Politica

Eccellenza tutta italiana – 1 kg di fagiolini a € 75.800,00

“ECCELLENZA TUTTA ITALIANA”

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In Sudan l’AICS produce 1 kg di fagiolini al prezzo di € 75.800,00

 

 “Al primo impatto sembrerebbe uno scherzo, ma non lo è.”
Il programma di Poverty Alleviation gestito in Sudan dalla sede AICS, l’Agenzia della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri, rappresenta quel cambiamento auspicato con la legge 49 del 1987 sulla Cooperazione Internazionale, aggressivamente tentato di realizzare ai tempi del Vice Ministro Patrizia Sentinelli di Rifondazione Comunista nel 2006, durante il Governo Prodi Bis (vedi editoriale n. 6) e finalmente realizzato grazie alla legge 125 del 2014, operativa dal Gennaio 2016, che include notevoli innovazioni, prima fra tutte una maggiore capacità di spesa e di autonomia di gestione.
La realizzazione dell’Agenzia, le cui commoventi finalità descritte nella Home Page www.aics.gov.it, dovrebbero essere indirizzate a realizzare quel grande disegno di “pace, solidarietà, amore e blablabla” ha finalmente trovato la sua dimensione nella creazione di questo grande strumento, più simile ad un Club riservato agli “amici degli amici”, di fatto creando un doppione, con gestione autonoma dei fondi, della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, con la quale però ancora interagisce ma senza più subire i controlli di quest’ultima. Ad essere onesti l’innovazione ha previsto che proprio per evitare doppioni 6 settori siano stati eliminati dalla DGCS, ma per il resto di doppioni si tratta.
L’altra differenza è che mentre quest’ultima, la DGCS, ha sede all’interno della Farnesina, l’Aics ha sede ad un centinaio di metri dalla famosa scultura del Globo di Arnaldo Pomodoro, simbolo del Ministero degli Esteri, in quella sede oscura riservata ai soli addetti ai lavori di Via Contarini, molto simile ad un cantiere abbandonato, nascosto tra le piante del viale alberato che conduce al Ministero.
L’AICS di fatto si inserisce in maniera autonoma e determinante in quella Riforma del Terzo Settore di cui parleremo prossimamente, con lo scopo, molto lungimirante di ripercorrere le stesse gesta di tutte le altre Agenzie dei Governi che contano: GTZ ora GIZ del Governo tedesco, DFID del Governo inglese, USAID del Governo americano, JICA del Governo giapponese. Perdonatemi se considero questa comparazione per lo meno dissacrante. E un pò come paragonare la Nutella con qualcos’altro, se non altro per lo stile di gestione, per la trasparenza, per l’importanza dei progetti finanziati, per gli obiettivi, per i controlli, ma soprattutto per i risultati.
L’AICS, a parte l’aver sostituito il nome alla vecchia Cooperazione Italiana, ha mantenuto lo stesso logo, quella manina che ha una duplice interpretazione: “E’ la manina che dà o quella che prende?”. E andando a leggere il contenuto del sito web non si può fare a meno di notare che:
 1) – la sede è rimasta invariata, quella di Via Contarini, vecchia sede della Cooperazione italiana; e fin qui niente di anomalo, è un pò come Equitalia che ha mantenuto tutto come prima, personale incluso, spendendo solo milioni per cambiare logo e insegne;
   2) – e siccome nel 2016 il governo era condotto da Renzi & Co, ecco che appare una sede dell’AICS anche a Firenze, sostituendo “l’Istituto Agronomico per l’Oltremare”, collocando nel Granducato renziano, la sede dell’Ufficio VI “competente in materia di sviluppo rurale e sicurezza alimentare”. Chi ha voglia di andare a fare delle ricerche dello storico Istituto e di quello che ha fatto fin dalla sua fondazione, nel 1904, troverà sufficienti informazioni in poche righe visibili su Wikipedia.
Lungi dal pensare che nella decisione di dislocare una sede a Firenze, Renzi non ci abbia messo lo zampino, come lungi dal pensare che il personale dello storico ente, forse stanco di spolverare le scrivanie come Istituto per lo meno iniziasse a spolverarle come AICS.
Un’altra informazione, piuttosto emblematica, è che nella Home page di AICS, nel “Profilo e obiettivi” si parla di 18 sedi di monitoraggio, che poi diventano 20 sedi operative, citate al link “Struttura” e che per tutte le sedi le competenze si rivolgono in totale a 61 paesi di cui solo 22 prioritari. E’ un bel rebus degno de “La settimana enigmistica”, che però non esime i cittadini italiani dall’esultare di gioia nell’essere a conoscenza che l’Italia si occupa di salvare solo 61 paesi; il dramma sarebbe stato se si fosse occupata di tutti i 193 paesi aderenti all’ONU.
