Inchieste

Cercasi falsi volontari e corrieri

RIFLETTORI SU MALINDI

CERCASI FALSI VOLONTARI, E CORRIERI

IL CENTRO SPAZIALE LUIGI BROGLIO 

Un pò di storia che pochi conoscono! Malindi da anni è notoriamente una località turistica sulle coste del Kenya, invasa dagli italiani già dai tempi in cui fu creato, dal Generale dell’Aeronautica militare omonimo, il Centro Spaziale “Luigi Broglio” di proprietà dell’Università La Sapienza di Roma e gestito dall’Agenzia Spaziale Italiana.

Il Centro Spaziale, nato con il nome di “Progetto San Marco” occupa 2 siti, uno a pochi km da Malindi sulla costa, e l’altro su una piattaforma in mare utilizzata fino alla fine degli anni ’80 per il lancio di satelliti. Da 30 anni il Centro però non si occupa più di lanci ma solo del tracciamento e della raccolta dati di numerosi satelliti di proprietà della NASA, della ESA e dell’Agenzia Spaziale Cinese.

La comunità italiana a Malindi, in origine Melinde, nasce proprio grazie alla presenza dei numerosi italiani addetti del Centro spaziale, fin dal 1966, a cui si aggiunsero poco a poco anche mafiosi pronti ad investire denaro da riciclare, latitanti, e a seguire giunsero anche benestanti e pensionati, in buona parte fondatori di onlus vere e anche molte finte. Non è un caso fortuito ma sembra che a Malindi ci sia la più grande concentrazione di onlus italiane del mondo. D’altronde come potrebbe non essere così con la moltitudine di italiani che ci vivono; basta andare su Google Earth, cercare Malindi, alla Latitudine 3° 15′ 18.91″ Sud, Longitudine 40° 7′ 32,27″ est e constatare la quantità di ville con piscine che occupano le zone più interessanti della costa, tutte di proprietà di italiani, naturalmente.

Quanti siano gli italiani presenti in Kenya, e soprattutto a Malindi è però davvero difficile stabilirlo, tenendo conto che per avere dati ufficiali bisognerebbe che siano tutti iscritti all’AIRE, l’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero, che comporta una residenza in loco per un periodo non inferiore a 6 mesi. Ed infatti i molti che si recano per trascorrere i periodi freddi in Italia, non vi si iscrivono affatto, altri arrivano per periodi brevi e i turisti veri e propri trascorrono solo pochi giorni, principalmente in hotel e resort, e molti altri, come vedremo, in abitazioni private, mentre coloro che si iscrivono all’AIRE lo fanno principalmente perchè essendo le pensioni all’estero detassate, sono incassate al netto, anche se poi materialmente vivono in prevalenza in Italia. Un pò come la moda scoppiata da qualche tempo con molti pensionati che si spostano in Portogallo, che però è tutta un’altra storia.

Tuttavia dato che per costituire la “Comunità di Italiani all’Estero” era richiesto un numero minimo di 3.000 unità, è possibile che nella sola Malindi il numero di residenti oscilli tra le mille e duemila unità, mentre il resto si presume che sia per lo più dislocato nella capitale, Nairobi, e in altre località prevalentemente sulla costa.

Degli storici abitanti di Malindi & dintorni, doveroso citare Franco Nofori, di professione giornalista e scrittore, fondatore di un periodico a pubblicazione occasionale chiamato “Out of Italy”, nato, come citato sul sito dei Missionari della Consolata, come risposta all’insofferenza verso la presenza di mafiosi e investitori senza scrupoli.

Ma non è per questa ragione che a Franco Nofori sarà dedicata una parte di quest’articolo bensì ad un articolo di recente da lui pubblicato su Africa Express e dei contenuti di 3 articoli di Italietta Infetta pubblicati su Linkedin, Facebook e www.italiettainfetta.it e 3 video pubblicati su YouTube da Matteo De Micheli di Informal TV.

FRANCO NOFORI E AFRICA EXPRESS

Se Malindi è stata per decenni al centro di interessi turistici, dal 21 Novembre scorso è sotto i riflettori della comunità internazionale a causa del rapimento di Silvia Romano, una giovane 23enne di Milano, piena di vitalità e illusioni, ma con poca esperienza di Africa e di volontariato, tantomeno di Cooperazione Internazionale. Silvia infatti, dal suo profilo Facebook pare si sia laureata a Marzo 2018, abbia trascorso circa un mese in un orfanotrofio nei pressi di Malindi gestito da un certo Davide Ciarrapica e subito dopo è stata incaricata come responsabile a Chakama della onlus Africa Milele, dove è stata rapita poco tempo dopo il suo arrivo.

