L'opinione Politica

Dilaga senza freni il parossismo degli ambientalisti

Abbracciate gli alberi ammalati per farli guarire…

Vandana Shiva è un’ambientalista indiana talmente ostile allo sviluppo da inventarsi dati e fatti che ne dimostrino i danni. Ad esempio, si è inventata che la coltivazione del golden rice, un ogm che contiene betacarotene e combatte efficacemente le carenze di vitamina A, ha fatto aumentare fame e malnutrizione.

Si è anche inventata che l’introduzione in India di una varietà di cotone Bt, un ogm, ha indotto i piccoli produttori a indebitarsi per coltivare e servire il mercato, ha causato il suicidio di 250.000 contadini disperati e ha fatto crollare l’industria del miele per lo sterminio degli insetti impollinatori tra cui le api. A proposito della xylella, il batterio che attacca gli ulivi, dice che quelli infetti non vanno tagliati perché l’ulivo è il simbolo della pace con la terra. Il suo rimedio, suggerito agli agricoltori italiani, è abbracciare in tanti con amore le piante ammalate per farle guarire.

Strampalate profezie

L’ambientalista indiana Vandana Shiva

Enrico Giovannini è un economista, convinto che i paesi ricchi sono responsabili delle ingiustizie del mondo e quindi le devono risanare. Ammira Greta Thunberg e la sua “battaglia” contro il global warming (riscaldamento globale) di origine antropica, in cui crede fermamente benché sia una congettura.

È anche uno degli ultimi ammiratori del Club di Roma, un’ONG fondata nel 1968 divenuta famosa per un “Rapporto sui limiti dello sviluppo” che prevedeva l’esaurimento dell’oro nel 1981, del mercurio nel 1985, dello stagno nel 1987, dello zinco nel 1990, del petrolio nel 1992, di rame, piombo e gas naturale nel 1993. Non è successo nulla, ma ancora Giovannini dà ragione all’ONG. Al governo precedente aveva chiesto che si discutesse una proposta di emendamento della Costituzione italiana per introdurvi al più presto il principio dello sviluppo sostenibile.

“O si mangiano gli insetti o si diventa vegetariani”

Il premio Nobel per la fisica, Carlo Rubia, uno degli oltre 500 scienziati che contestano il Global warming

Anche l’economista Jeffrey Sachs crede nel global warming antropico. Secondo lui l’ultima volta che la temperatura della Terra è stata elevata come adesso è stato 150 mila anni fa. L’umanità si deve drasticamente diradare. “Se l’Italia mantenesse fino al 2300 l’attuale tasso totale di fertilità – porta ad esempio – la sua popolazione scenderebbe a 600 mila individui e non sarebbe poi un gran male”.

Sachs sostiene che entro pochi anni dobbiamo diventare tutti vegetariani o in alternativa smettere di mangiare carne rossa per sostituirla con gli insetti. Per essere un economista… spiega la povertà in modo davvero singolare: “Il mondo ha un prodotto interno lordo di 100 miliardi di dollari. Quindi il denaro c’è, solo che non l’hanno i poveri”.

Le “tasse ecologiche” proposte dal ministro Fioramonti

Shiva, Giovannini e Sachs sono tre degli esperti che Lorenzo Fioramonti, il nuovo ministro del Miur, il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha chiamato a costituire il consiglio che lo affiancherà d’ora in poi nella realizzazione dei suoi progetti. In un’intervista all’agenzia di stampa Reuters, ha detto che dall’anno prossimo introdurrà in tutte le scuole pubbliche 33 ore di educazione obbligatoria al clima e allo sviluppo sostenibile.

Si vanta di essere stato lui il primo a pensare di mettere delle tasse sulle merendine, sulle bibite zuccherate, sui biglietti aerei, sui profitti derivanti dalle trivellazioni petrolifere e sulla plastica. Si dice fiero che le sue idee si traducano in leggi. Pazienza se si perderanno decine di migliaia di posti di lavoro. D’altra parte è un fiero sostenitore, più che dello sviluppo sostenibile, della “decrescita felice”, la teoria del sociologo francese Serge Latouche che dai suoi studi in Africa ha chissà come ricavato la convinzione che la povertà rende felici.

Fioramonti prima di diventare ministro del Miur ha insegnato Economia politica all’Università di Pretoria, in Sudafrica, dove, a suo dire, stava coordinando la creazione del più grande campus per la ricerca sullo sviluppo sostenibile in Africa. Ma, nel continente in cui centinaia di milioni di persone non riescono a superare la soglia di povertà, la “decrescita felice” non ha osato proporla.

Chiudere l’Ilva di Taranto e coltivare le cozze…

La senatrice 5 stelle, Barbara Lezzi: “I tarantini coltivino le cozze”

Sempre lui ha proposto di togliere i Crocefissi dalle scuole per creare un ambiente più inclusivo per i non cristiani. “Voglio rappresentare quell’Italia che si oppone a tutto ciò che Salvini esprime – ha detto nell’intervista alla Reutersdobbiamo costruire una narrazione diversa e non aver paura di dire qualcosa che a Salvini potrebbe non piacere, perché è per questo che esistiamo”.

Alla vigilia dello sciopero delle scuole del 27 settembre, il Friday for Future di protesta contro il cambiamento climatico antropico, ha diramato una circolare in cui esortava i direttori scolastici a considerare come giustificata l’assenza degli studenti in sciopero: “E’ la lezione più importante che i ragazzi possano frequentare”, si è giustificato.

Fioramonti non è l’unico esponente politico che sogna il ritorno all’epoca in cui si andava a piedi o tutt’al più in bicicletta, i cappotti si rivoltavano e i panni si lavavano al fiume. La senatrice 5 stelle Barbara Lezzi a proposito della chiusura dell’acciaieria Ilva di Taranto ha commentato che, in alternativa, la città può dedicarsi con profitto ad altri prodotti, ad esempio coltivare le cozze. Quanto a togliere ai ricchi per dare ai poveri sconfiggendo la povertà, i 5 stelle hanno fatto tesoro della teoria di Sachs inventandosi il reddito di cittadinanza, ovviamente ricavato dalle tasse estorte a chi lavora, produce e, secondo loro, è “ingiustamente ricco”.

 

 

 

2 risposte

  1. Cara signora Bono, e’ proprio il caso di citare il saggio detto che le MEZZE VERITA’ da lei sciattamente presentate SONO PEGGIO DELLE BUGIE.
    Si vede anche che lei e’ vittima della mancanza di pensiero scientifico che affligge la sua’Italietta. Vandana Shiva e’ laureata in fisica quantistica….e le assicuro che per ogni parola riporta dati quantificabili e bibliografia che le consiglio di studiarsi. Salto poi direttamente all’Ilva, una delle vergogne piu’ macabre tra i crimini di questa italietta cialtrona e negligente. ho poco spazio. Un total nonsense che per servire un magnate indiano e una ditta francese, e i soliti mafiosetti corrotti di turno, manda a morte gli abitanti di una citta’ intera. Per produrre acciaio ormai in eccesso e invenduto in tutto il mondo. Le consiglio un viaggetto nel reparto oncologico pediatrico dell’ospedale. I bambini, quelli che riescono a nascere, passano dal rep. neonatale a quello oncologico e poi all’obitorio. Questo non e’ lavoro. E’ schiavismo. E cozze a parte, la Puglia ha tali paradisi costieri – l’unica envlave coi cavallucci marini, etc – che facilmente si creerebbero pari posti di lavoro nel settore turistico e naturalistico.
    Bel progresso…il suo…io lo vhiamo devastazione.

  2. cara signora Treves,
    è proprio il caso di citare il detto “che non c’è peggior sordo di chi mente sapendo di mentire”.
    A proposito delle qualifiche e dell’attendibilità della sua beniamina si veda l’articolo di Michael Specter sul New Yorker, articolo che attende ancora una replica.
    Quanto all’Ilva le consiglio la lettura dei verbali delle udienze del processo in corso, da cui si rileva, per ora, l’infondatezza delle accuse.
    Per la mortalità per tumore di Taranto può (non tanto agevolmente, vista l’incompletezza del registro tumori, ma anche questa sarà colpa degli acciaieri) fare un confronto con i dati regionali e nazionali da cui ricaverà una situazione non statisticamente differente.
    Infine per la presunta correlazione emissioni (imputate all’acciaieria ma non alla raffineria, alla cementeria e alle altre fonti) – neoplasie verifichi pure i dati relativi alla qualità dell’aria e potrà constatare come nella classifica Taranto sia posizionata molto meglio rispetto non solo a tutti i capoluoghi di provincia del Nord Italia ma anche ad esempio, rispetto a Bari dove non risulta essere un funzione analogo impianto. Tanto a prescindere dai limiti di legge che risultano comunque essere stati rispettati dall’azienda.
    Se le avanza tempo rifletta se non sia il caso di rivolgere a sè stessa la notazione circa l’assenza di “pensiero scientifico”

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