Se poi consideriamo che il debito pubblico di un paese membro del G8 come l’Italia non è poi così drammatico, 2,3 miliardi di euro sono quisquilie, il rischio è che se l’esclusivo Club degli amici degli amici espandesse la propria generosità anche agli altri paesi, il pozzo di San Patrizio da cui attingere i fondi ripercorrerebbe le gesta di Viaggio al Centro della Terra.
Un’altra delle grandi lacune di tutti gli enti pubblici italiani rimane però la trasparenza, ancora più trasparente del portafogli di molti italiani, di quelli, per intenderci, che sono così trasparenti che ci si vede attraverso. Proviamo a capire le spettanze del personale. Solo di alcuni, ma gli altri? Proviamo a cercare tra i consulenti il nome dello storico consulente “Gianpietro Testolin” che dal 1991 lavora per la Cooperazione prima e AICS dopo, con competenze pari a zero, ma abile nello spalmare lisciva saponosa dalla bellezza di 27 anni, senza aver mai partecipato ad un bando di selezione e con continuità di incarichi che Alfano avrebbe dovuto imparare da lui per ottenere altri ministeri nei prossimi 15 governi, che onestamente se sono stati ricoperti da Alfano potevano anche essere ricoperti dal Testolin.
Così sfrugugliando nel sito AICS appare un link con le decisioni, pardon, “delibere”, del Comitato Congiunto che approva tutte le decisioni prese dall’Agenzia e non solo in materia di finanziamenti, ma anche di linee guida, manuali, istruzioni e i soliti blablabla burocratici che sono solo una proforma che regolarmente vengono ignorati, tipo quello citato all’editoriale 1, “Le linee guida, per la disabilità  e l’inclusione sociale negli interventi di cooperazione” che è costata una denuncia alla Procura della Repubblica al Drettore della sede AICS in Sudan.
E tra le delibere di finanziamenti appare la differenziazione di “Proposte della Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo” e “Proposte dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo”.
Dunque vediamo come funziona la distribuzione delle caramelle. I Comitati direzionali approvano le proposte e deliberano tsecondo i principi della legge 125/2014 firmata da Napolitano, Renzi, Padoan, Alfano & Co., notoriamente grandi esperti di cooperazione internazionale, e risulta che da un lato la DGCS propone i finanziamenti più fantasiosi a sostegno delle Agenzie UN, di Governi ed enti vari, e l’AICS propone finanziamenti diretti alle sedi estere, alle ONG che da oggi in poi restano ONG in tutto il mondo mentre in Italia diventano OSC, Organizzazioni della Società Civile, oltre ad altre Agenzie UN, senza neanche escludere di finanziare gli stessi progetti già finanziati alla DGCS; inoltre l’AICS pubblica i bandi di selezione personale che spesso, sempre per rispetto dei principi di trasparenza, non riporta ne i nomi dei vincitori e neanche buona parte dei bandi annullati; indice quindi gare rivolte anche ad aziende e imprese, cooperative e a tutte le nuove figure previste dalla nuova legge, indipententemente che siano amici degli amici o no, rendendo in parte vani gli anni di studio di migliaia di giovani che pur in possesso di costosissimi master oggi si trovano surclassati dalle cooperative di amici degli amici o di imprese e aziende anch’esse membri del Club, con eperienza in cooperazione al pari delle competenze in astrofisica di Scilipoti.
In tutto questo ambaradan sconosciuto alla maggior parte dei contribuenti, sfugge il dato  sconcertante che un paese in profondo deficit, come lo è l’Italia, solo perchè in passato sono stati stretti accordi internazionali obbligatori, debba ricorrere a prestiti, pagando interessi su interessi, per finanziare iniziative che non porteranno utili e neanche occupazione, ma contribuiranno solo ad aumentare il debito.
Trump, che con gli Stati Uniti finanziava il 28% del bilancio delle UN, con il suo Ambasciatore Nikki Haley alla riunione del 22 Dicembre 2017 nel palazzo di vetro, ha dichiarato che: “Noi non permetteremo più che la generosità del popolo americano sia usata a vantaggio dell’inefficienza e dello sperpero” annunciando di fatto che avrebbero ridotto i finanziamenti alle UN senza tuttavia quantificarli.
