Politica

Gli orrori dell’Olocausto e il coraggio di chi vi si oppose

I massacri della storia

Ieri, 27 gennaio, l’Italia ha celebrato il “Giorno del Ricordo”, affinché l’atroce sterminio degli ebrei nei campi di concentramento nazisti, non sia dimenticato. Tra un paio di settimane, il prossimo 10 febbraio, sarà la volta del “Giorno della Memoria”, che pagherà il meritato tributo a tutte le altre vite falcidiate dalla ferocia umana; il genocidio armeno, quello stalinista, quello delle Foibe, quello di colonnelli argentini, quello cileno, cinese, giapponese, cambogiano, quello dei nativi americani, quello ruandese… e tutti gli altri massacri etnici, molti dei quali sono tuttora in corso e non accennano a estinguersi.
L’Olocausto, ancora tenacemente negato da molti ambienti islamici, è forse quello che provoca più raccapriccio, non perché detenga la leadership per numero di vittime, giacché i massacri stalinisti, cinesi e giapponesi, l’hanno di gran lunga superato, ma perché ha avuto luogo in un civilissimo Paese europeo.

La Germania è, infatti, una culla di arte, cultura e umanesimo. Poeti, filosofi, scrittori, musicisti, hanno caratterizzato secoli della sua storia e mai avrebbero fatto ipotizzare che questi meritati valori, potessero sfociare nelle atrocità commesse dal Terzo Reich. Se però l’orrore di questi accadimenti – cui anche l’Italia fascista, si è purtroppo accodata con l’applicazione delle leggi razziali – feriscono l’anima della comunità umana, è anche doveroso far emergere, tutte le nobili iniziative di chi, a questi orrori ha cercato di porre rimedio e di sottrarsi, mettendo a rischio la propria vita. Di fronte al colpevole silenzio della Chiesa, sotto il papato di Pio XII, almeno due cittadini tedeschi meritano il rispetto del mondo poiché, pur se catalogati tra i “nemici”, si affrancarono dagli orrori che il loro Paese stava mettendo in atto: uno è Oskar Shindler e l’altro, un eroico soldato della Wehrmacht, rimasto anonimo.

L’eroismo dei “Giusti”

Pio XII e il silenzio del Vaticano sulla deportazione degli ebrei italiani

Oskar Shindler, era un imprenditore tedesco che forniva attrezzature belliche al governo germanico, posizione che lo portò a frequenti contatti con le SS, attraverso i quali poté testimoniare l’indegno trattamento riservato agli ebrei. La cosa lo sconvolse al punto da imporgli di fare qualcosa per salvare quante più vite possibile e sfidando la morte per tradimento, riuscì a sottrarre ai campi di sterminio oltre mille persone, spacciandole come operai presso le proprie fabbriche di produzione.
L’altro tedesco rimasto anonimo, era un componente del plotone di esecuzione nella strage di Marzabotto. All’ordine di fare fuoco, si rifiutò e fu immediatamente messo al muro insieme alle vittime subendone la stessa sorte. Un vero eroe che meritava di essere ricordato come tale, invece di spegnersi nell’anonimato, mentre a Shindler è stata riservata una lapide nel cimitero cattolico di Gerusalemme e la sua vicenda ha ispirato il famoso film The Shindler’s List.

L’imprenditore tedesco Oskar Shindler

Sono comunque molti coloro che, mettendo a rischio la propria vita, si adoperarono per salvare gli ebrei dai campi di sterminio. Per restare in ambito italiano, merita di essere citato il capitano dei Carabinieri Massimo Tosti che, coadiuvato dall’allora giovane recluta, Carlo Alberto dalla Chiesa, riuscì a sottrare alla morte oltre 4.000 ebrei, sfidando le leggi razziali promulgate dal regime fascista. Proprio in questi giorni, il “Corriere del Veneto”, ha rivelato l’identità di altri uomini, definiti “Giusti”, che si sottrassero al rastrellamento degli ebrei da inviare in Germania. Tra questi, il brigadiere campano, Felice Sena, distaccato presso la Questura di Verona che, quando incaricato di rintracciare un ebreo da deportare, concludeva invariabilmente il suo rapporto con la scritta: “Le ricerche hanno dato esito negativo”.

Lo stesso modus operandi, fu anche adottato dai Commissari vicentini Guido Masiero e Antonio Gagliani, pronti in ogni circostanza a imbrogliare le carte pur di evitare le deportazioni di ebrei. Tuttavia, per quanti nomi di “Giusti” potremmo citare in questo articolo, non riusciremmo mai a darne una rappresentazione completa in quanto, tra medici, sacerdoti, militari, funzionari dello Stato e semplici cittadini, si è nell’ambito di migliaia di persone che sfidarono le disposizioni fasciste e in molti casi, ne pagarono le conseguenze con l’arresto e anche con la vita. Tutto questo riferendoci solo dell’Italia, mentre l’umana solidarietà, si esprimeva anche in molte altre nazioni europee.
Purtroppo questi lodevoli sforzi, non furono sufficienti a impedire l’indegno massacro che la celebrazione di questi giorni ricorda al mondo, ma accendono, tuttavia, una pur pallida speranza che nel genere umano sopravviva quel senso di pietà che dovrebbe, invece, caratterizzarne il percorso terreno.

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