Politica

Ecco perché il governo voleva che il documento del CTS restasse secretato

La strenua campagna del governo per vietarne la pubblicazione

Adesso si capisce perché l’avvocatura di Stato, nel ricorso contro la sentenza del Tar Lazio, favorevole alla pubblicazione dei documenti del Comitato Tecnico Scientifico, ha parlato di “danno concreto all’ordine pubblico e alla sicurezza” che la conoscenza dei verbali del Cts può comportare.

Ricostruendo brevemente: la Fondazione Einaudi aveva chiesto accesso civico ai verbali del Cts del 18 febbraio, del 1°, 7 e 30 marzo e del 9 aprile. Le era stato negato, aveva presentato ricorso, il Tar Lazio il 23 luglio le aveva dato ragione, il governo ha continuato a dirsi contrario alla desecretazione, l’avvocatura di Stato pertanto ha fatto ricorso al Consiglio di Stato che ha sospeso l’effetto della sentenza del Tar. Il governo tuttavia ha finalmente ceduto all’appello che il presidente della Fondazione Einaudi Giuseppe Benedetto ha indirizzato al presidente del consiglio Giuseppe Conte, rinunciando a rimandare a ottobre la desecretazione e il 6 agosto la Fondazione ha pubblicato i cinque verbali.

Per l’esattezza, l’avvocatura di Stato ha giustificato il ricorso contro la divulgazione in considerazione del “danno concreto all’ordine pubblico e la sicurezza che la conoscenza dei verbali del Cts, nella presente fase dell’emergenza, comporterebbe sia in relazione alle valutazioni tecniche che agli indirizzi generali dell’organo tecnico”. 

Il nutrito gruppo di “cervelloni” che ha partorito il documento

Si capisce il perché già a una prima affrettata lettura: nel senso che l’indignazione degli italiani potrebbe raggiungere livelli incontrollabili. Il verbale del 3 marzo, tanto per incominciare, prova la responsabilità del primo ministro Conte e del suo governo nella mancata istituzione della zona rossa nei comuni di Alzano Lombardo e Nembro, molto vicini a Bergamo. Dalle carte, insomma – commenta il quotidiano Libero il 7 agosto – “un terremoto per Giuseppe Conte. Uno scandalo. Una bomba che mette davvero a rischio la sua permanenza a Palazzo Chigi”.

Ma è la lettura del verbale del 30 marzo che per il momento scuote il paese.

Bisogna premettere, per chi non lo avesse ben presente, che il Comitato Tecnico Scientifico, creato per far fronte all’epidemia di COVID-19, è stato presentato con orgoglio come un organismo d’eccellenza, composto com’è da una quindicina di funzionari di grado elevato in rappresentanza di ministeri, istituti e agenzie nazionali e da una decina di esperti di alto profilo: tra i primi, Silvio Brusaferro, Presidente dell’lstituto Superiore di Sanità, Giuseppe Ippolito, Direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani”, Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità del Ministero della Salute, Nicola Magrini, Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco; tra i secondi, Ranieri Guerra, rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Francesco Maraglino, Direttore dell’Ufficio prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale del Ministero della Salute, Luca Richeldi, Presidente della Società italiana di pneumologia, Alberto Villani, Presidente della Società italiana di pediatria.

Ebbene nella riunione del 30 marzo, tutti insieme questi autorevolissimi personaggi hanno partorito qualcosa di “così grottesco da non sembrare vero”, per usare le parole di Andrea Zambrano, autore di un commento pubblicato il 7 agosto sul quotidiano on line Lanuovabq.it. “Eppure – prosegue il giornalista – “è stato scritto da quel drappello di espertoni che in questi mesi e in una parola, ha praticamente tenuto in pugno le redini del Paese”. Si tratta di alcune raccomandazioni e di un daily plan, un programma che illustra come i genitori devono organizzare la giornata dei loro figli chiusi in casa a causa del confinamento “proposto dagli scienziati al governo da far applicare non si sa con quali misure coercitive e di verifica”.

Un cumulo di direttive per psicolabili

Tra le raccomandazioni degli “espertoni” figura ad esempio quella di ritagliare uno spazio della giornata in cui “ogni componente del nucleo familiare” racconta “qualcosa a turno”.

Ed ecco la descrizione completa della giornata ideale per i figli:
“Sveglia, bagno, colazione (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti), igiene personale, attività domestiche, attività ‘scolastiche’, contatto telefonico e/o video con amici e parenti (nonni, zii, cugini), pranzo (compreso sparecchiare e mettere in ordine, attività libera (televisione, computer, ecc), attività ‘scolastiche’, merenda (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti), uscita di casa (dal cortile, alla spesa), attività ludico/ricreativa (hobby), cena (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti), igiene personale, a letto (lettura e/o favola)”.

Che quel gruppo di esperti e funzionari si sia messo attorno a un tavolo per compilare queste e altre linee di comportamento domestico e famigliare è mortificante, offensivo: ci fa apparire tanto incapaci, tanto socialmente e culturalmente inferiori da dover essere guidati anche nelle più semplici attività quotidiane. È tipico di una presunzione giacobina e comunista di costituire un’élite superiore rispetto al popolo: un atteggiamento talmente offensivo e mortificante che effettivamente il danno all’ordine pubblico e alla sicurezza potrebbe essere quel popolo che si rivolta e insorge.
Potrebbe farlo, a maggior ragione, perché i verbali del Cts, tutti non solo cinque, dovrebbero essere desecretati: e non per concessione del governo, ma per dovere di trasparenza e diritto d’informazione.

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2 risposte

  1. Condivido la vostra impostazione e il tipo di inchieste

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