Da oltre 2 mesi non si hanno più notizie della ragazza, e naturalmente fin da quel fatidico giorno, nonostante il logico silenzio chiesto dalla Farnesina e dalle autorità di polizia, tutti ma proprio tutti, quotidiani, giornali, periodici, associazioni di donne, TV, opinionisti e pettegoli dicono la propria, molti facendo illazioni, molti esaltando la generosità della ragazza e molti altri denigrando e insultando una giovane, che per quanto incosciente non può avere colpe se si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Perchè Silvia sia stata rapita non è ancora chiaro, non si sa se ci sono stati contatti con il Governo italiano, non si sa se sia stato richiesto un riscatto e stiano negoziando con i rapitori, non si sa se abbia visto qualcosa che non doveva o se si è comportata in un modo che possa aver offeso o irritato qualche locale permaloso. Di fatto da oltre 2 mesi non c’è uno straccio di  notizia, neanche se sia ancora viva, come tutti si augurano.

Franco Nofori, corrispondente del quotidiano online Africa Express, che collabora con il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio, vive da oltre 30 anni in Kenya, nel Distretto di Kilifi, lo stesso dove ha sede Malindi, ed è naturale che sappia in anteprima tutto ciò che avviene nell’area in cui vive. Infatti il suo primo articolo sul rapimento della ragazza fu scritto prontamente il 21 Novembre scorso, lo stesso giorno del rapimento di quella giovane che lui stesso definisce, correttamente in quell’occasione, “volontaria”, mentre meno correttamente definisce la onlus di Fano, Africa Milele, come una NGO (non governmental Organization), in Italia meglio note come ONG, ma ormai obsolete, e sostituite con la riforma della Cooperazione, dalle OSC, Organizzazioni della Società Civile, una invenzione di Renzi & Band.

Un’errore, tutto sommato, che hanno fatto in tanti ma si tratta solo di una inesattezza senza alcun significato.

Italietta Infetta che pubblica articoli ogni 10 giorni, il 30 Novembre pubblica un articolo dal titolo  “Silvia Romano non è una cooperante e Africa Milele non è una ONG”, proprio per chiarire a tutti coloro che in quei giorni scrissero in merito al rapimento della ragazza e ai tanti che lessero le news, la differenza tra volontari e cooperanti, da un lato, e ONG e onlus dall’altro. Chiarimento doveroso ma passato inosservato perchè Italietta Infetta scrive e pubblica notizie scomode, che volutamente passano inosservate dalle grosse testate giornalistiche. D’altra parte informare come si gestisce una onlus, a termini di legge, è già di per sè una notizia scomoda, tanto che non è un caso se su Italietta Infetta sono già stati dedicati una serie di articoli proprio ai bilanci falsi delle ONG e onlus, ai quali manca ancora un ultimo articolo dal finale scoppiettante.

A questo primo articolo di Italietta Infetta sul rapimento ne sono seguiti altri 2, esattamente il 10 Dicembre, pubblicato come “scoop” e titolato: “Voli in Kenya con sconti? Da ieri si può con Africa Milele Tour & Co.” e  quello del 20 Gennaio 2019 titolato “Malindi, terra di onlus e …. di latitanti”, a cui sono seguiti altrettanti video di Informal TV, pubblicati da Matteo De Micheli, con il quale si opera in sinergia, che riprende i contenuti degli articoli di Italietta Infetta aggiungendo ulteriori contenuti frutto delle sue ricerche e realizzando video pubblicati su YouTube e di recente anche su Telegram.

Il 25 Gennaio scorso, pubblicato il 26 su Africa Express, Franco Nofori scrive un altro articolo sul rapimento di Silvia Romano riprendendo, per un caso fortuito e sicuramente non in malafede, i contenuti degli articoli di Italietta Infetta e Informal TV, titolando il suo articolo “Sul rapimento di Silvia Romano bocche cucite mentre le ricerche annaspano”. Rendiamo onore alla buona fede e al grande lavoro di informazione che Franco Nofori svolge tutti i giorni, molto apprezzato da tutti, circa ciò che accade in Africa. E comunque non è importante chiarire “chi abbia scritto cosa”, stiamo dalla stessa parte, informiamo, anzi spesso denunciamo.

