Politica

Il 2020 se n’è andato. Il 2021 porta davvero speranze di ripresa?

La devastazione della seconda ondata

Ecco le considerazioni di Daniele Gismondi, coordinatore di Autonomi e Partite Iva: “Il 2020 è finito, e tutti siamo contenti di aver detto addio a quest’annata veramente tremenda cominciata con un’Australia in fiamme, poi con l’esplosione della pandemia Covid-19 e infine, con un bilancio di un milione e 400mila persone che il virus si è portato via in tutto il mondo. Il 2020 non sarà ricordato con piacere. Oltre alla salute c’è stato il calo della produzione dovuto alla diminuzione dei consumi e molte aziende ora si trovano con il rischio di chiusura totale o parziale. No. Il 2020 non ci mancherà e non rimpiangeremo i lockdown, le chiusure, le fake news, la cassa integrazione, le terapie intensive, il lievito e la farina, i decessi, i suicidi, i fallimenti, le depressioni. Dopo una fase iniziale, tra la paura del virus, del contagio e con il desiderio di poter tornare presto alle vecchie abitudini. Della prima ondata ricorderemo i canti e le scritte sui balconi “tutto andrà bene”.

Purtroppo così non è stato. L’arrivo della seconda ondata ci ha trasmesso un senso d’incertezza, di perdita di controllo, d’incapacità a gestire qualcosa più forte di noi. La mancanza di prospettiva su un futuro che potrebbe prevedere nuove ondate e nuovi lockdown. Nel corso degli ultimi mesi i consulenti del lavoro avevano avvertito che saranno i lavoratori autonomi a pagare il prezzo più alto di questa crisi e così è stato. A causa del Covid è iniziata una crisi senza fine per le partite iva. Una su tre ha perso oltre la metà del reddito con i lockdown. La crisi economica da Covid-19 non è una “parentesi”. Abbiamo perso la libertà e creato in noi un sentimento di rabbia che spesso offusca la mente. Il pensiero va a chi più non c’è più e a chi ha perso amici e parenti. Ci siamo adattati ad agire in modo diverso, imparato a utilizzare i “social”, ma i problemi nascono quando ciò che si fa in rete prende il sopravvento su tutto il resto, quando lo schermo del computer o dello smartphone assorbe totalmente il nostro tempo facendoci perdere il contatto con la realtà.

Si raggiungerà l’immunità di gregge?

Cosa ricorderemo dal 2020? Problemi economici, delusioni, sconforto, scoraggiamento. Pochissimi di noi, prima d’ora avevano sentito parlare di “reclusione” e “allontanamento sociale”, mentre oggi queste parole fanno parte del lessico quotidiano e le conseguenze della pandemia COVID-19 sono onnipresenti nella nostra esistenza. Il “COVID-19 ha creato una crisi globale come nessun’altra. Una crisi economica, con i “nuovi poveri” fra gli autonomi e le partite iva (e non solo), con una crisi sanitaria globale che, oltre ad aver preteso un tributo umano estremamente pesante, è all’origine della peggiore recessione globale dalla Seconda Guerra Mondiale. Abbiamo grandi speranze per l’anno che verrà. Per il 2021 di certo non mancano le aspettative. Prima di tutto quella sulla campagna di vaccinazione che ha come obiettivo di raggiungere al più presto l’immunità di gregge.  

La campagna è partita il 27 dicembre e dopo una fase iniziale, che dovrebbe essere limitata per il numero di dosi consegnate, auspichiamo che si svilupperà in un continuo crescendo, per offrire la vaccinazione gratuita a tutta la popolazione, anche secondo un ordine di priorità che tenga conto del rischio di contagio, delle persone più vulnerabili, dei tipi di vaccino e della loro disponibilità. Al momento non pare essere intenzione del Governo disporre l’obbligatorietà della vaccinazione, immaginiamo però che dipenderà anche dal tasso di adesione da valutarsi nel corso della campagna, ma a conti fatti è come se il vaccino fosse già obbligatorio. Ad esempio; sarà rilasciato un certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione e che ci permetterà di viaggiare. Infatti, molte istituzioni internazionali quali la Commissione Europea e l’OMS, stanno valutando la proposta di un attestato internazionale digitale.  

Resta da chiarire se per accedere agli uffici pubblici avremo bisogno di quest’attestazione, così come per svolgere alcuni lavori a contatto diretto con il pubblico. Comunque la si pensi, al momento la vaccinazione appare come l’unica soluzione per combattere la paralisi delle attività economiche dovuta alla pandemia che ha colpito duramente imprese e posti di lavoro provocando una contrazione dell’economia mondiale e del reddito pro capite, che ha spinto e spingerà milioni di persone nella povertà. Le famiglie dovranno accettare compromessi e sacrifici per limitare il rischio di danneggiare la salute e l’istruzione di un’intera generazione. Più di 160 paesi hanno chiuso gli istituti scolastici, coinvolgendo almeno 1,5 miliardi di bambini e giovani di tutto il mondo. È possibile che gli effetti della pandemia sull’istruzione si faranno sentire per decenni, perché oltre al peggioramento dei risultati scolastici a breve termine, sono in gioco le prospettive economiche a lungo termine per un’intera generazione di giovani. Allora addio 2020! L’augurio e che insieme a quest’anno sventurato, termini anche una maledetta pandemia che ha colpito non solo la salute, ma anche settori economici, finanziari, sociali, culturali e ambientali, in ogni angolo del mondo, limitando le libertà individuali e condizionando con estrema brutalità le nostre vite.

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