Politica

Il governo stanzia quasi 270 milioni di euro in vista di una misteriosa emergenza abitativa. Cos’ha provocato un simile allarme?

 

Inchiesta
Franco Nofori
05/04/2021
franco.kronos1@gmail.com
@FrancoKronos1

Sull’Italia incombe una catastrofe?

La notizia si riferisce a una misteriosa gara d’appalto avviata il 24 marzo scorso dal Governo e passata quasi inosservata, pur se recentemente rilanciata dall’ASI (Agenzia Stampa Italia). L’iniziativa rientrerebbe nella strategia messa in atto dal Governo per fronteggiare l’emergenza causata dalla pandemia del Covid-19, ma molti aspetti del contratto d’appalto suscitano non poche perplessità. Intanto stupisce l’ammontare della somma stanziata, ben 266.716.544 euro, in un momento di gravissima depressione economica, in cui ogni esborso dev’essere attentamente valutato, per non ricadere negli sperperi di monopattini, banchi a rotelle, oltre ai vari e farraginosi bonus. Tutte amenità di cui l’Italia ha già fatto amara esperienza.

L’appalto di cui si parla, dovrà essere gestito dalla CONSIP e riguarda la fornitura di un ingente numero di container da attrezzare come “strutture abitative in caso di eventi emergenziali”, ma include anche “arredi, biancheria con relativi accessori, lavatrici e asciugatrici industriali in noleggio”. Il progetto non trascura gli ambienti rurali dove “sarà necessario consentire agli allevatori di poter continuare l’attività produttiva anche se la loro abitazione originaria è provvisoriamente inagibile”. Il piano e diviso in quattro lotti che riguardano rispettivamente le regioni del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole. In buona sostanza, per ogni regione italiana è prevista la realizzazione dei suddetti campi abitativi. Un mega progetto, quindi, che non si riesce a capire da quale catastrofica previsione sia stato ispirato.

 Strano silenzio degli organi d’informazione

Sede della CONSIP a Roma

In proposito è forse il caso di ricordare che la CONSIP è una società per azioni, ma con un unico azionista: il Ministero delle Finanze Italiano. Queste surreali aspettative, hanno indotto Mauro Tiboni, coordinatore nazionale dell’organizzazione politica “Italia nel Cuore”, a chiedersi quale immane disastro potrebbe colpire l’intera penisola al punto da indurre gli italiani ad abbandonare la propria abitazione? A quale drammatico evento emergenziale fa riferimento il Governo?”. Per sollecitare le più opportune risposte in proposito, Tiboni, ha già formalmente interpellato il Governo, nelle persone del Presidente de Consiglio, Mario Draghi; del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e della Presidente del Senato, Maria Alberti Casellati. Le risposte sono doverose, sia perché si tratta di un’ingente spesa a carico dei contribuenti e soprattutto perché si sta parlando della loro sicurezza.  

Mauro Tiboni di “Italia nel Cuore”

Ancora una volta stupisce la scarsa attenzione che i media hanno riservato a questa iniziativa e il fatto che la stessa sia trapelata al di fuori dei classici mezzi d’informazione, non può che acuire la sensazione di allarme nel pubblico, un pubblico che si trova costretto a guardarsi le spalle da non si sa quale pericolo, mentre si profila l’ennesimo e ingente travaso di pubblico denaro, in un’Italia già piagata dalla più grave recessione economica del dopoguerra e che ha “disperato bisogno di adeguate misure di sussistenza per le famiglie e le molte imprese già condannate al collasso”. Tutto questo, mentre il Paese registra un ammontare annuo di sprechi pari a ben 200 miliardi di euro. Circa il doppio della presunta evasione fiscale e pressappoco lo stesso ammontare dell’atteso Recovery Fund. Una situazione, questa, in cui più che guardarsi le spalle, gli italiani farebbero forse meglio a rinunciare alla “s”.

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