Tuttavia personalmente non ho potuto esimermi dal notare alcune inesattezze nell’articolo dell’amico Franco Nofori che ritengo doveroso chiarire  soprattutto a beneficio dei lettori.

Mentre nell’articolo del 21 Novembre 2018 Franco Nofori definiva correttamente Silvia una volontaria, nel suo articolo del 25 gennaio la definisce, come tutti purtroppo, una cooperante. Si tratta certamente di un refuso pur sapendo che Silvia non lo è e non poteva esserlo; così come definisce erroneamente Africa Milele una ONG minore. Altra definizione che può confondere i lettori non solo perchè le ONG, come già citato non esistono più, e che tanto meno siano mai esistite le ONG minori, se non per dimensioni e volume di bilanci, che peraltro Africa Milele non ha mai pubblicato.

Per essere definiti ONG infatti nel recente passato bisognava essere iscritti al Registro delle ONG, presso la Cooperazione Italiana del Ministero degli Esteri. Con la nuova riforma il Ministero tramite la neo nata AICS, l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha attivato la registrazione delle OSC autorizzate ad operare all’estero. Africa Milele quindi non era una ONG registrata prima e non è una OSC autorizzata oggi, ma come nel suo caso son migliaia le onlus “minori” che scorazzano per il continente africano facendo di tutto e di più, spesso senza avere nè titoli nè competenze, senza essere registrate nè presso le Autorità italiane nè presso quelle locali e soprattutto con gestioni dubbie, prive delle minime formalità burocratiche e senza un minimo di trasparenza, a partire proprio dalla mancata pubblicazione dei bilanci. Nel torbido come sappiamo ci si sguazza bene e molte, troppe, onlus non si sottrangono affatto al “principio del torbido”.

Altrettanto importante è il riferimento, nell’articolo del 25 gennaio pubblicato su African Express, alla mancata notifica della comparizione a Roberto Ciavolella per il processo in corso presso il Tribunale di Latina, dove lui stesso si chiede come mai il procedimento non potesse essere notificato ai responsabili in Kenya, mentre nel suo profilo facebook egli stesso precisa ad un suo follower, “che se l’Ambasciata italiana a Nairobi non riceve alcuna comunicazione dalla Procura di Latina non si può proseguire con la notifica al diretto interessato”.

Se così fosse, e così è, nè il vecchio console e neppure il nuovo non avrebbero alcuna responsabilità riguardo la mancata notifica.

Un’altra precisazione andrebbe fatta circa l’intervista alla “Sora Lella“, al secolo Lilian Sora, Presidente di Africa Milele, quella specie di cosa che avrebbe incaricato Silvia di andare a fare la responsabile a Chakama. Responsabile di cosa non si capisce bene, con quale tipo di contratto neanche e a fare cosa ancor meno. A gestire forse una ludoteca nella savana dove sono stati spesi 630 euro?

Ora tra responsabili e irresponsabili un giorno capiremo chi abbia le maggiori responsabilità, ma dopo aver intervistato la “Sora Lella”, Nofori riporta in buona fede che la poverina non sapeva niente di Bonnie & Clide, con i quali però la stessa continua a collaborare ancora oggi. Strano, perchè che Mariangela Beltrami e Roberto Ciavolella fossero ricercati era notizia nota a tutti, e non solo a Malindi, mentre appare improbabile che non lo sapesse Lilian Sora dopo 7 anni di frequentazioni del Karen Blixen Bar, e dopo aver creato una partnership con la proprietaria, la falsa Tiziana di cui è la migliore amica e con la quale promuove il trasporto illegale di medicinali, rilasciando una dichiarazione di falso volontariato a turisti, che continua ancora oggi, ad oltre due mesi dalla scomparsa della ragazza.

Per una circostanza fortuita quindi tutti sapevano da anni chi fossero i due soggetti imputati in Italia per frode, eccetto la loro migliore amica, la “Sora Lella” Lilian appunto. Che sia solo “alquanto improbabile” quello che afferma la Presidente di Africa Milele sarebbe un’offesa all’intelligenza di chi legge le vicende di Malindi.

