Politica

Cronaca di una catastrofe annunciata nell’Italia del terzo millennio

Un bizzarro modo di leggere gli eventi

Oltre a quella del covid-19, c’è un’altra pandemia che sta pericolosamente diffondendosi in Italia; quella di un cronico stato confusionale che pare aver contagiato sia chi governa, sia larghe parti della popolazione. Organi di stampa e social, traboccano di commenti insipienti e strampalati, in cui si legge tutto e il contrario di tutto e sembra proprio che tanto più chi scrive, non ha nulla di sensato da dire, tanto più si accanisce a scrivere.

Dagli accorati appelli alla Vergine Maria, alla divulgazione di tesi fantascientifiche. Dalla feroce denigrazione di chi avversa il pensiero unico, alle più fantasiose teorie complottiste che neppure Giulio Verne avrebbe avuto il coraggio di ipotizzare. Sembra che raziocinio e buon senso, non abbiano più Patria nel Bel Paese e che trionfino ormai incontrastate, dabbenaggine, approssimazione, superficialità e frivolezza.

Tutto questo accade mentre il 40 per cento degli italiani scivola inesorabilmente verso la povertà, le imprese falliscono e i nostri governanti annunciano l’incombenza di un’altra micidiale onda pandemica per il vicino mese di ottobre. Pochi sembrano preoccuparsi degli inquietanti eventi che stanno gradualmente trasformando il nostro sistema in un regime feudale, dove il diritto è sconfitto dal sopruso, la legalità dalla trasgressione, la competenza dalla stupidità.

Eppure, all’interno di questo drammatico scenario, si continuano a coltivare i propri umorali pregiudizi, a esaltare le più banali aspettative, a infierire ottusamente sui nemici, così catalogati a prescindere dai loro effettivi comportamenti.

Con rancoroso compiacimento, si addita l’America di Donald Trump che, con oltre 136 mila vittime, appare il Paese che, grazie alla dabbenaggine del suo leader, risulterebbe aver pagato il più altro prezzo in vite umane dell’intero pianeta. Noi, che di vittime ne abbiamo avute “solo” 35 mila, avremmo, così, il diritto di inorgoglirci, per essere stati molto più efficienti e responsabili di loro nel combattere la pandemia.

Ancora una volta, la matematica appresa sui banchi delle scuole medie, non ci viene in aiuto per farci confrontare i dati in forma relativa e non assoluta e questo non fa altro che esporci all’assoluto ridicolo.

Con i suoi 332 milioni di abitanti, gli Stati Uniti, surclassano di 5,5 volte i nostri modesti 60 milioni. Ciò vuol dire che siamo noi, non gli Stati Uniti, a esporre la performance peggiore, perché relativizzando i dati sopra forniti, si scopre che avremmo prodotto nei confronti della potenza d’oltre oceano, un numero di vittime equivalente a 192.500, cioè il 40 per cento in più di quelle riscontrate in America! Eppure si tratta di un calcolo banale, accessibile perfino alla ministra Bellanova! Ciò nonostante, non esiste dibattito televisivo in cui, Donald Trump, non sia biliosamente attaccato dal denigratore di turno, per i morti sofferti dal suo Paese!

Sempre più inquietanti prospettive

Il prof. Giulio Tarro, secondo cui la ventilazione polmonare forzata avrebbe prodotto migliaia di morti inutili. In questa foto appare con il suo irriducibile avversario prof. Alberto Burioni (a destra) querelato da Tarro per diffamazione

Ma per dare una corretta fisionomia alla vera portata del dramma che ha colpito il nostro Paese, arriva ora la bomba innescata da due medici e da un magistrato, rispettivamente il prof.  Giulio Tarro, il dott. Pasquale Bacco e il giudice Angelo Giorgianni, i quali invitano i parenti delle vittime a promuovere un’azione contro lo Stato per omicidio colposo, poiché risulterebbe che il ricorso alle intubazioni, per la ventilazione forzata, avrebbe, in alcuni casi, prodotto embolie polmonari che sono state fatali ai pazienti. Questo potrà essere accertato tramite l’esecuzione di autopsie sulle vittime, ma è certo che se le ipotesi sopra riferite, fossero confermate, ci troveremmo di fronte a una disastrosa débâcle dell’intero Istituto Superiore della Sanità.

Naturalmente, quanto detto fin qui, rappresenta solo un modesto spaccato dell’insostenibile situazione in cui versa l’Italia. C’è una compagine governativa incompetente e rissosa che litiga su tutto e si è specializzata nell’arte del rinvio. Ci sono montagne di disposizioni complesse e contraddittorie che disorientano sempre di più i cittadini. Se si portano all’essenziale le pompose ed erudite concioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si scopre che non contengono la benché minima traccia di pragmatismo, salvo l’idea suicida di protrarre l’emergenza Covid fino a tutto dicembre. Intanto, legalità e diritto, vengono giorno dopo giorno affossati.

Le forze di polizia sono ostaggio della violenza di criminali, clandestini e centri sociali che li supportano. Agli abusivi che occupano gli alloggi, mediante effrazione, viene pavidamente riconosciuto il diritto di abitarvi. Tutto ciò che è violenza, sopraffazione, illegalità, viene in tutta fretta legittimato, mentre chi rispetta le regole, si sente sempre più un impotente idiota, vessato dal sistema e irretito da un vacuo blaterale politico che afferma e subito dopo contraddice ciò che ha appena affermato. Sì, perché il vecchio detto “le parole sono pietre“, in questo Governo inetto e menzognero, quelle parole sono diventate sabbia.

