Politica

Lettera aperta a Laura Frigenti. E chi è?

LETTERA APERTA A LAURA FRIGENTI.

E CHI E’?

COOPERAZIONE E FALSA SOLIDARIETA’

Quello che i giornali non scrivono, che i TG non dicono, la gente non immagina,
ai politici passa sotto al naso, all’Anticorruzione fanno finta di non vedere
e la Giustizia aspetta di archiviare

Laura Frigenti, della quale hanno poca importanza sia i dati anagrafici che quelli biografici, è stata, fino a tempi recenti, il Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, l’AICS, quella del logo alle sue spalle; quella manina, per la precisione, che non si comprende bene se è“quella che dà o quella che prende”. 
Per molti parliamo arabo, come uno dei loghi alle spalle della signora in questione, ed in effetti è così perchè la gente comune ne sa veramente poco delle questioni di cooperazione internazionale, non ha idea di cosa sia l’AICS e nemmeno si sogna di una Laura Frigenti qualsiasi a capo di un Ente di Stato che nessuno conosce in giro per il mondo e che dice di occuparsi di salvare i paesi poveri.
Eppure la Cooperazione Italiana è un settore talmente influente tanto da condizionare addirittura la denominazione del Ministero degli Affari Esteri (MAE) che dal 2016 è diventato MAECI, Ministero degli Affari Esteri e… della Cooperazione Internazionale, appunto.
La cosa curiosa è che un paese allo sfascio, sull’orlo del baratro, incapace di badare a se stesso, perso in una giungla di burocrazia demenziale, e travolto dagli scandali, ad un certo punto metta in secondo piano i problemi interni per dedicare sforzi e attenzioni alle questioni internazionali dei paesi poveri. Oddio, per essere precisi, più che dedicare sforzi a ridurre la povertà l’AICS è nata, cresciuta e pasciuta per distribure soldi “a cani e pure a porci”. Non si offendano i cani e i porci, che non hanno niente da condividere con i presunti paesi poveri che si vedono elargire tutti gli anni fiumi di denaro che non li aiuterà affatto ad uscire dallo Stato di povertà ma che sembra invece aver alimentato l’emigrazione di massa mediante il messaggio, illusorio, che se si distribuiscono soldi come caramelle ai paesi poveri, immaginiamo cosa succede in Italia; ed infatti ecco che di pari passo nasce l’accoglienza che prima di accogliere immigrati accoglie soprattutto altri fiumi di denaro. E siamo già a due fiumi, chissà quanti altri ce ne saranno in Italia oltre al Po, Ticino, Arno e Tevere che noi umili umani non conosciamo.
Laura Frigenti, forse nemmeno sapeva a cosa andava incontro quando si è candidata ed ha ricevuto l’incarico di dirigere una neo nata Agenzia senza sapere di cosa si trattasse; gli hanno sottoposto migliaia di cartacce che lei ha puntualmente firmato, non è mai andata a vedere di persona cosa accadeva fuori del suo ufficio ed infatti le uniche sue missioni all’Estero non sono state in Africa tra i poveri, eccetto forse in non più di un paio di casi, ma si è limitata a viaggiare per conferenze internazionali o visite istituzionali alle Nazioni Unite piuttosto che all’Unione Europea.
Poi un giorno un emerito sconosciuto gli invia un messaggio di posta certificata, e Laura Frigenti si trasforma nella musa ispiratrice della nascita diItalietta Infetta.
La lettera aperta è stata pubblicata sulla prima versione del sito web di Italietta Infetta subito dopo le dimissioni della Dott.ssa Frigenti da Capo della Cooperazione Internazionale, mentre la prima di carattere strettamente formale è stata inviata via PEC.
Integralmente qui di seguito ecco il testo della “Lettera Aperta“, che anche se risale al 12 Febbraio 2018 resta non solo attuale ma precursore di eventi che si verificheranno in seguito e che meritano la giusta informazione, cosa che i giornali si sono guardati bene dal pubblicare:
MAECI – MINISTERO AFFARI ESTERI
DIRETTORE DELL’AGENZIA ITALIANA PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO – AICS
LETTERA APERTA ALLA DOTT.SSA LAURA FRIGENTI, 

