Politica

Cooperazione e disabilità

ITALIETTA INFETTA
COOPERAZIONE E FALSA SOLIDARIETA’

LE ORIGINALI MODALITÀ DI GESTIONE DELLA COOPERAZIONE ITALIANA ALLO SVILUPPO
E LE SUE ATTENZIONI VERSO L’INCLUSIONE DEI DISABILI

Dopo aver pubblicato di recente, nel febbraio 2018, uno scomodo Comunicato Stampa di una frode dell’Istituto Superiore di Sanità in un progetto di Cooperazione in Liberia con la Facoltà di Medicina di Monrovia”, e dopo aver diffuso una “Lettera aperta alla Dott.ssa Frigenti”, Direttore dell’AICS, quell’Agenzia della Cooperazione italiana allo Sviluppo che allineandosi ai Governi dei paesi più sviluppati del pianeta avrebbe dovuto cambiare il mondo, aprendo il sito web dell’AICS, www.aics.gov.it, e dopo aver osservato il contenuto della “Home page” mi sono ritrovato a piangere dalla commozione quando ho letto un titolo che scorreva in corsivo blu:

Nuova pubblicazione: LINEE GUIDA per la disabiltà e l’inclusione sociale negli interventi di cooperazione 2018”

Il “cappello” introduttivo del documento riportava la seguente dicitura:

Documento adottato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo con determina n. 9 del 10 gennaio 2018. Presentato al Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo nella seduta del 21 dicembre 2017”.

Per chi non conosce il settore della Cooperazione Internazionale quanto scritto nel cappello introduttivo è pari all’arabo, ma nella pratica significa che ufficialmente un Comitato di Soloni ha prodotto, approvato ed emesso questo storico documento che ha provocato nel sottoscritto un convulso pianto di commozione che aumentava a dismisura addentrandomi nel contenuto che le Tavole della Legge di biblica memoria comparate apparivano più simili alle istruzioni sull’utilizzo di una qualsiasi carta igienica profumata.

Confesso, ho pianto, e ho pianto ancora di più quando ho constatato che il contenuto di 34 pagine, includeva: le copertine, le presentazioni, i complimenti, i ringraziamenti, i saluti, gli acronimi, il sommario e i disegnini prodotti da 34 super-esperti, immaginiamo superpagati, super-dotati di master e contro-master che varrebbe la pena di elencarli se non togliessero spazio utile alle più utili considerazioni di questa riflessione ad alta voce. 34 pagine per 34 esperti, una pagina per esperto si direbbe, solo che in realtà il documento contiene il riassunto di una serie di convenzioni e documenti firmati dal dopoguerra in poi e di volta in volta migliorati e sottoscritti da Governi, Nazioni Unite, Unione Europea e via dicendo fino a documenti condivisi quali “Human rights: a reality for all”, o la più recente “Carta di Istanbul” per l’inclusione delle persone con disabilità nelle attività umanitarie.

Ma quello che più inorgoglisce e accresce il senso di appartenena a questo grande paese solidale verso tutti è l’affermazione citata nel documento:

Va sottolineato che l’Italia ha svolto un ruolo determinante nell’ambito del negoziato sul Nuovo Consenso Europeo sullo sviluppo per dare maggiore rilievo al tema della solidarietà”.

Ora, quanto possa essere stato speso per produrre un tale documento non risulterà mai nel bilancio del MAECI, il Ministero degli Affari Esteri, ne tantomeno in quello dell’AICS, l’Agenzia di Cooperazione allo Sviluppo, perchè se così fosse la trasparenza tanto invocata ma mai perseguita, non avrebbe provocato la presentazione di una denuncia all’ANAC e alla Procura della Repubblica proprio a causa dell’omissione della pubblicazione dell’annullamento di un bando di selezione in Sudan per evitare proprio, guarda caso, l’assunzione di un cooperante disabile.

Qualcuno obietterà che forse un disabile non avrebbe mai potuto occupare un incarico in Sudan, su un progetto di emergenza, ma se così fosse che senso avrebbe produrre un tale documento se poi non si possono attuare i contenuti? In realtà molti non sanno che esistono diverse forme di disabilità, molti pensano che un disabile sia una persona più correttamente definibile “diversamente abile”, possibilmente non autonomo o costretto a deambulare con ausili. Ma non per tutti è così tanto che le commissioni INPS e ASL che attestano le invalidità provvedono anche a delimitare le capacità in un documento definito “Diagnosi Funzionale”. E per puro caso colui che avrebbe avuto diritto al posto in Sudan, come Esperto di Logistica, quale era e continua ad essere, è in possesso di una “diagnosi funzionale” che gli consente di fare gran parte dei lavori, fatta eccezione di prestare opera nelle miniere o con mansioni di scaricatore di porto che onestamente, non è mai stato il grande obiettivo di chi ha partecipato alla selezione di quel posto in Sudan.

