci, per garantirci la vita e perfino la morte. Come non essere riconoscenti a un uomo che garantisce che verranno anche in casa nostra, a verificare se portiamo la mascherina assicurandoci che serve soprattutto quando andiamo in bagno, magari non aerato, che senza il suo intervento saremmo asfissiati dalle nostre stesse flatulenze?

Lo Stato d’emergenza, chissà perché solo in pochi l’hanno compreso, non è un metodo per evitare assembramenti, ma è solo un sistema per evitare di perdere tempo e sprecare denaro in trasporti e cartelli per trovarsi in una piazza a manifestare contro un pezzo di carta igienica da mettere sulla bocca o su qualsiasi altro orifizio, state pure seduti al bar senza mascherina, ma se vi alzate sappiate che il virus viaggia ad almeno un metro e cinquanta da terra e vi può colpire; se camminate siete a rischio, ma non se correte perché il virus è lento e non vi starebbe dietro neanche se andate in bicicletta. Di virus si muore, di altre malattie non più. 7,5 miliardi di persone sono potenzialmente contagiate, o se non lo sono ancora, lo saranno presto, siatene certi. State a casa, smettete di vivere e vi salverete. E chiudiamo i bar per evitare che stando comodamente seduti, potreste non tener conto del fatto che, appena in piedi, sarete a rischio.

IL CLUB DEI BELLI

Nostradamus non avrebbe potuto fare di meglio. Come avrebbe, infatti, potuto sviluppare IMMUNI? Scaricatela e vedrete che San Pietro non vi accetterà quando vi presenterete al suo cospetto senza l’App di Speranza, uno degli statisti più arguti della nostra storia; un uomo dallo sguardo un po’ “svicio” che in piemontese significa al contempo vigile e intelligente, ma un po’ guercio, dimenticando che in fondo il suo è solo strabismo di Venere che non colpisce solo le donne ma anche i politici. Un uomo uscito dall’oscurità e divenuto famoso per aver rappresentato uno dei più grandi partiti della storia moderna, che per la verità ricorda molto uno shampoo di cui non ricordo il nome, forse “Liberi e uguali oppure liberi e non granché belli”. Per fortuna che c’è Giggino e la sua nobile invenzione, altrimenti avremmo un governo di gente sgangherata, incapace e inetta.

Non lamentatevi signori, il lockdown è per il vostro bene, sarete salvati solo grazie a questi signori che valgono come una scartina a briscola. Perfino il Papa ha proposto di affiancare l’immagine del nobile “Conte” a Gesù Cristo così, tanto per non sbagliarsi, quando pregate ringraziate l’uno per aver creato l’altro e l’altro per averci salvati. Le donzelle l’hanno già sostituto al santino di Padre Pio. Chissà gli uomini con cosa lo sostituiranno.

E non solo al “nobile”, ma anche a Speranza dobbiamo la salvezza del sistema sanitario che non opera più nessuno, non assume, ma dà assistenza per 2.000 € al giorno a chiunque faccia un colpo di tosse o uno starnuto. Di fatto prima negli ospedali ci andavano le comitive a trovare amici e parenti, portando dolci ai diabetici e fiori ai deceduti. Oggi non c’è più ressa, le visite specialistiche e gli esami vari sono prenotati con lo smart working e non è vero che bisognerà aspettar mesi per una visita, gli unici referti che tardano sono sempre e solo i tamponi, d’altronde con 300.000 tamponi al giorno un po’ di confusione è comprensibile e pazienza se qualcuno muore in fondo nessuno di noi è immortale e prima o poi tocca a tutti. Coraggio, andrà tutto bene, tutti insieme ce la faremo, ma a distanza e con la mascherina e se non ce la faremo pazienza “C’est la vie” dicono i francesi, ma un Ministro della salute con un cognome così, in un momento come questo, è la sola vera garanzia. Forse.

E lasciate stare Giggino, Monistro degli Esteri, che è troppo impegnato con gli Stati Generali del Movimento 5 Stelle per accorgersi che c’è un mondo di cui occuparsi e un nuovo Presidente USA con cui congratularsi.

E per concludere uno sguardo alla soluzione dei Covid Hotel, una vera e propria genialata, la quarantena nelle suite, serviti e riveriti a persone che forse non avevano mai visto l’interno di un hotel a 5 stelle, malati non malati che coprono i vuoti che da mesi affliggono gli alberghi, ma è anche lecito domandarsi che se i letti covid sono rimborsati dalle regioni 2.000 € al giorno, quanto costa l’ospitalità negli Hotel covid full service? Non importa: paga papà Pantalone! Non siate critici, è giusto aiutare il settore senza l’elemosina di un bonus qualsiasi di poche umilianti centinaia di euro ed è giusto regalare una vacanza premio a chi potrebbe essere potenzialmente contagioso. Poi non importa se anche gli hotel degli imparentati avranno il pienone, il conflitto d’interessi è un termine in via di eliminazione dall’Accademia della Crusca.

L’Italia non s’è ancora desta, ma chissà forse un giorno si desterà!

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