Politica

Femminista è colei che propugna la perfetta parità di diritti tra uomo e donna

La femminista talebana

Dopo sterilissime, interminabili e inconcludenti dissertazioni post 8 marzo con “personagge” deliranti, mi sono convinta che accanto a chi, come me, crede e anela alla parità fra uomini e donne, ci sono le femministe talebane, quelle tutta rabbia e niente cervello, loro donne vere contrapposte a noi donne finte, quelle che “all’uomo non puoi dire cerca di capire, l’uomo o cerca o capisce”; quelle, insomma, che credono nella superiorità insindacabile della donna, quelle che prendono atto della sproporzione fra cellula uovo e spermatozoo e la vogliono applicare anche agli esseri umani, quelle dunque che l’uomo non è altro che un piccolo ammasso di materiale genetico e una lunghissima interminabile coda che gli permette di fare l’unica cosa di cui è capace: scodinzolare.

La femminista talebana vuole essere celebrata tutto l’anno. La femminista talebana non si è accorta che ai vertici nel mondo ci sono tante donne. La femminista talebana è cieca e negazionista. La femminista talebana è convinta che fra tutte le violenze del mondo, la priorità sia combattere quella sulle donne. Barzelletta: un uomo vecchissimo vittima di sevizie in casa e all’ospizio, si rivolge allo sportello di ascolto per la violenza sulle donne, l’impiegata gli dice: “Si rivolga altrove”, e lui: “Ma non c’è uno sportello di ascolto per la violenza su uomini vecchissimi!” e lei: “Peggio per te, potevi nascere donna!”. Ecco, questa era la barzelletta. Sì, lo so che non fa ridere.

La “femminista e basta”

Roma, manifestazioni femministe dell’8 marzo

La violenza su neonati, su minori, su anziani, su omosessuali, su senzatetto, su Stefano Cucchi, su qualsivoglia altra persona, non è ora la priorità. Notare che spesso gli appartenenti ad alcune di queste categorie sono persone che non hanno voce (anziani, bambini ecc.) laddove le donne almeno una voce ce l’hanno. La femminista talebana si riunisce con le sue simili e grida tutta la sua rabbia. E la sua voglia di autodeterminazione. Invece di, semplicemente, autodeterminarsi, senza sollevare tanto polverone, visto che oggi la donna ha il pieno potenziale di autodeterminarsi. La femminista talebana lotta per raggiungere la condizione ideale, quella di un mondo di sole donne, più un fuco per la perpetuazione della specie, che avverrà ovviamente attraverso l’inseminazione artificiale, perché i contatti fisici non sono graditi.

La femminista talebana è quella che al marito o compagno o fidanzato (se ce l’ha) non gliela dà manco se quello è arrivato al punto di avere gli occhi di fuori in preda alle convulsioni. La femminista talebana è quella che quando il marito o compagno o fidanzato alla fine, dopo secolare astinenza, non per viscidità ma per istinto di sopravvivenza va da un’altra, allora lui è bastardo, come volevano dimostrare. La femminista talebana è quella che “non una di meno”. Ma noi speriamo soprattutto “NON UNA DI PIU’”.
Poi c’è la “femminista e basta”, quella che crede nell’equilibrio e lo raggiunge facilmente visto che ormai ci sono tutti i presupposti per farlo. La “femminista e basta” è quella che procede mano nella mano con l’uomo, all’insegna di rispetto e amore reciproci. La “femminista e basta” è quella che tutti i giorni lei celebra lui e lui celebra lei… beh, magari mo’ non s’allargamo troppo…

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