A chi fosse sfuggita la “Lettera alla Dott.ssa Frigenti, Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo” si consiglia di dare un’occhiata al contenuto che per quanto raccapricciante non descrive a sufficienza le modalità dell’annullamento che contrastano leggermente non solo da quelle Linee Guida di cui sopra, ma anche da un minimo di buon senso e di intelligenzia sovrastati nettamente dalla totale arroganza di chi detiene, o pensa di detenere, il bastone del potere.

E così gli allocchi, identificati nell’intero popolo italiano che alle ultime elezioni ha dimostrato un pò di insofferenza proprio verso l’arroganza di una classe politica e dirigente che non vuole cambiare, continuano a ignorare che nella nostra Pubblica Amministrazione c’è gente che se ne infischia altamente non solo delle disabilità vere e dei veri disagi degli indigenti delle nostre terre, occupandosi e preoccupandosi di quelli presunti d’oltre mare e d’oltre confine, emanando editti e chiacchiere che resteranno per lo più circoscritte agli addetti ai lavori, i quali continueranno a perseguire lo scopo primo nonchè ultimo di“distribuire come caramelle il denaro dei contribuenti” infischiandosene della trasparenza, di leggi, norme e quant’altro che logorroicamente vengono prodotte in quantità industriali e che nessuno rispetta.

Le elezioni del 4 Marzo hanno segnato una svolta, dicono gli esperti, ma la gente comune si augura che lo sia anche nella realtà, e che personaggi come il Dottor Racalbuto, Direttore della sede AICS di Khartoum, riceva il meritato compenso per aver ignorato un documento firmato da 34 persone, rappresentanti decine di organizzazioni pubbliche italiane emanato per allinearsi a direttive planetarie.

Ed infatti il Dottor Racalbuto non è un caso che sia stato denunciato all’anticorruzione per l’annullamento del bando per evitare l’assunzione di un esperto con disabilità, contravvenendo al contenuto delle Linee Guida, ma è tanto più responsabile perchè ha avvallato l’operato di una commissione di selezione presieduta irregolarmente da un mero consulente esterno “amico degli amici”, tale Gianpietro Testolin, diploma di contabile, che si spaccia per “Capo dei Programmi di emergenza della Cooperazione Italiana”, che dal 1991 collabora con il Ministero degli Esteri senza aver mai partecipato ad un bando di selezione, il quale supportato da 2 vulnerabili giovani “junior” sottopagati quali Veronica Frasghini e Jacopo Branchesi, e da una certa Michela Boni che partecipa alla selezione, pone domande, ma poi sparisce minacciando denunce di diffamazione per non aver mai partecipato alla selezione.

La cosa più raccapricciante di questa vicenda sta nel fatto che nella realtà il bando era stato non vinto ma assegnato ad un candidato che non aveva neanche i titoli per partecipare e che, ironia della sorte ha rinunciato al posto, dando atto per conseguenza all’assegnazione dell’incarico al primo escluso, che però oltre a essere disabile è anche colui che ha denunciato l’Istituto Superiore di Sanità per una frode in un progetto di Cooperazione in Liberia.

Dopo 3 mesi di manfrine, richieste di accesso agli atti e quanto richiesto per legge, infine il più esperto Dottor Racalbuto, avendo perso il controllo della situazione decideva di assumersi le sue responsabilità e con un non comune senso del dovere meglio definibile come “abuso di potere” provvedeva ad annullare il bando, che coinvolgeva anche diverse ONG italiane che non attendevano altro che l’assunzione dell’esperto che il quale avrebbe dovuto collaborare anche alla valutazione e all’approvazione delle proposte progettuali delle ONG

Naturalmente lungi dall’aspettarsi che le ONG danneggiate potessero denunciare il Dottor Racalbuto con il rischio di non ottenere più finanziamenti e non solo in Sudan, così come lungi dal pensare che i membri della Commissione potessero prendere le distanze dalla gestione irregolare della selezione, essendo stati essi stessi costretti a firmare documenti falsi a posteriori nel tentativo di mettere ordine ai pasticci dell’onnipotente contabile Testolin.

Il risultato è che al momento sia l’ANAC che la Procura della Repubblica, dovrebbero, già aver aperto il fascicolo, ma il condizionale in Italia è sempre d’obbligo quando si tratta di toccare “il sistema” e i protetti amici degli amici.

E intanto le elezioni politiche di Marzo 2018 arrivano “a fagiuolo”, come direbbe il Cavaliere, e il Direttore dell’Agenzia di Cooperazione del Governo italiano, la Dott.ssa Laura Frigenti, dopo la scomoda “Lettera aperta” e dopo la sconfitta del PD, percependo aria di cambiamenti, ecco che a metà mandato scopre di avere una famiglia e colta da “saudade” da nostalgia come direbbero a Rio de Janeiro, rassegna le dimissioni.

Le affermazioni sulle questioni familiari sono insindacabili e seppure, come si legge dai comunicati, la Dott.ssa Frigenti assume l’incarico nel Gennaio 2016, dopo una complessa selezione, le sue dimissioni a metà mandato arrivano per lo meno in tempi sospetti. Qualcuno opta che la “Lettera Aperta” abbia sollevato un vespaio, qualcun’altro che la decisione sia più che altro politica e mentre qualcun’altro solleva invece ipotesi sulla impotenza della stessa a gestire e cambiare una situazione radicata da decenni, di fatto lascia l’AICS senza guida.

