Politica

E’ davvero opportuno censurare le immagini della crudeltà umana?

L’importante è evitare sensazioni sgradevoli

Sì, quest’immagine di copertina è sconvolgente, pur se non si riferisce ai campi di sterminio nazisti, ma all’eccidio delle foibe. E’ un’immagine che forse preferiremmo non vedere. Turba la nostra tranquilla quotidianità. E’ un pugno violento alla bocca dello stomaco. Una grattugia che raschia dolorosamente l’anima e la lascia sanguinante. Un uragano che irrompe dentro di noi e squassa le coscienze. Sì, siamo turbati perché quei miseri corpi che osserviamo, sono corpi di esseri umani come noi.

Sì, forse, preferiremmo non vederli perché sono stati ridotti in quello stato da altri esseri umani, anche loro come noi ed è questa una cosa davvero difficile da accettare. Ecco perché alcuni “benpensanti” predicano che certe immagini dovrebbero esserci risparmiate. Perché si possa condurre il nostro sereno ménage familiare senza ricordare, o addirittura senza sapere. Così il quadro idilliaco di un mondo giusto e perfetto prevarrà sempre su tutte le brutture che invece lo caratterizzano. Allora parliamo d’altro. Non deprimiamoci con ricordi funesti. La vita e breve, godiamocela. Facciamo come le tre scimmiette e non parliamo più degli orrori passati, tanto sono passati. Così i ricordi scemano, si annacquano nel transito generazionale. I contorni si sfumano, diventano Irreali, finché, immancabilmente, partoriranno il dubbio: “Possibile che siano davvero accadute cose simili?”
Ed è così che la storia, tragicamente, si ripete.

Nelle fasi conclusive dell’ultimo conflitto mondiale, il comandante in capo delle forze anglo-americane, generale Dwight David Eisenhower (Ike, per gli intimi) volle che tutte le raccapriccianti immagini che apparvero davanti agli sbalorditi occhi dei suoi soldati, all’ingresso entro i campi di sterminio nazisti, fossero filmate, perché, disse: “In futuro, ci sarà sempre qualche idiota che si alzerà in piedi per giurare che tutto questo non è mai avvenuto”. E’ stato un buon profeta.
Nei sistemi soggiogati dal fondamentalismo islamico, parlare dell’Olocausto è infatti proibito e può essere punito anche con la morte. L’Olocausto, sostengono i leader carismatici dell’Islam “E’ un falso inventato dai sionisti per conquistarsi le simpatie occidentali e vedere legittimata la loro prevaricazione sui popoli deboli”. E allora – siccome l’Olocausto “non c’è mai stato” – perché non proporlo ex novo? Ci pensa, (ma non è il solo) il governo iraniano che, senza mezzi termini, continua a predicare di “Distruggere Israele”; “Cancellare lo Stato sionista dalle carte geografiche”; “Ricacciare gli ebrei in mare”…

“Vivi e lascia morire”

L’olocausto degli Armeni tuttora negato dalla Turchia

Man mano che passano gli anni, questa teoria, secondo cui l’Olocausto non sarebbe altro che una ben orchestrata fiction, comincia a riscuotere qualche timida condivisione anche in occidente da parte dei pensatori più “illuminati” che, affrontano l’argomento ostentando espressioni di saggia perplessità. Eppure dal massacro dei sei milioni di ebrei nei campi di sterminio nazisti sono passati meno di ottant’anni. Alcuni scampati sono ancora in vita e ancora mostrano le marchiature a fuoco come quelle che s’imprimono sulle mandrie bovine per attestarne la proprietà. Già, ma forse questi sventurati si sono marchiati da soli a bella posta, sempre, ovviamente, per riscuotere le immeritate simpatie dell’Occidente!

Quale sarà tra altri cinquant’anni l’opinione sull’Olocausto?
Qualcuno ci crederà ancora o sarà catalogato nel mito, come le imprese di Re Artù, le avventure di Ulisse, le battaglie contro i draghi sputafuoco del medioevo, le imprese dell’arciere di Sherwood…?
Ed è così che questo scetticismo ci induce a una sempre più abulica indifferenza sulle stragi che ancora oggi accadono. Del resto, noi cosa c’entriamo? Che cosa abbiamo a che fare, noi, con le orrende carneficine in Cambogia, in Ruanda, in Kurdistan, nel Cile di Pinochet, nell’Argentina dei Colonnelli, nella Russia stalinista, nella Cina di Mao, nell’eccidio degli armeni da parte turca, in quello attuato dall’Impero Nipponico in Cina e nelle foibe istriane…Anzi, alcune di queste stragi riescono addirittura a far impallidire quelle naziste, ma per non imbarazzare molti potenti della terra, hanno meritato una scarsa diffusione. Perfino l’attuale Pontefice, non fece udire la propria voce ai tempi dei desaparecidos nella cattolicissima Argentina.

Del resto: “Vivi e lascia morire”, è nei fatti, il motto del nuovo, imperante umanesimo che conquista sempre più adepti. Così l’indifferenza per la sorte altrui, può anche mascherarsi dietro alle bandiere della pace e sublimarsi in effimeri concetti di “libertà”; “diritto all’autodeterminazione”; “rispetto delle diversità”.
Dell’Olocausto e delle altre centinaia di orrende stragi compiute dall’uomo sull’uomo – sempre che siano vere – è meglio non parlarne: sono troppo crude e troppo raccapriccianti.

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