E’ importante però che se ne parli, che il caso venga portato alle attenzioni delle Autorità locali e internazionali, e che i due soggetti siano pubblicamente denunciati; stiamo parlando di Mariangela Beltrami e Roberto Ciavolella i proprietari del Karen Blixen Bar & Restaurant, Pharmacy, Transport, Tour & Safari, Real Estate, e …. chi ha voglia può continuare magari includendo anche carpenteria, serramenti, falegnameria etc.

Malindi vive e prospera grazie alle loro numerose attività, processi inclusi, tanto che se l’Antitrust li scoprisse gli metterebbe la museruola!!!

Doveroso precisare che solo di recente sono state comprese le ragioni per le quali la Mariangela abbia utilizzato il falso nome di Tiziana e non il suo vero nome, perchè anche in questo caso,, del tutto fortuito, la vecchia proprietaria del Karen Blixen di nome fa proprio Tiziana e pare che fosse molto stimata a Malindi. Farsi chiamare Tiziana è stata quindi una vera e propria sostituzione di identità con la speranza di ottenere la stessa credibilità costruita nel tempo dalla vera Tiziana, utilizzando il suo stesso nome per confondere i turisti e …. i fornitori.

LA NOTIFICA PER LE UDIENZE DEL PROCESSO EASY GAIN

Nelle puntate precedenti sul rapimento di Silvia Romano e su Malindi ho ampiamente citato e documentato il caso della frode dei due coniugi proprietari del famoso Karen Blixen Bar Pizzeria e notizie circa la notifica per le udienze del processo in cui sono imputati, tutte rinviate per “irreperibilità”.

Così mi sono preso la briga di indagare per avere un’idea più chiara della questione, ed è emerso che ROBERTO CIAVOLELLA E MARIANGELA BELTRAMI NON SONO, O NON SAREBBERO, ISCRITTI ALL’AIRE.

Sarebbe un pò come affermare che Cesare Battisti fosse iscritto all’anagrafe italiani residenti all’estero, cosa piuttosto inverosimile per un latitante, e che gli si potesse pure inviare la notifica della condanna all’ergastolo. Certo Bonnie & Clide non sono accusati di omicidio, ma solo di aver buttato sul lastrico una trentina di investitori che avevano affidato i loro risparmi ai due promoter finanziari, per un totale di 6 milioni di euro, e per una frode fiscale di circa 2,3 milioni di euro.

Ed ora per evitare di sparare sulla Croce Rossa, facciamo finta di trovarci alle giostre e miriamo ai grizzli che attraversano lo schermo, entrando nel merito di alcune informazioni che riguardano i due latitanti. I grizzli naturalmente sono Tiziangela e Robertino!

Per dovere di verità, come anche precisato giustamente proprio da Franco Nofori, bisogna annotare che i due sono ancora al 1° grado di giudizio, al quale dovrebbe poi seguire l’Appello ed eventualmente il Ricorso in Cassazione. Quindi al momento i due non sono colpevoli di niente bensì sono solo imputati. Dove “solo” è naturalmente un eufemismo. Se i due volessero, in pratica, potrebbero tornare in Italia solo per denunciarmi, cosa che mi farebbe estremamente felice. Ma non lo faranno mai, perchè se continuassero ad essere irreperibili, come dichiarato all’ultima udienza del Marzo 2018, il rischio che si corre è che senza notifica, senza un mandato d’arresto internazionale e senza una sentenza in contumacia, che per chi non mastica “cose di giustizia” significa essere condannati senza essere presenti, il processo rischia di superare i termini e e andare in prescrizione.

Questa malaugurata ipotesi comporterebbe l’ennesima beffa che la Giustizia italiana regalerebbe a truffatori e malavitosi a discapito di persone che sono state letteralmente buttate sul lastrico, e non sarebbe il primo caso.

Io stesso ho depositato denunce che da  anni giacciono sulle scrivanie di solerti giudici  in attesa che “sia sciolta la riserva” o che vengano aperte le indagini, senza citare le denunce già archiviate perchè avevo dimenticato di citare l’art. 408 del codice di procedura penale, mentre la sensazione molto forte è che non si attenda altro che si compiano i termini per mandarli in prescrizione.

Per la serenità di tali Giudici sappiano che non lo permetterò MAI, a costo di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea di Strasburgo.