La frase in grassetto e sottolineata non è casuale: le Agenzie ONU sono un tritacarne di denaro, o più semplicemente un tritadenaro; basti pensare che fino a qualche anno fa le Agenzie erano 15 oggi sono diventate 66, con alcune agenzie davvero innovative e soprattutto dalle sigle fantasiose:
UPU – Unione postale universale,
UNCSW – Commissione per lo stato della donna
C.O.P.U.O.S. – Commissione delle Nazioni Unite sull’uso pacifico dello spazio extra-atmosferico
U.N.O.O.S.A. – Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico
oltre a vari e svariati doppioni, addirittura 3-4 agenzie dedicate alle donne, FAO e IFAD che si occupano soprattutto di sfamare la fame delle famiglie di chi ci lavora; famoso lo scandalo IFAD con il Direttore che affittava una villa da 300.000 € all’anno a Roma, circondato da una marea di personale e con garage pieno di auto di rappresentanza. Ma basta scandagliare il web per constatare che gli scandali nelle varie agenzie ONU sono all’ordine del giorno e tuttavia bisogna obbligatoriamente foraggiarle secondo parametri internazionali che solo loro sono in grado di calcolare e senza conteggiare le donazioni dei governi “extra obbligatorietà”, dei donatori privati, e dei vari allocchi che popolano il mondo umanitario.
Ora, se un paese che cola grasso come gli Stati Uniti, fa una tale affermazione nonostante i 57.000 miliardi di debiti, è chiaro che l’Italia al confronto con solo 2.300 miliardi di debiti non si capisca perchè debba rispettare i parametri imposti dall’EU; e così infatti accade che il distributore di caramelle continui imperterrita la distribuzione senza controlli, i bilanci aumentino in maniera esponenziale, finanziando anche progetti infimi, insignificanti, ridicoli, irriguardosi, irrispettosi e irridenti nei confronti degli italiani indigenti.
Ma dov’erano i partiti quando hanno approvato il DEF del 2018? Ma anche quelli del 2017, 2016, continuando a ritroso negli anni fino a quando la cooperazione non era ancora un business ma un vero strumento per aiutare le genti dei paesi poveri.
E’ chiaro che entrare nei dettagli durante la stilatura del bilancio di previsione dello Stato sia impossibile, ma se la previsione viene effettuata sulla base di un consuntivo dell’anno precedente, significa che la responsabilità ce l’hanno tutti: sinistra, destra, avanti, indietro, sopra e sotto, per lo meno per non capire un tubo di quello che essi stessi approvano.
E da contribuente, quale personalmente non sono, mi chiedo come sia possibile che la popolazione italiana possa ignorare che da decenni ormai c’è gente che spende il loro denaro derivante da attività imprenditoriali o da lavoro dipendente per giocare con la vita degli altri.
E mentre il denaro donato alle Agenzie UN e Governi non verrà mai rendicontato, un’altra parte è destinata ad iniziative delle vecchie ONG, che per lo meno dovrebbero creare occupazione, ma senza una logica precisa, senza una strategia, senza rispetto degli stessi principi che la stessa AICS si è posta come obiettivi. E seppure una grande attenzione andrebbe rivolta anche alla trasparenza delle ONG è difficile digerire la trasparenza adottata dalla gestione personalizzata della sede AICS in Sudan, il cui titolare risulta quel tale Dottor Vincenzo Racalbuto, il cui aspetto un pò tetro ricorda neanche tanto vagamente uno dei protagonisti del fumetto “Alan Ford”, a cui è stata affidata la sede di Khartoum; un personaggio che a giudicare dalla maniera di gestire la sede di un ente pubblico rappresentativo in un paese che non ha affatto bisogno degli aiuti dell’italia, che galleggia sul petrolio e produce gomma arabica che esporta in tutto il mondo, e di cui gli stessi sceicchi probabilmente ignorano che ci siano delle pulci  provenienti dall’Italia a pretendere di insegnare a gestire un paese grande 6 volte l’italia e più indicate a gestire un banco di frutta e verdura al mercato di Porta Palazzo a Torino.
Chiariamo un concetto, personalmente sono convinto che la Dott.ssa Frigenti si sia dimessa per pura casualità dopo l’invio da parte del sottoscritto di una lettera aperta che denunciava fatti e misfatti del Racalbuto, e molto meno casuale il giorno dopo la scoppola di Renzi alle elezioni del 4 Marzo scorso, ma molto più probabilmente le sue dimissioni sono una conseguenza dell’aver finalmente capito di essere a capo di un ente incontrollabile, gestito da funzionari della storica gestione catto-comunista, che non avrebbero permesso a nessuno di arrivare a scombinare gli equilibri creati in anni e anni di studi per impostare l’Agenzia secondo parametri chiari e inossidabili, soprattutto per garantire agli ideatori una continuità a vita. Intanto invece di dimettersi avrebbe dovuto togliersi la soddisfazione di prendere a calci qualcuno, tanto bruciata per bruciata per lo meno, ma soprattutto come Direttore di un ente così prestigioso aveva l’obbligo di difendere i principi per cui la stessa Agenzia era stata concepita, con uno spirito diverso, innovativo e trasparente che naturalmente si tratta solo di eufemismi.
Aprendo una parentesi, credo che si stia esagerando nel femminilizzare ruoli storicamente neutri, anche grammaticalmente, in nome di una falsa e ipocrità parità di gender. Per chi scrive il Sindaco rimane il Sindaco, così come il Ministro, il Direttore e via discorrendo, pertanto abbandando la modernizzazione forzata dei ruoli al femminile bisognerebbe anche ritornare al vecchio sano MAE, il Ministero degli Affari Esteri, eliminando il prefisso CI di MAECI, di Cooperazione Internazionale per intenderci, perchè intanto non può essere considerato un settore di vitale importanza per l’Italia, ma soprattutto perchè SE NON SIAMO CAPACI A GESTIRE L’ITALIA PRETENDIAMO DI ANDARE AD INSEGNARE AGLI ALTRI PAESI COSA?
 L’inefficienza? La corruzione? Il nepotismo?
Siamo seri!!! L’Italia è nel baratro, non solo ad un passo, ci siamo già dentro fino al collo.  Invece di regalare 10 milioni alla banca Mondiale, e milioni di qua e di la alle altre agenzie, perchè non finanziare tanti piccoli progetti da assegnare alle ONG serie, e quest’altro è un’altro argomento delicato, con l’impegno di assumere personale italiano, altro argomento ancora più delicato, e soprattutto facendo bene quel poco che si può fare, invece di fare grandi proclami che puntualmente finiscono in un flop.
Il Dottor Racalbuto dopo aver annullato il bando per non assumere il sottoscritto, ne ha pubblicati altri, uno in particolare per assumere la sua fidanzata, presunta esperta di comunicazioni, creandole un bando ad hoc e portandosela da Gerusalemme dov’era impiegata alle sue dipendenze. E il risultato è che all’esperta di comunicazioni non venga concesso di gestire la trasparenza dello stesso sito AICS Sudan.FAGIOLINI
Ma dal sito Facebook dell’AICS Sudan  sono promosse tutte le gesta di questa sede, con quelle patetiche foto di gruppo a raccontare come si stia cambiando il mondo, pur senza pubblicare quanti sono i progetti in corso, affidati a chi, di quali importi, il personale impiegato e la loro retribuzione, nonchè il contenuto dei progetti con gli obiettivi.
Di storie ce ne sono a iosa, e nei prossimi racconti prometto di allietare coloro che seguono le mie pubblicazioni c con qualcosa di più piccante; per adesso mi limito a citare le grandi gesta del Dottor Racalbuto in un
progetto di Poverty Alleviation finanziato con € 3.032 milioni per produrre 40 Kg di fagiolini che nessuno mangia in Sudan e che infatti sono stati venduti e un corso di cucina per cucinarli, che più che un eccellenza italiana, lasciamo che siano i contribuenti che hanno finanziato la produzione dei fagiolini d’oro, a trovare l’esatta definizione. Poi chissà che un giorno non arrivi Cantone e la Procura, che probabilmente ignorando una denuncia circostanziata aspettano che scadano i termini per la prescrizione, e che invece di attendere la prescrizione decidessero che è ora di smetterla con gli abusi di chi gestisce la cosa pubblica come se fosse un bene proprio e che finalmente incominciassero a mostrare esempi di come trattare quello che in gergo medico viene definito “Malpractice”.
Se proprio a partire dalla Magistratura fossero applicati quei principi del rispetto dei diritti umani emanato dalle convenzioni ONU e EU e non rispettato proprio da chi per primo dovrebbe, forse riusciremmo finalmente a vedere il nostro paese cambiare lentamente, in meglio, che tanto peggio di così…
Scuola_di_fagiolini
Nel prossimo racconto saranno illustrate le modalità di gestione delle selezioni di personale dell’AICS oggi e della Cooperazione Italiana ieri, una specie di manuale di come fare le cose irregolari facendole apparire regolari, di cui ritengo io stesso di esserne diventato uno specialista, dopo aver studiato a fondo come costoro si dilettano a redarre i bandi.
Il prossimo Governo se vuole qualcosa da fare ce l’avrà, auguriamoci solo che sia fatto bene e che non si tratti delle solite prese in giro, perchè che sia Giggino o qualcuno altro il rischio è che tutti coloro che giungano con le buone intenzioni di cambiare qualcosa restino invischiati in un ingranaggio oliato che dura da decenni e che li triturerà come un ciuffo di prezzemolo per farne tanti bei risotti alla pescatora.

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