Spudoratezze dell’Europa Unita

Troppe opportunità per gli evasori che alcuni Paesi europei accolgono ancora a braccia aperte

Si aprono spiagge, parchi pubblici e luoghi di ritrovo ma scuole e uffici pubblici restano chiusi, gettando i cittadini in disagi intollerabili. L’Europa matrigna ci riempie di sberleffi e di denigrazioni, soprattutto da parte di piccole Nazioni del tutto insignificanti nel panorama economico continentale. Ci definiscono (pur se con qualche ragione) un Paese ostaggio delle mafie e dell’evasione fiscale, ma, paradossalmente proprio tra coloro che ci accusano, prosperano paradisi fiscali che proprio di quell’evasione si rendono lucrosi destinatari.

Olanda, Cipro, Malta, Ungheria, Lussemburgo e Irlanda, accolgono il denaro sporco di tutta Europa, con smaglianti sorrisi a trentadue denti. Eppure l’Olanda è uno dei nostri principali detrattori, mentre il Lussemburgo è sede di varie istituzioni dell’Unione Europea. Anche il Regno Unito – ormai non più parte dell’alleanza – vantava, nell’isola di Jersey, un accogliente rifugio per denaro illegalmente ottenuto. L’Europa sa tutto questo è tace, tanto il vello sacrificale è già stato individuato nell’Italia e tanto basta.

I media controllati dal regime, presentano una realtà artificiosa, volta a sostenere l’establishment e ad affossare l’opposizione. Tacciono o minimizzano spudoratamente la questione degli sbarchi, ormai ampiamente legittimati dalla complicità tra le ministre Luciana Lamorgese e Teresa Bellanova. Eppure non passa giorno senza che si abbiano notizie di rivolte, di aggressioni, di stupri e di tracotanti atti d’inciviltà compiuti da immigrati clandestini. Atti che i mezzi d’informazione s’ingegnano costantemente a occultare.

Intanto, ci troviamo costretti a vivere in un Paese il cui delirio per l’assurdo ha rimpiazzato logica e buon senso. Dove essere femministi è bene, ma maschilisti è male; dove si può sfilare per il gay-pride, ma si diventa omofobi se si sfila per l’etero-pride; dove si può essere orgogliosi di essere neri, ma se si è orgogliosi di essere bianchi si è razzisti; dove ogni vocabolo che contenga le parole “razza” o “nero”, dev’essere imperiosamente bandito dalla lingua italiana; dove il Muezzin ha diritto di cantare le lodi ad Allah, ma sono giudicati oltraggiosi i canti natalizi; dove se s’invoca legalità e giustizia, si diventa forcaioli; dove i simboli delle fedi altrui vanno rispettati, mentre i nostri devono essere oscurati o abbattuti; dove amare il proprio Paese, ci trasforma i trucidi sciovinisti.

Inoltre, dobbiamo votarci all’eterna fustigazione per aver invaso e colonizzato altri Paesi, partendo fin dall’epoca delle conquiste greche e romane, ma non di quelle ottomane che restano esentate dal biasimo… insomma, ci sono sufficienti ragioni per chiedersi dove siano finiti i basilari principi di democrazia, cui la nostra civiltà dovrebbe riferirsi e la domanda da porsi è quindi una sola: siamo proprio e irrimediabilmente impazziti?

Deprimenti tendenze di una sprovveduta Italietta

Quando essere cittadini di Roma era vanto, onore e orgoglio

Ma, ahimè, accanto a un’Italia frustrata, che cova impotente il proprio furore, c’è anche un’altra Italia faceta e irresponsabile che, pur in presenza del disastro che la sovrasta, sceglie di dedicarsi ai propri estemporanei capricci. Così il premier Conte, non è più giudicabile in ragione dell’incarico che ricopre, ma acquisisce alti meriti come sex symbol, dando origine a decine di gruppi sui social, in cui giovani e mature signore, vanno in deliquio per la sua prestanza fisica e per il suo fascino virile.

Ora, io non sono un così profondo conoscitore dello scibile femminile, da comprendere quali siano le pulsioni che gratificano il nostro premier con un così alto titolo amatorio, ma dubito che tale titolo sia quello più adatto per la conduzione di un governo, pur se chi lo conduce è provvisto di un’elegante pochette esposta nel taschino. Ma c’è anche chi, neppure sfiorato dalle disgrazie che affliggono il Paese, sfoga su facebook il proprio intenso scoramento per le difficoltà che la pandemia in atto, crea nel programmare le agognate vacanze estive.

Questa seconda Italia, merita davvero di essere salvata?
Quest’Italia che si mette in ginocchio per la morte di un pregiudicato afro-americano, ma che ignora le centinaia d’incolpevoli vittime della violenza criminale e mafiosa; del personale medico e paramedico; delle forze dell’ordine e di tutti gli altri servitori dello Stato, falcidiati dalla pandemia e dalle aggressioni… questa è la vera Italia cui è stata tolta la voce; un’Italia che viene incriminata, al posto dei delinquenti che affronta quotidianamente; un’Italia, che solo perché compie il proprio dovere, è costantemente umiliata e delegittimata, mentre, con buona pace dei benpensanti, orde di tracotanti clandestini c’invadono; rifiutano di sottoporsi ai controlli sanitari; fuggono dai centri d’accoglienza e vagano incontrollati per le strade d’Italia per deriderci, aggredirci, insultarci e infettarci.

E’ davvero questa l’Italia che vogliamo?

Civis romanus sum. Bastava pronunciare questa frase per ottenere immediata considerazione e rispetto in ogni angolo dell’impero. Era un’orgogliosa attestazione del proprio status che esaltava la grandezza di Roma, ma dopo oltre due millenni di cosiddetto “progresso”, che si supponeva ispirato ai principi del diritto romano, noi ci troviamo oggi a dover abbandonare l’aspirazione di essere cittadini per rassegnarci al ruolo di sempre più vessati e umili sudditi.

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