Chissà se anche il Dottor Cantone dell’anticorruzione seguirà le orme o con senso di responsabilità prenderà i dovuti provvedimenti nei confronti di coloro che pensano di poter gestire gli Enti non come una “cosa pubblica” bensì come una “la loro cosa privata” facendo e disfacendo a proprio piacimento e continuando a restare impuniti.

Si spera che il Dottor Cantone, da tutti considerato un gentleman incorruttibile dalle grandi capacità decisionali, non decida di seguire le orme della Dot.ssa Frigenti o quella dei dei Giudici Romani che invece di pensare alle cose serie decidono di dediare il loro tempo per scoprire l’artefice delle sospette “buche romane” eseguite da qualcuno solo per magari farsi assegnare l’incarico di andare a ricoprirle mentre altre buche, anzi le voragini, continuano a proliferare nei conti pubblici di questa Italietta Infetta.

Nel frattempo il Dottor Racalbuto continua a percepire 14.000 € al mese più benefit per il suo incarico dirigenziale all’AICS Sudan, i 2 giovani della Commissione Selezionatrice del Bando in Sudan, vulnerabili ma adulti consapevoli, sono sicuramente alla ricerca di un altro incarico, mentre la Dott.ssa Michela Boni colta da delirio fantasmagorico minaccia denunce per non aver mai partecipato ad una commissione a cui probabilmente non poteva partecipare per oscure ragioni, e il Testolin Gianpietro, detto Jumpy” perchè salta da un posto all’altro come un canguro veneto senza mai aver partecipato ad un bando di selezione dal 1991, lo immaginiamo occuparsi, da una spiaggia in Tunisia, dei barconi in partenza dalla Libia, non si è capito bene se per coordinare gli imbarchi o in attesa di essere lui stesso imbarcato come profugo che da ben 27 anni percepisce lauti stipendi in quanto “amico degli amici”.

Se un giorno avrò l’opportunità di incontrare il Testolin vorrei ricordargli che innanzitutto in quanto presunto “amico” del sottoscritto, in nome delle centinaia di barbecue consumati in Sri Lanka con le nostre rispettive famiglie e con i pargoli che giocavano nel giardino, forse avrebbe dovuto astenersi dal presiedere la Commisione selezionatrice anche se incluso nella sua job description e mentre invece il candidato non rinvangava alcun favore in nome di una presunta amicizia, al contrario il Testina, comunemente chiamato dagli amici, nonostante non potesse neanche presiederla non si comprende bene con quale principio si sia trasformato nel Ponzio Pilato di turno superando persino Giuda in quanto a infamia, sapendo che il candidato, presunto amico, non lavorava dal 2012, che era vivo per miracolo dopo aver subito un trapianto di fegato, e che non aspettava altro che tornare a vivere ritornando a fare ciò che aveva scelto nella vita: salvare il mondo.

Credo che valga la pena di raccontare quanta solidarietà c’è nel mondo della falsa solidarietà e quanta umanità ma soprattutto quanto senso del rispetto, dell’amicizia e di tutti quei valori che falsamente tutto il mondo della Cooperazione pretende di promuovere.

Il nuovo Governo, di qualunque colore esso sarà dovrà interrompere questo circolo vizioso che da decenni ormai corrode l’Italia e che permette a personaggi dalla dubbia moralità e dalle incerte competenze di ergersi a salvatori di un mondo che loro per primi stanno affondando. Il Dott. Racalbuto merita di dirigere una cooperativa di addetti alle pulizie dei bagni della stazione Termini a 1.300,00 € al mese, con tutto il rispetto che questi ultimi meritano, mentre il Testina meriterebbe di restare in Tunisia, senza paga, con il divieto di rimpatrio per l’inizio di una necessaria quanto auspicata pulizia etnica territoriale dagli esseri viscidi e corrotti che popolano questa Italietta Infetta.

Tutto sommato la stessa sorte dovrebbe toccare anche alle decine, centinaia, migliaia di catto-comunisti inetti che a partire dagli anni ruggenti della legge 49/87 si sono trasformati da volontari a cooperanti e da cooperanti ad esperti sperperando il denaro di gente che il denaro in italia se l’è sudato appellandosi a salvatori degli indigenti e di un terzo mondo ormai superato perfino dall’Italia che se fosse in Africa con il debito pubblico maturato sarebbe già nel profondo di un default finanziario catapultandoci nel 4° o forse 5° mondo.

Chiunque guiderà il prossimo Governo avrà l’onore e l’onere di fare pulizia della feccia che inquina il nostro paese e le organizzazioni di disabili, quelle dei diritti civili, dei diritti dell’uomo, le Nazioni Unite, l’Unione Europea e tutte le organizzazioni di promozione di chiacchiere, che per favore la smettano di produrre trattati e carta straccia ma che si adoperino mettendo i Governi in condizione di rispettare non solo le leggi ma l’unico bene di questa terra: l’uomo.

 Max Tumolo

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