Se la Giudice di Latina lasciasse che si compiano i termini di prescrizione permetterebbe ai due truffatori di tornare in Italia recarsi alla“Banca Asset di San Marino”, dove sembra che siano stati depositati i 6 milioni di euro truffati, su un conto intestato proprio a Roberto Ciavolella, prelevare il maltolto e tornare a fare truffe a destra e a manca, cosa che hanno continuato a fare anche a Malindi.

Forse si tratta di leggende metropolitane, ma se la Giustizia Italiana lo volesse, con la cancellazione del segreto bancario si farebbe in fretta a scandagliare i depositi di una decina di banche di San Marino, e sempre che lo si voglia si potrebbe anche chiedere l’estradizione dal Kenya dei due, ben sapendo dove reperirli, oppure incaricando l’Interpol mediante un mandato di cattura internazionale.

Notifica per l’udienza? E dove? Basterebbe che l’Interpol, su indicazioni delle Autorità Giudiziarie italiane vadano a prenderli alla Pizzeria Karen Blixen: Lamu Road, 6962 Km, 80200 Malindi, Tel. + 254717775888.

Gli investigatori potrebbero perfino provare a chiedere un volo scontato con tariffa umanitaria e magari potrebbero anche portargli per l’ultima volta una valigia di 23 Kg di medicine o di catene da legargliele a piedi e mani.

In tutti i casi siccome si presume, con poco margine di errore, che molti truffati si siano costituiti parte civile basterebbe che invece, in caso di proposta di archiviazione per compiuti termini di prescrizione, gli stessi facciano ricorso alla Corte di Giustizia Europea. Fermo restando che resta un mistero, pur nella mia ignoranza in materia giudiziaria, delle ragioni per le quali Bonnie & Clide non vengano condannati in contumacia preferendo rinvii ad oltranza del processo.

ESTRADIZIONE E MANDATO D’ARRESTO PER QUALI REATI?

Certo le ipotesi di un mandato di cattura internazionale si scontrerebbe poi con gli accordi internazionali sull’estradizione, problema facilmente superabile alla luce dei buoni rapporti tra i due paesi.

Ma cerchiamo di capire come stanno le cose.

Dei due si narra che il passaporto italiano sia stato confiscato dal comando di Polizia di Malindi, quindi è lecito chiedersi: “Ma questi due signori di che tipo di documento di identità dispongono che gli permette dal 2009 di vivere all’estero frodando anche laggiù ignari turisti o connazionali inconsapevoli di trovarsi davanti a due loschi figuri?”

Di Roberto Ciavolella si narra che sia ancora oggi una persona in grado di vendere ghiaccioli al polo nord, e che non c’è niente di più facile che alimentare il suo vizio del gioco e delle conseguenti continue perdite al casinò di Malindi, frodando una quantità notevole di ignari turisti che non provvedono ad eseguire denunce anche perchè si tratta di importi tali a cui i turisti preferiscono soprassedere, piuttosto che imbarcarsi in avventure con le autorità locali, con il rischio di doversi immergere in prolungamenti forzati delle vacanze e affrontare spese legali impreviste, solo per farsi restituire poche centinaia di euro, come avviene nella maggior parte dei casi, fino a qualche centiniaio di migliaia di euro frutto di ricatti o di vendite dello stesso immobile per più volte, o per prestiti richiesti e mai restituiti.

Riguardo ai documenti di identità una delle ipotesi è che non posseggano alcun documento di identità, anche se è praticamente impossibile vivere in un paese straniero in totale anonimato e al tempo stesso porsi al centro delle attenzioni della comunità internazionale come fanno regolarmente. In pratica, anche se dovessero riempire di denaro la polizia locale, corrompendola, non potrebbero restare laggiù senza documenti così a lungo, a meno che non siano avvisati quando sono in arrivo i controlli della polizia e si nascondano in attesa che si calmino le acque. Possibile ma alquanto improbabile! E fermo restando l’incorruttibilità della polizia locale a cui in pochi credono!

Un’altra ipotesi lascerebbe pensare che entrambi possiedano un passaporto falso, italiano, fatto da specialisti in Italia e spedito in Kenya, supponendo alquanto improbabile che in Kenya ci siano falsari, anche se non è affatto da escludere la presenza di altri ricercati italiani, specialisti in produzione di documenti e denaro falso.