Torino, 12 febbraio 2018

Egregio Direttore,
lo scorso 9 Ottobre 2017 Le ho inviato una mail certificata allegando le denunce all’ANAC, l’anticorruzione, e alla Procura della Repubblica, circa una gara di selezione di personale presso la sede dell’Agenzia della Cooperazione Italiana in Sudan, spudoratamente manipolata, annullando sia il bando per il personale che quello per le ONG il giorno dopo aver inviato quanto richiesto con accesso agli atti previsto dalla legge 241/90.
Superfluo precisare che l’annullamento è stato effettuato solo per non assumere il sottoscritto.
Certamente ricorderà anche che chi si rivolge a Lei è un ex cooperante divenuto invalido al 100% grazie ad un virus contratto proprio durante una missione umanitaria.
Ora è alquanto singolare che un Ente pubblico ignori una normativa in vigore dal 2017 circa l’assunzione obbligatoria di disabili, caldeggiata peraltro da tutti i Governi e Agenzie Internazionali, e dal Gennaio 2018 applicabile, in Italia, anche agli enti pubblici, partiti e onlus.
Naturalmente essendo Lei la Responsabile dell’Agenzia sono più che certo che non avrà fatto molto altro oltre ad una “strigliatina” al Dott. Vincenzo Racalbuto, Direttore della sede AICS di Khartoum, e chissà se l’ANAC prenderà iniziative nei confronti del soggetto, mentre magari ignorando la recente legge sul “whistleblowing” seguirà le orme della Procura della Repubblica di Roma, la quale, oberata dalle denunce considerate minori, aspetta solo che si compiano i termini di prescrizione per poterle archiviare senza neanche guardarle.
E così mentre il sottoscritto continua a vivere da ben 6 anni con un assegno di invalidità civile di  289,00 al mese, completamente indigente e a carico dell’assistenza sociale, il fautore di quel grottesco annullamento del bando migliora le sue performance pubblicando un bando per assumere la sua fidanzata, affidandole il settore delle comunicazioni, il cui esito, anche in questo caso scontato, non è mai stato pubblicato.
Evidentemente la legge 33/2013 sulla trasparenza è solo facoltativa per l’AICS, visto che non è il primo caso di omissione.
Non solo, il presidente della Commissione selezionatrice, tale Gianpietro Testolin, consulente “amico degli amici” tanto che da oltre 20 anni lavora con la Cooperazione Italiana senza mai aver partecipato ad un bando, con competenze che solo Dio conosce (e lui no), avendo anch’egli, come Lei, lavorato alla World Bank e che ben conoscendolo si spaccerà per Suo conoscente, quindi protetto, ecco che per pura coincidenza, per premio per quella grottesca manipolazione del bando in Sudan, ha subito ottenuto un altro incarico, occupandosi oggi di un programma di cooperazione per la Libia, ma operando da qualche spiaggia della Tunisia.
(Precisazione a posteriori: il riferimento alla World Bank è errato, Testolin afferma di aver operato per Banca Etica, sempre che sia vero, e non per la World Bank per la quale avrebbe potuto fare quello che dovrebbe fare all’AICS: pulizia toilette.)
Lei si starà chiedendo come faccia il sottoscritto ad avere tali informazioni. Ebbene Direttore forse Lei non sa che sta dirigendo una lavanderia dove tutti sanno tutto, così come è difficile non sapere che la causa di 6 bandi manipolati a cui il sottoscritto ha partecipato, di cui 2 spudoratamente annullati, sono solo le conseguenze di una denuncia ben più grave, presentata in Procura da anni e che da Aprile 2017 giace sulla scrivania di un giudice di Roma in attesa che venga “sciolta la riserva”; denuncia che proprio in questi giorni è stata rafforzata da un’altra più dettagliata denuncia alla Corte dei Conti per un bilancio falso, con una frode di € 636.255,71 di un progetto in Liberia, con la Facoltà di Medicina, affidato all’Istituto Superiore di Sanità e ad un suo ente controllato, la Fondazione per la Sicurezza in Sanità di Vasco Giannotti, faccendiere di sinistra imputato in un processo per corruzione al Policlinico di Modena; Fondazione con la quale sciaguratamente il sottoscritto ha collaborato.
Sarà la Corte dei Conti a stabilire se l’AICS, o la precedente Cooperazione Italiana, sarà o meno esente da responsabilità, anche solo per aver approvato un rendiconto che definire falso è un’offesa all’intelligenza delle centinaia di migliaia di italiani che i bilanci falsi li sanno fare, e li fanno anche bene.
E per questa Italia, con le elezioni alle porte, purtroppo non un solo partito politico ha inserito nei suoi programmi né misure anticorruzione serie né di riforma della giustizia, e fino a quando chi gestisce il potere continuerà a tollerare un simile malcostume il nostro futuro non potrà essere che uno solo: il “baratro”.
Con tutto il poco rispetto acquisito nei confronti del settore umanitario e dei miliardi di euro dei contribuenti che si distribuiscono come caramelle in nome di una falsa solidarietà, nonchè per rispetto dei milioni di persone indigenti, come il sottoscritto, credo che sia giunto il momento di PENSARE AD UNA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE SERIA E MIRATA, SE SI VUOLE AIUTARE SIA L’ITALIA CHE I PAESI POVERI, SOLLECITANDO AL CONTEMPO LA GIUSTIZIA A FARE CIO’ PER CUI E’ PREPOSTA.

