Inchieste

Lezioni di truffe per turisti buonisti

LEZIONI DI TRUFFA PER TURISTI BUONISTI

Il web è uno strumento ormai diventato essenziale nella quotidianità di ognuno, e sovente tra le tante notizie, vere e false, può capitare di trovarsi di fronte a qualcosa di inaspettato che giustifica il tanto tempo trascorso in ricerche.

Il caso di Malindi, in Kenya, con il rapimento di Silvia Romano, ancora alle attenzioni degli inquirenti, ha permesso di smascherare una coppia di truffatori seriali, ha interrotto un traffico di medicinali scaduti, che qualcuno purtroppo continua a non comprendere che si tratta di reati veri e propri, perseguibili dalla giustizia internazionale, e grazie ad Africa Milele e alla poca accortezza usata verso i propri collaboratori, è stato scoperchiato non un vaso di Pandora ma tanti vasi, uno per ogni settore della vita di una delle mete per eccellenza del turismo italiano in Kenya.

Il vaso di Pandora delle truffe ai danni di ignari turisti è uno tra i tanti.

E così tra le ricerche su youtube ecco apparire un video di qualche anno fa con un numero esiguo di visualizzazioni, 421, con un solo like e zero commenti. Eppure si tratta di un video significativo, che migliaia di persone hanno vissuto in prima persona e sulla propria pelle, ma che per ragioni di tempo e di denaro ha sempre indotto tutti a tralasciare iniziative giudiziarie che avrebbero comportato un dispendio di denaro non previsto con il rischio di un prolungamento forzato delle vacanze.

Seguire gli sviluppi di una eventuale denuncia per frode, con un finale già scritto, grazie alla corruzione della polizia keniota, è da tutti considerato tempo perso, e così grazie a questo comportamento, non affatto omertoso ma solo opportuno, centinaia di turisti sono stati truffati dai proprietari del Karen Blixen Bar, Pizzeria, Ristorante, Tour Operator, Real Estate e chissà cos’altro di Mariangela Beltrami e Roberto Ciavolella, notoriamente imputati in una truffa di 6 milioni di € in Italia e 2,3 milioni di frode fiscale.

Di questi due soggetti parleremo ancora e a lungo perchè la lista dei reati e le denunce in Italia e in Kenya sono comparabili ad uno scontrino di acquisti di una famiglia di 8 persone, al sabato in un supermercato qualsiasi.

Ma la coppia Bonnie & Clide al secolo Ciavolella-Beltrami non sono purtroppo i soli truffatori patentati di Malindi; molti altri, prima, durante e dopo, spesso con un profilo molto più basso, poco più che “ladri di galline”, spesso in combutta con “compari” locali e ancora più spesso con la collaborazione della stessa polizia, si sono inventati i più creativi sistemi per frodare chiunque capiti tra le loro grinfie.

Il video a seguire ne è un esempio pratico di come arrivando al cuore si arrivi facilmente anche al portafogli. Juan Odierno, colui che ha pubblicato il video, commenta:

“E’ stato bello ed emozionante, ma abbiamo scoperto che la nostra guida nonché tutti i membri adulti di questa struttura sono dei truffatori, bugiardi e sfruttatori di minorenni. Hanno fatto passare dei semplici alunni, di asilo ed elementari, per orfani. Hanno chiesto dei soldi che si sono messi nelle loro tasche. Pensate che siamo tornati un sabato e quando non abbiamo rivisto gli stessi bambini ci è venuto spontaneo domandare dove fossero. Ci hanno risposto che il sabato non tutti vengono. Ma come se è un orfanotrofio il sabato gli orfani hanno la libera uscita? Non dovrebbero esserci tutti i giorni?
Non fidatevi di nessuno e informatevi dall’Italia quali sono le vere strutture che hanno bisogno. Auguro al Direttore “panzone” di questa scuola, che con i soldi che gli ho lasciato, di mettersi una mano sulla panza e una sulla coscienza.”

Questo è senza dubbio uno dei casi più fortunati, perchè non è specificato di che somme si tratti, ma non di sicuro cifre a tanti zero, forse qualche centinaio di euro o al massimo pochissime migliaia. In tutti i casi è sintomatico che c’è gente che vive solo di questo e che intorno al buonismo sia stato costruito un business inimmaginabile avvalorato anche dagli eventi che ormai da anni si discute in Italia al proposito di immigrazione ed accoglienza, cavalli di battaglia di un buonismo che rasenta l’idiozia.

I due soggetti del filmato dovrebbero essere annotati e denunciati, ma nessuno sa chi siano, e per le ragioni di cui sopra, chissà quanti altri turisti ignari sono riusciti a frodare. E se qualcuno pensa che siano i soli, ebbene gli italiani sono bravi a fare scuola e gli africani imparano presto, soprattutto le cose peggiori.

Ed è così che anche Franco Nofori, di Africa Express, celebre firma del giornalismo oltre confine, e da 35 anni residente in Africa, ha voluto offrire il suo contributo raccontando di una sua esperienza personale, che segue in versione integrale.