L’altra ipotesi è che in barba ai controlli, siano riusciti a farsi rilasciare dall’Ambasciata italiana un nuovo passaporto o che siano tornati in Italia e abbiano richiesto il rilascio di un nuovo passaporto per scadenza o smarrimento. Una cosa che non si è in grado di sapere infatti è se nei loro carichi pendenti siano già registrati i loro nominativi o se essendo ancora in corso il processo, i due risultino ancora immacolati.

L’ultima ipotesi è che abbiano corrotto le Autorità keniane e si siano fatte rilasciare residenza e passaporto locale. Ipotesi da non escludere ma che deve aver comportato un esborso ingente di denaro, cosa che non dovrebbe avergli fatto nè caldo nè freddo alla luce dei comportamenti truffaldini che hanno continuato a compiere impunemente, e della quantità di denaro ancora disponibile in questa fantomatica Banca a San Marino.

Se qualcuno ne sapesse di più o se avesse l’opportunità di informare il giudice incaricato del processo magari inoltrando per lettura questo articolo si potrebbe sperare che …. chissà……magari.

Ma nel caso che servissero elementi sia alle Autorità locali che a quelle italiane per arrestare i due soggetti, ecco che qui di seguito ne viene offerta l’opportunità su un piatto d’argento, “traffico illecito di medicinali scaduti”.

Il documento qui di seguito è a dir poco allucinante per i contenuti, dove si ammette con candida innocenza, che tutta una serie di antibiotici sono somministrati alla popoolazione locale anche se scaduti.

Se questo è il modo di aiutare la povera popolazione locale credo che ci sia qualcosa che non quadra, sia in quanto a metodologia che per etica, e tanto meno per umanità, visto che in alcuni casi i farmaci potrebbero aver perso i principi attivi risultando inefficaci ma in molti altri casi potrebbero addirittura risultare dannosi se non mortali.

Ciò che risulta ancora più grave dalla descrizione della locandina è che in questo smercio di medicinali scaduti sia citato anche Fra Beppe Gaudio dell’Ospedale di Chaaria, che risulterebbe uno degli usufuitori e distributori dei medicinali scaduti.

I VOLI PER FALSI VOLONTARI E CORRIERI BY AFRICA MILELE E KAREN BLIXEN PIZZERIA

La “Sora Lella”, al secolo Lilian Sora, come abbiamo visto è la Presidente di quella specie di onlus che risponde ad Africa Milele, la stessa per cui Silvia Romano avrebbe dovuto operare a Chakama come responsabile dopo un’esperienza di volontariato di un solo mese presso un orfanotrofio nei pressi di Malindi.

La stessa Sora Lella è sposata, con rito locale, con un masai proprio di Chakama, dal quale ha avuto una figlia; lo stesso masai che, come riferito da Franco Nofori e come dichiarato da Davide Ciarrapica fondatore della onlus dove Silvia ha prestato il primo volontariato in Africa, avrebbe dovuto essere a guardia della Guest House di Chakama e che proprio il giorno del rapimento della ragazza era assente. Si presume a questo punto che a parte la Bonnie Tiziangela il referente di Africa Milele in loco sia il marito masai in un sodalizio che non lascia spazio ad interpretazioni diverse. E questo senza entrare nel merito di illazioni o altri fraintendimenti.

E allora ci rivolgiamo alla Agenzia di viaggi che rilascia questi biglietti, nonchè ad Africa Milele e alla Bonnie Tiziangela per una precisazione sulla questione dei voli che forse non essendo esperti di cooperazione loro non sanno, ma che l’agenzia dovrebbe ben sapere.

Ebbene un volo a tariffa umanitaria, comporta sì un risparmio rispetto alle tariffe tradizionali anche se spesso on line si trovano tariffe scontate per last minute o per promozioni dirette delle compagnie aeree. Ma online non sono assolutamente reperibili i voli a tariffa umanitaria, perchè le compagnie le offrono solo alle Agenzie come un’ulteriore vantaggio per la loro collaborazione.

Il volo con tariffa umanitaria, quindi come abbiamo visto spesso è meno costoso di un volo turistico, ma offre altri vantaggi, quali il volo a/r aperto per un anno, almeno un cambio data gratuito e spesso anche il rimborso in caso di annullamento, oltre naturalmente al vantaggio di un bagaglio aggiuntivo di 23 Kg, come la stessa Tiziangela cita nei suoi comunicati, che insieme agli altri 2 bagagli di 23 Kg permette un trasporto totale di 69 Kg.