Massimo Tumolo

Ex esperto di Cooperazione Internazionale

Questa era la lettera aperta inviata via PEC al Direttore AICS, il 12 Febbraio, e in copia a tutti i maggiori quotidiani nazionali e naturalmente ignorata da tutti.
Il 4 Marzo 2018, com’è noto si sono poi svolte le elezioni, e il 5 MARZO LA DR.SSA LAURA FRIGENTI RASSEGNA LE DIMISSIONI PER RAGIONI DI CARATTERE FAMILIARE.
Naturalmente nel frattempo nessuna iniziativa è stata intrapresa eccetto alcune indagini interne che lasciano pensare alla “strigliatina” ai potenti e protetti Dottor Vincenzo Racalbuto e Gianpietro Testolin che però essendo accoliti e seguaci del sistema a tutt’oggi continuano ad essere al loro posto.
Cosa hanno fatto ANAC e Procura lo vedremo in un prossimo episodio, ma la Dr.ssa Frigenti che si dimette il giorno dopo le elezioni è per lo meno sospetto. In pochi hanno creduto alle ragioni familiari e chi ci ha creduto rientra in quella categoria che credono ancora a Babbo Natale e alla Befana. Le congiunture infatti depongono a suo sfavore; la lettera aperta giunge in un momento in cui il governo che l’ha selezionata decade, Racalbuto e Testolin e la protezione di cui godono a Roma nell’establishment, creato ad hoc dal Governo di sinistra, vengono sostenuti tanto che nessun provvedimento viene preso nei loro confronti e alla impotente Laura Frigenti non le rimane che la famiglia come scusa per buttare la spugna.
Ad essere buoni bisognerebbe considerare la Dottoressa una emerita inetta incapace di gestire il suo ruolo che le imponeva di apportare i necessari cambiamenti in una situazione stagnante e ormai radicata che anche cambiando la definizione dell’ente da Cooperazione Italiana ad AICS di fatto non ha cambiato lo stile di gestione.
E che si tratti di impotenza, fors’anche frustazione e magari incompetenza lo dimostra il fatto che da dopo le sue dimissioni nulla è cambiato eccetto CHE DAL 4 MARZO 2018 LA POSIZIONE DI DIRETTORE DELLA FAMOSA AGENZIA DISPENSATRICE DI CARAMELLE E’ ANCORA VACANTE.
Un’Agenzia di Stato come lo è l’AICS che da 8 mesi è senza un Direttore è un chiaro segno che qualcosa non va.
Cerchiamo allora di capire cosa è successo e cosa sta succedendo tanto da non aver ancora eletto un sostituto.
Il 23 Maggio 2018 il Ministro degli Esteri uscente ANGELINO ALFANO, non rieletto e facente funzioni fino alla elezione di un nuovo Governo, invece di occuparsi di normale amministrazione cosa fa? Nomina la Commissione selezionatrice del Bando per la ricerca del sostituto della Laura Frigenti. Era nei suoi poteri? Personalmente non ne sono molto certo, ma la legge non lo specifica, così come non si è affatto certi dei criteri di selezione dei membri della Commissione, ma che  il Ministro impegnato solo in affari correnti dovesse astenersi dal prendere una tale iniziativa era sicuramente una questione di stile oltre che di opportunità. Con tutta probabilità avendo il Gentiloni lasciato il segno con i provvedimenti a garanzia dei parenti di Renzi nella questione Play Therapy Africa, l’eclettico Angelino non ha voluto essere da meno e ha voluto anche lui lasciare il segno, scegliendo i membri della commissione:

– Massimo GaianiPresidente, Ministro plenipotenziario (diplomatico), Direttore Generale per la mondializzazione e le questioni globali.
– Roberto Martini, Ministro plenipotenziario (diplomatico anch’egli), Vice Direttore Generale/Direttore centrale per gli italiani all’estero. Presidente supplente.
– Prof. Roberto Pasca di Magliano, Professore di prima fascia di economia politica e di economia della crescita, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Componente
– Prof. Umberto Triulzi, professore di prima fascia di politica economica e politica economica europea, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.Componente supplente.
– Dottor Roberto Ridolfi, Principal adviser – Directorate-General for International Cooperation and Development della Commissione Europea. Attualmente in comando alla FAO (a Roma) quale “Special Advisor on Strategy and Financing Development”. Componente.
– Dottor Gerardo Patacconi, Head of Operation – International Coffee Organization (ICO). Componente supplente
– Prof.ssa Maria Chiara Malaguti, professore di prima fascia, ordinario di diritto internazionale, Università Cattolica Sacro Cuore di Roma. Componente. 
– Prof.ssa Marina Castellaneta, professore di prima fascia, ordinario di diritto internazionale Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Componente supplente.
– Dott.ssa Maria Enrica Puoti, magistrato della Corte di Appello di Roma, esperto di comprovata qualificazione nelle materie giuridiche e amministrative di attinenza della selezione (la procedura di autorizzazione da parte del Consiglio Superiore della Magistratura era in corso e si presume sia giunta regolarmente). Componente.
– Dottor Riccardo Rizzi, magistrato del Tribunale di Roma, esperto di comprovata qualificazione nelle materie giuridiche e amministrative di attinenza della selezione (procedura di autorizzazione da parte del Consiglio Superiore della Magistratura come per la Dott.ssa Puoti). Componente supplente.
– Dottor Giuseppe Salomoni, Presidente Fondazione Ai.Bi. Componente.
– Dott.ssa Paola Crestani, dal 2011 presidente dell’ONG CIAI. Componente supplente.
 Dottoressa Stefania Mancini, fondatrice e vice presidente vicario dell’Associazione Assifero (l’associazione delle Fondazioni). Componente. 
– Ing. Antonio Danieli, membro del consiglio nazionale di Assifero e Direttore Generale di Fondazione Golinelli. Componente supplente.
Tra i nominativi citati spicca in particolare la rappresentanza di AIBI, ONG che si occupa di bambini e di adozioni a distanza, sotto inchiesta per associazione a delinquere, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, maltrattamento di minori e corruzione
http://gatti.blogautore.espresso.repubblica.it/2018/05/24/%C2%ABong-accusata-di-commercio-di-bambini-alla-conferenza-internazionale-sulle-adozioni%C2%BB/?refresh_ce,
oltre al CIAI anch’essa impegnata nelle adozioni a distanza.
Cosa salta subito all’occhio, a parte la questione di Ai.Bi. e del Capo delle Operazioni delle Organizzazioni Internazionali produttori di caffè, che c’entra ben poco in materia, è l’assenza di rappresentanti delle multinazionali della solidarietà, quelle che hanno ricevuto nel tempo milioni e milioni dalla Cooperazione Italiana e sono andate fino a ieri a rappresentare l’Italia nel mondo con la qualifica di Organizzazione Non Governative, cioè enti titolati a fare ciò che farebbe il Governo Italiano senza essere tale, e comunque ben più titolate di Ai.Bi. e CIAI a discutere di temi sullo sviluppo dei paesi poveri piuttosto che dello sviluppo dei bambini.
La procedura al momento attuale, a metà Ottobre 2018, è ancora in corso e finalmente dopo 6-7 mesi sembra che si sia giunti alla fase conclusiva, dove i candidati rimasti sono in tre, con l’unica certezza che il nuovo Direttore sarà un candidato di sesso maschile, il quale non dovrà fare molta strada per giungere dalla Farnesina, da dove proviene un candidato (meno di 200 mt) o da dove già sono impiegati gli altri due, nella sede AICS di Via Contarini: 
– Luca Maestripieri, Ministro Plenipotenziario, Diplomatico;
– Flavio Lovisolo, esperto AICS, funzionario;
– Emilio Ciarlo, Dirigente AICS fin dall’approvazione della legge 125/2014, a cui egli stesso ha partecipato alla stesura seppure senza alcuna esperienza di cooperazione internazionale, ma assegnato a quel ruolo per meriti politici del partito in cui ha militato per anni, perfino facendo da segretario al Vice Ministro, Lapo Pistelli, casualmente di Firenze come Renzi, e con un lungo trascorso nel PD, Ulivo, Margherita, …. Quercia, Banano e quant’altro, tutto dichiarato sul proprio CV.
Senza mettere in dubbio la buona fede dei membri della commissione e senza entrare neanche nei criteri di selezione della Commissioni, ci si chiede:
a) – Poteva il Ministro degli Esteri, Angelino Alfano eleggere la commissione di selezione 3 mesi dopo le elezioni, quando invece sarebbe stato opportuno, anche solo per semplice etica, attendere l’elezione del nuovo Governo?
b) – E’ da ritenersi opportuna la scelta di un membro rappresentante di una ONG ufficialmente inquisita partecipare nella commissione?
c) – Poteva un diplomatico candidarsi a Direttore di un’Agenzia di Stato e magari essere valutato e selezionato da altri colleghi, anch’essi diplomatici e membri della stessa corporazione?
d) – Poteva un esperto AICS essere selezionato da un collega della DGCS europea, ma impegnato a Roma nella FAO, e da una ONG di cui in passato poteva essere stato un controllore?
e) – Poteva essere selezionato un candidato direttamente legato alla politica ed in particolare al PD che gli aveva già assegnato il ruolo di Dirigente della stessa Agenzia pur senza avere esperienze dirette di cooperazione ?

E ora mi rivolgo nuovamente alla Dr.ssa Frigenti.

 “Dottoressa esimia,
in una simile situazione lei poteva e doveva fare di più, invece ha seguito le orme di Ponzio Pilato, se n’è lavata le mani, mentre la sua posizione richiedeva un suo intervento; lei si è disinteressata dei mancati diritti di una persona disabile a cui aveva IL DOVERE di imporre di assegnare la posizione che gli spettava; non solo, ma doveva prendere a calci nel sedere il Dottor Racalbuto e i membri della Commissione, in particolare il Testolin Gianpietro a cui invece ha permesso d continuare indisturbato i suoi incarichi superpagati senza che mai una volta si sia sottoposto a selezione; LEI DOVEVA SCUSARSI A NOME DELLA SUA AGENZIA, evitando che casi del genere inficiassero il buon nome, pardon solo il nome, dell’Agenzia di Cooperazione che pretende di cambiare il mondo ma che non riesce a cambiare neanche se stessa, continuando a mantenere lo stesso stile di sempre, e che anzi grazie a Renzi e al PD ha aumentato il suo potere e le immunità.
E nel lavarsi le mani ha permesso che il Ministro uscente Angelino Alfano & co. organizzassero questa farsa di selezione del nuovo Direttore, che se non si è ancora conclusa dopo quasi sette mesi non è perchè non hanno trovato candidati idonei ma perchè forse di quei candidati neanche uno è eleggibile.”

E’ legittimo pensare che il Ministro degli Esteri Enzo Moavero e il Segretario Generale del MAECI Elisabetta Belloni sappiano più di quanto non dicano. La Elisabetta Belloni poi, già Direttore Generale della DGCS, la Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo, ramo del Ministero sgretolato da Renzi & Co. a favore dell’AICS, conoscendo bene la situazione, chissà che in collaborazione con il Ministro Moavero non stiano tenendo a bagno maria i tre candidati fino a tempi da destinarsi, aspettando che magari un meteorite cada sull’AICS distruggendo le carte della selezione e aprendone un’altra. Ma intanto nessuno solleva la questione, tenendo oscurati tutti gli intrighi che si svolgono a palazzo da tempo immemorabile, decenni.
(Editoriale n. 6 di Italietta Infetta)

“Vede Dr.ssa Frigenti, lei si è dimessa il giorno dopo le elezioni, adducendo presunte scelte famigliari, che è quello che dicono tutti coloro che si dimettono quando sentono puzza di bruciato e capiscono che le protezioni si stanno dissolvendo, ma di fatto lei è l’unica responsabile non solo di non aver fatto giustizia nei confronti di chi ha subito ingiustizie ma ha permesso che molti dei fondi destinati ai poveri del terzo mondo fossero bloccati in attesa della firma del nuovo Direttore; chissà quanti sono i poveri disperati del Terzo Mondo, bambini e adulti, donne e anziani che aspettavano con ansia che lei firmasse la loro salvezza mentre oggi grazie al suo comportamento alla Ponzio-Pilato-style si trovano invece ad affrontare la morte. Naturalmente quest’ultimo è un eufemismo solo per farla sentire in colpa; nella realtà chissà quante persone sono riuscite realmente a usufruire dei fondi dell’AICS a parte quelli destinati agli “amici degli amici” o alla produzione di 40 Kg di fagiolini nel Sudan ad opera proprio dell’amico Racalbuto al costo di € 75.800  al kg.”
(Editoriale n. 7 di Italietta Infetta)

Il mondo di sicuro continuerà a sopravvivere anche senza l’AICS e la Cooperazione Italiana, tant’è che sono in pochi a sapere dell’esistenza di questo trituratore di denaro che non aiuta i poveri del mondo ma aiuta a diventare l’Italia un paese più povero.

E chissà che magari per il reddito di cittadinanza il nuovo Governo non attinga fondi dai presunti aiuti umanitari, dall’accoglienza e dagli stipendi di personaggi come Racalbuto e Testolin e di altri parassiti come loro, utili solo a se stessi.

  “Dottoressa,
a nome dei tanti che condividono i miei articoli Le auguro di cuore che oggi abbia più tempo da dedicare alla sua famiglia, e nel frattempo ci saluti anche Renzi e i suoi seguaci, nella speranza che anch’essi seguano le sue orme dedicandosi quanto prima alle loro rispettive famiglie, possibilmente senza imitare però la famiglia Renzi che grazie a Play Therapy Africa, come sappiamo, ha utilizzato fondi destinati ai bambini poveri dell’Africa che se non sono morti come quelli in attesa delle firme del nuovo Direttore AICS per lo meno saranno ancora vivi ma non potranno più giocare perchè il denaro destinato a loro c’è qualcun altro che ci sta giocando: coloro che l’han fatto sparire”. 

                                                                                                                                            Max Tumolo

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