Politica

Il centrodestra sale nei sondaggi? Allora tutti contro il centrodestra!

Redazionale
Franco Nofori
15/05/2021
franco.kronos1@gmail.com
@FrancoKronos1

Perché l’esercizio del voto si rivela inutile

Secondo l’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani, condotto dalla EMG, il partito di Giorgia  Meloni avrebbe superato 5 Stelle e PD, diventando così il secondo partito d’Italia dopo la Lega. Stando a questo sondaggio, Fratelli d’Italia si attesterebbe, infatti, al 18,5 per cento dei consensi, contro il 18,4 di 5 Stelle e il 16,9 del PD. Ovviamente si tratta di mere previsioni, non confermate dai risultati di altri istituti sondaggistici, ma tanto è bastato per scatenare la concitata levata di scudi di tutti i partiti di centrosinistra al grido: “Le destre devono essere fermate ad ogni costo!” e sappiamo bene, grazie alle passate esperienze, come questo “ad ogni costo” dev’essere interpretato.

Ben intende questo proposito Guido Crosetto che, in un’intervista al Tempo, dichiara: “Mi dispiace per Giorgia Meloni. In Italia ci sono confini che quando si superano provocano pesanti reazioni, com’è avvenuto per Berlusconi, Renzi e Salvini”. Il riferimento all’accanita persecuzione della magistratura contro i tre capri espiatori citati, non potrebbe essere più esplicito. Del resto, la rabbiosa reazione delle sinistre per ogni minimo successo degli avversari, è ben espressa da un odiatore seriale della destra: il sentenzioso e solonico Antonio Caprarica che in una tribuna di Rete 4, giustifica tale ostilità perché una congrua parte della destra avrebbe “ripetutamente confermato propositi anti-europei, alleandosi con Marine Le Penn e Victor Orban”. Il sussiegoso aplomb, d’impronta vittoriana, dell’ex corrispondente Rai da Londra, pare non tenere in alcun conto l’irrinunciabile principio democratico secondo cui governerà chi avrà raccolto sufficienti voti per farlo.

Dov’è finita l’ideologia di sinistra?

L’ex Segretario del partito Comunista Enrico Berlinguer

Si torna così, ancora una volta, alle sperticate accuse di “sovranismo”, “sciovinismo”, “fascismo”, “razzismo” e ogni altra definizione che utilizzi il suffisso “ismo” per scopi denigratorii. Certo che per chi ricorda l’originale ideologia della sinistra, nata dalla rivoluzione d’ottobre, propagata da Antonio Gramsci e diffusasi in Italia sotto la guida di Palmiro Togliatti, fino a quella di Enrico Berlinguer, la metamorfosi subita dalla sinistra odierna farebbe impallidire quella vissuta dal dottor Jekyll nei confronti di mister Hyde. La sinistra, nata come protettrice delle classi operaie contro lo sfrenato potere del Capitale, oggi, a quel Capitale, si è totalmente asservita, divenendo il tonante portavoce di due sole categorie: la finanza internazionale e i migranti. Tutto ciò che sta nel mezzo, lavoratori, pensionati, persone indigenti e piccoli imprenditori, sono ormai rappresentati proprio dai partiti di destra.

A evidenziare questa incontrovertibile realtà, non sono solo gli oppositori del sistema, ma anche autorevoli voci della sinistra vecchia-maniera, come Federico Rampini, Marco Rizzo e il saggista-filosofo Diego Fusaro. “Il PD è ormai diventato il partito degli immigrati”, afferma Rampini. “Ho sempre combattuto l’utero in affitto. – Gli fa eco Marco Rizzo – E’ una pratica nazista, degna del dottor Mengele”. Diego Fusaro: “Soros è la massima espressione del capitalismo più estremo. Finanzia le ONG per fare affluire migranti e ridurre le persone a merci di scambio”. Eppure, questi ideologi della vecchia sinistra, attaccano proprio le persone e i progetti tanto cari alla sinistra odierna, ma allora c’è qualcosa che stride con le definizioni cui ci siamo abituati dalla fine del fascismo in poi e sarebbe forse ora di riclassificare i partiti in ragione dei loro reali programmi. Se da questa sinistra emergono figure come Mattia Santori, che pur non essendo mai riuscito a far capire di cosa parla, ha l’ardire di candidarsi alla poltrona di sindaco di Roma, in questa sinistra c’è davvero molto di sbagliato e soprattutto antitetico a quei principi cui si vanta di riferirsi.

IL Presidente Sergio Mattarella

Ma la pratica più disgustosa di questo conclamato “sistema progressista” è il continuo ricorso al colluso apparato giudiziario per inficiare i risultati del voto. Il caso Palamara ne è un incontestabile esempio che chiama in causa i più alti vertici dello Stato, a partire dal presidente emerito, Giorgio Napoletano, che gli integerrimi progressisti si guardano bene dal toccare. Se l’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avesse davvero a cuore, come proclama, i principi della legalità e del diritto, avrebbe da tempo convocato l’intero Consiglio Superiore della Magistratura, chiedendo le dimissioni in massa di tutti i suoi membri, ma presupporre una simile iniziativa da parte della monolitica e massima carica dello Stato, significa addentrarsi in piena fantapolitica. E allora l’Italia continuerà a guazzare nella melma fino a quando non troverà lo stimolo e la forza per ribellarsi al sapiente canto delle sirene in cui si trova da troppo tempo abbozzolata.

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