Ora accertato che la logistica dei farmaci in Kenya è gestito da Tiziangela, in Italia chi prepara le valigie? Gli stessi falsi volontari e falsi cooperanti? Proviamo a riempire un bagaglio di grandi dimensioni con medicinali nelle loro confezioni originali, o dentro ci si mette del piombo o è altamente improbabile che si raggiungano 23 Kg, forse 10, massimo 15 sono medinali, e il resto da cosa è costituito?

Inoltre, non è citato da nessuna parte, ma i bagagli rientrano in Italia pieni, sicuramente indirizzati ad Africa Milele, contenendo gadget prodotti probabilmente dalla comunità locale di Chakama o chissà dove, ma venduti in Italia come raccolta fondi per i progetti di Chakama.

Le domande legittime a questo punto sono diverse:

a) – Il materiale spedito in italia è accompagnato con documenti ufficiali di trasporto?

b) – Le vendite in Italia come vengono effettuate? Brevimano? Con ricevute? A umma-umma come direbbero in Sicilia?

c) – Ci sono bilanci che indicano i fondi incassati dalla vendita dei gadget, dalle donazioni private, dalla raccolta fondi con pranzi, cene, apericene e aperipranzi? Dal 5 x mille? Il profilo facebook di Africa Milele gode di oltre 12 mila contatti. Tutti donatori?

d) – Il denaro raccolto a Fano come viene trasmesso a Chakama? Con regolari trasferimenti bancari a garanzia della trasparenza come richiesto dalla legge? E se non viene spedito via banca con cosa viaggia? Nelle valigie da 23 Kg visto che la Sora Lella si reca solo 1 o 2 mesi all’anno a Malindi? E una volta che il denaro giunge a Malindi chi lo gestisce? Tiziangela? Il marito Masai della Presidente? E spesi per far cosa? Qualcuno gestisce la contabilità in Italia e in loco? E se nelle valigie dei falsi volontari viaggiasse anche denaro di Bonnie & Clide prelevato dalla Banca di San Marino o chissà cos’altro?

ATTENZIONE A FARE I CORRIERI, ATTENZIONE A FARE I FALSI VOLONTARI,
SI RISCHIA DI TROVARSI COINVOLTI IN QUALCOSA DI POCO CHIARO.

Queste sono le notizie che i giornali DOVREBBERO E DEVONO SCRIVERE per informare gli ignari turisti che collaborano a qualcosa di illegale. Di cosa? Anche solo lo smercio di medicinali scaduti.Queste dinamiche sono da interrompere. Anche Fra Beppe Gaido dell’Ospedale di Chaaria che riceve i medicinali, come dichiarato dalla Tiziangela, dovrebbe sapere con chi sta interloquendo consapevole che anche lui stesso rischia di essere coinvolto nello smercio di medicinali scaduti e pericolosi. Forse dovrebbe prendere le distanze da soggetti simili interrompendo qualsiasi rapporto con il presunto “Ponte solidale ITALIA > KENYA” altra invenzione ben comparabile con il Ponte di Genova che è crollato come sta per crollare anche il ponte della Tiziangela, che non è una onlus e nemmeno esiste se non nella sua fantasia creativa.

TURISTI, SE VOLETE ANDARE A MALINDI, RIVOLGETEVI AD AGENZIE UFFICIALI CHE VENDANO TOUR VERI IN RESORT O CHE SIANO IN CONTATTO CON AGENZIE IMMOBILIARI UFFICIALI CHE AFFITTANO CAMERE, B&B, CON GENTE SERIA E CON TANTO DI GARANZIA.

IL RESTO E’ FUFFA!!!!

La Tiziangela e consorte, pochi lo sanno, tra le tante attività che si sono inventati  si occupano e utilizzano le abitazioni dei residenti che ritornano periodicamente in Italia, e che gli affidano le chiavi per dare un’occhiata ai cani e alle stesse abitazioni, vendendo le crocchette per i cani a prezzi maggiorati e affittando le abitazioni ai turisti-falsi-volontari e corrieri all’insaputa degli stessi proprietari.

E’ vero, oggi mi sembra di sparare sulla Croce Rossa sapendo che i due non potranno mai denunciarmi per diffamazione, perchè è tutto stramaledettamente vero.

Tiziangela era stata avvertita che Italietta Infetta è nata per smascherare truffatori e millantatori e a questo punto è doveroso allertare anche la comunità locale, per chi non lo sa o per chi lo sa e fa finta di niente, che rischia di essere coinvolta in qualche modo per favoreggiamento.

ROBERTO CIAVOLELLA E MARIANGELA BELTRAMI, DEFINITA LA BARBARA D’URSO DI MALINDI, E’ DAPPERTUTTO COME LA GRAMIGNA, SI OCCUPA DI TUTTO, DI CASI UMANI E MENO UMANI, MA SOPRATTUTTO OLTRE A TRUFFARE IGNARI TURISTI SONO DISPENSATORI DI MORTE, PERCHE’ TALI SONO COLORO CHE SPACCIANO MEDICINALI SCADUTI.

E allora fare terra bruciata intorno a loro è più che doveroso.

Alla Petroniana viaggi, che non ha nessuna responsabilità nel rilasciare voli a tariffa umanitaria con dichiarazioni di Africa Milele, sarà inoltrato il presente articolo con l’avviso di prendere le distanze anch’essi dal commercio di medicinali scaduti. Certo sarebbe curioso chiedere quante centinaia di voli sono stati emessi sotto l’egida di Africa Milele, uno scricciolo di onlus che dice di raccogliere un paio di decine di migliaia di euro all’anno.

I falsi volontari, corrieri e turisti a chi pagano la sistemazione n quel tugurio di Chakama, a Tiziangela o al marito masai?

Oltre a inoltrare questo articolo alla Petroniana viaggi, suggerendo di di interrompere qualsiasi emissione di falsi voli umanitari per conto di Africa Milele, è doveroso informarli che per evitare che Bonnie & Clide scappino in Asia o in Sud America sarà inviato uno WARNING a tutte le compagnie aeree inconsapevoli trasportatori di medicinali scaduti.

Anche l’Ospedale di Chaaria e le Missioni della Consolata saranno avvisati di quanto avviene a Malindi.

Al contempo saranno avvisate tutte le autorità giudiziarie e di polizia, in italia e in Kenya, perchè dispensare morte con un comunicato ufficiale significa prendersi gioco di tutti, inclusi coloro che si ha la sfacciataggine di dire di amare.

TIZIANGELA E ROBERTINO INIZIATE VOI A FARE LE VALIGIE CHE LE VOSTRE PERFORMANCE A MALINDI SEMBRANO VICINE ALLA CONCLUSIONE.

E A PROPOSITO DI CHECCO ZALONE.

Nella copertina di questo articolo appare una foto di Checco Zalone, e non è un caso. Infatti sul periodico on line malindikenya.net qualche giorno fa è apparso un servizio con una foto di Checco Zalone e un’altra foto della pizzeria dei due truffatori che lo staff di produzione sta utilizzando come base logistica, per la selezione di personale locale e comparse per il suo prossimo film, nonchè del catering.

Questa citazione è utile a dimostrazione che la gente comune e i turisti tutti, sono inconsapevoli di coloro con cui interloquiscono e che ci si augura che queste informazioni siano diffuse il più possibile in modo che tutti prendano le distanze dai due truffatori.

Si spera che qualcuno abbia l’accortezza di avvertire Luca Medici, al secolo Checco Zalone, nonchè tutto il suo staff internazionale, che se la Barbara d’Urso e il Mago Zurli di Malindi, quello abile a far sparire denaro, gli proponessero investimenti o gli chiedessero un prestito, beh, decidano loro cosa fare.

“Checco, attento che il diavolo non veste solo Prada ma è abile a trasformarsi anche in una pizzaiola falsamente umanitaria e in un’abile venditore di condizionatori al Polo Nord  e in bocca al lupo per il tuo nuovo lavoro che siamo tutti ansioni di vedere presto nelle sale di tutta Italia”.

E per concludere, speravo di dovermi dedicare ad altro ma c’è ancora qualcosa di cui parlare circa Malindi e di quello che accade nei dintorni, quindi appuntamento ai prossimi episodi e chi ha informazioni, per favore non le tenga per se, se vogliamo che la verità e la giustizia trionfino.

                                                                                                                    Max Tumolo

PS – I video della preparazione dei farmaci da parte del piccolo chimico Tiziangela e della valigia piena di farmaci della foto della copertina sarà trasmesso nel prossimo video di Informal TV che consiglio vivamente di vedere.

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