 “Kikambala, una minuscola e graziosa località che si affaccia sulla costa nord del Kenya, tra Mtwapa e Kilifi. E’ talmente piccola che nello spiazzo comune, chiamato pomposamente “Shopping Centre”, ci sono solo tre negozi che assolvono agli essenziali bisogni della comunità locale, ma a Kikambala ci sono ben sette resort turistici di lusso e anche quattro organizzazioni umanitarie gestite da africani in supporto all’infanzia.
Una di queste, fondata da un certo Moses Mpete, è nota a tutti come un postribolo, nel quale, l’intraprendente “giriama” 
(tribù locale), ospita donnine allegre che assolvono alle esigenze dei maschietti locali, decurtando sensibili fette delle loro misere prebende mensili. Al seguito di queste donnine, c’è uno stuolo di bimbi, figli di padri ignoti, che vivono grazie alla professione materna.
Quando arriva la stagione turistica e gli hotel si riempiono, la casa di Moses Mtepe, subisce una straordinaria metamorfosi. Sulla facciata compare un cartellone con la scritta “Children Home in Christ”; le donnine allegre vestite in modo castigato e in atteggiamento pio, diventano istitutrici e i bimbi senza padri assumono il ruolo di orfani.
L’eclettico Moses percorre infaticabilmente il bagnasciuga, mostrando ai compassionevoli turisti europei, le foto della sua casa e dei poveri orfani che vi sono ospitati.
Così per tutta la stagione vacanziera, la casa di Moses diventa la meta di un commovente pellegrinaggio e le sue tasche si riempiono di valuta pregiata.
Poi, all’inizio della stagione monsonica, si sbaracca tutto e la casa di Moses ridiventa il postribolo per la gioia dei locali, costretti alla lunga astinenza.
Tre anziane signore svizzere, commosse alla vista dei bimbi, al rientro in patria hanno deciso di creare una onlus e raccogliere fondi in favore del postribolo che ogni anno, tornando in Kenya, versavano nelle pie mani di Moses. Questo è andato avanti per tre anni finché un giorno le ho trovate lungo la strada e ho offerto loro un passaggio verso l’Hotel. Piene di entusiasmo, mi hanno raccontato la loro missione ed io non ho potuto fare altro che svelare loro la verità. Visto che erano titubanti, ho proposto loro di tornare “all’Orfanotrofio”, al mattino molto presto, per verificare personalmente quanto avevo loro riferito.
Moses è ancora oggi un po’ risentito con me per aver disturbato il suo business, ma non poi troppo; di buoni e compassionevoli wazungu (bianchi) ne arrivano a frotte ogni anno e il postribolo/orfanatrofio, continua a prosperare.”

La testimonianza di Franco Nofori è significativa. Lui ha interrotto un business che ad eccezione di un breve periodo, tre stagioni, è poi continuato comunque, grazie proprio al turn over di turisti e alla instancabile sete di solidarietà dei tanti che pensano di sopire le loro colpe donando o facendo qualcosa per qualcuno, soprattutto bambini, senza accertarsi nè verificare che non ci sia qualcuno invece che giochi con entrambi, con turisti e bambini, per mantenersi ville con piscine e un tenore di vita oltre misura.

E mentre Franco Nofori apriva gli occhi alle svizzere, qualche anno dopo arriva Italietta Infetta che inizia con lo smascherare Mariangela Beltrami e Roberto Ciavolella, forse riuscendo a screditarli con la comunità di italiani, che, difficile da credere, non sapesse di chi si trattasse. Il traffico di farmaci scaduti, di falsi volontari, di voli con tariffe agevolate, di case di altri vendute 2-3 volte, di appartamenti affittati ad insaputa dei proprietari mentre si occupavano di dare qualche croccantino ai cani lasciati incustoditi, ai prestiti mai restituiti, e a tutto quello in cui la Bonnie Beltrami si prodigava mentre il Clide Ciavolella spendeva al casinò, forse è stato solo momentaneamente sospeso. Certamente con la stagione turistica che volge al termine sarà difficile trovare altra gente da truffare, ma il turista non dorma sonni tranquilli, che a Malindi i proseliti di Bonnie & Clide non mancano affatto, indipendentemente dalle stagioni, come non mancano affatto le onlus modello Africa Milele e quelle di Moses Mtepe, tutte ispirate indistintamente ai bambini.

Chissà se gli inquirenti nel contesto delle indagini sul rapimento della giovane volontaria non siano andati anche a verificare gli estratti conto bancari di Africa Milele, quantificando le tante donazioni, le entrate del 5 x mille, le quote dei volontari e i proventi delle valigie cariche di beni, sia all’andata che al ritorno, che di solidale hanno veramente poco soprattutto in mancanza della pubblicazione di bilanci e rendiconti.

Silvia sta sicuramente pagando per qualcosa di cui non ha colpa, ma se potesse parlare, il sospetto è che tutto il sistema delle onlus vere o false, della Malindi turistica che adotta latitanti e ricercati, o di chissà quale altro business si possa trattare, subirebbe un grosso contraccolpo.

E con questo articolo si inaugura l’altra saga su Malindi e sul business della falsa solidarietà, specialità esclusiva di Italietta Infetta. Una falsa solidarietà che prospera senza confini e che trova nella costa kenyota bagnata dalle acque di un oceano indiano non solo contenente acqua salata ma tanto altro meno nobile.

Cosa emergerà approfondendo l’argomento, lo scopriremo nei prossimi appuntamenti.

Max Tumolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *