Politica

Cristine Mariam Scandroglio per il riscatto dell’Africa

Quando l’origine africana non altera l’oggetività di giudizio
Cristine Mariam Scandroglio, trentaseienne, originaria della Costa d’Avorio, è stata adottata da una coppia lombarda quando aveva solo trentasei mesi. Si sente totalmente italiana, ma non dimentica la terra d’origine alla quale si dedica con passione, rifuggendo i luoghi comuni, ma cercando di restituire all’Africa la dignità che uno sconsiderato pietismo rischia di compromettere. La sua è una voce fuori dal coro. Lei ne è cosciente, ma non desiste dal perseguire il traguardo che si è prefissata e sul quale non sembra avere dubbi. L’abbiamo intervistata per dare voce al suo innovativo pensiero sull’annosa questione degli immigrati.

Fino a un paio di mesi fa era Responsabile per la Regione Campania, dell’UGL (Ufficio Confederale Politiche Immigrazione), ma si è dimessa dalla carica.
Perché?” – chiediamo
“Non mi piace essere strumentalizzata.” – risponde – “Sono per la normalizzazione dell’africanità e non voglio diventare il pupazzo da essere messo lì per sentirsi buoni o per non essere definiti razzisti”. 

“Voglio spiegare qual è il mondo dell’immigrazione”

Così Cristine, coerente con le proprie convinzioni, ha voluto sottrarsi all’utilizzo della sua persona e ha deciso di rinunciare all’incarico.
“Il mio proposito è di spiegare a chi mi segue, qual è il mondo dell’immigrazione. Quella regolare e quella irregolare. Non ci sto ai teatrini che vogliono usarmi come la brava ragazza di colore. Ho delle proposte per la questione africana e mi aspettavo che il sindacato mi aiutasse a portarle su vari tavoli di discussione, ma così non è stato”.

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Intervista di Mario Pepe, pubblicata su giornale “Roma”

Nel suo tenace proposito di offrire dell’Africa un’immagine nuova e suggerire, nel frattempo, gli strumenti atti a realizzarla, Cristine si era registrata per intervenire, a Napoli, al convegno promosso dal sindaco De Magistris, mirato all’incondizionata apertura dei porti, nel corso del quale voleva fornire la propria opinione in merito.
“Fino a cinque minuti prima” – dice – “pareva che avrei potuto parlare, ma all’ultimo momento, la mia prenotazione è stata cancellata”.
“Perché, secondo te?” – le chiediamo.
“Perché De Magistris vuole usare gli immigrati per la sua campagna politica, e l’Africa che vuole rappresentare è esattamente quella che io intendo combattere. Il mio intervento avrebbe messo a rischio il suo progetto”.

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click su foto per accesso video youtube di Cristine Scadroglio

Pietismo, assistenzialismo e accoglienza idiscriminata

Il percorso scelto da Cristine è un percorso coraggioso, ma anche difficile, perché si scontra con tutti i luoghi comuni che fioriscono intorno al fenomeno dell’immigrazione: il pietismo, l’assistenzialismo, l’accoglienza indiscriminata e gli effetti che questa produce a danno di tutti, gettando discredito anche su chi non lo merita. Tra le cose che lei contesta c’è anche l’assenza degli africani da ogni simposio, convegno o discussione che li riguardi.

“E’ come se in un incontro in cui si parla di problemi italiani, siano presenti solo francesi e tedeschi. Non sarebbe questa una scelta assurda? Perché lo stesso giudizio non deve valere anche per l’Africa?”
Tra le cose che Cristine lamenta, c’è anche la totale indifferenza dei governi di quei Paesi da cui gli immigrati dichiarano di provenire.
“Perché non coinvolgere le loro Ambasciate presenti in Italia, quando si tratta di cittadini che si definiscono rifugiati? Chi meglio di loro è in grado di accertare se la nazionalità dichiarata e reale o solo pretestuosa? Le Ambasciate africane in Italia, si limitano al semplice ruolo di passacarte e questo è inaccettabile!”
Fare intervenire le ambasciate africane
Ma non è solo sulle ambasciate che s’indirizza la critica di Cristine. Secondo la sua opinione, nessuna scelta che riguardi il fenomeno migratorio, dev’essere affrontata senza il coinvolgimento dei governi da cui tale immigrazione proviene.
“Sulle navi delle NGO che approdano in Italia, non si deve far salire un mediatore culturale improvvisato, ma i funzionari delle Ambasciate africane interessate. Che cosa stanno a fare qui se non si occupano dei propri concittadini e non favoriscono gli scambi commerciali tra l’Italia e i Paesi che rappresentano?”.
“Che cosa pensi dell’attuale governo italiano e delle politiche migratorie attuate da Matteo Salvini?” – le chiediamo.
“Anche qui si tratta di mera propaganda politica volta all’acquisizione di consensi, nella quale io non posso riconoscermi, almeno fino a quando non vedrò un approccio serio al problema con l’adozione delle misure che ho appena detto”.
“Quindi tu non ti riconosci in nessuno degli attuali schieramenti politici?” 
“Non allo stato attuale. Se proprio devo definirmi, dirò che il mio orientamento e quello di una liberale conservatrice. Sono tradizionalista e cattolica, quindi al momento, non c’è nessun partito in cui riesca a identificarmi pienamente”.
L’Africa deve riscattarsi dalla corruzione e dallo sfruttamento con le proprie forze
Cristine, comunque, non desiste dalla sua determinazione. Con il gruppo che la sostiene, intende aprire una lista civica, per candidarsi alla carica di sindaco nelle prossime elezioni amministrative del comune di Napoli.
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Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris

Intanto, è stata designata quale componente/consigliere della commissione imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Napoli. Incarico che, in ossequio ai suoi dichiarati propositi, le consentirà di favorire i rapporti tra le imprese napoletane e il mercato africano. Il modo migliore, come lei ritiene, di offrire alla sua Africa il riscatto dalla troppo strumentalizzata e pietistica carità. Non a caso, Cristine, si riconosce in pieno nelle teorie dell’economista di origine zambiana, Dambisa Moyo, esaurientemente riportate nel suo libro “La Carità che Uccide”.

La posizione assunta da Cristine è, come abbiamo detto, una posizione scomoda, perché sgradita agli ideologhi dell’accoglienza-a-tutti-i-costi. Soloni saputelli che hanno adottato la strategia di definire “razzista” chiunque non condivida le loro dissennate teorie. Eppure basterebbe riferirsi alla radice etimologica dei termini, prima di usarli a sproposito. Razzista, significa “discriminare in ragione della razza”, mentre la maggior parte degli italiani che si oppongono a questi ingressi incontrollati, è vero che discriminano, ma non lo fanno in ragione della razza, lo fanno in ragione dei comportamenti degli individui.
Questo secondo tipo di discriminazione, oltre ad essere assolutamente legittima, è anche volta a proteggere quegli immigrati che, con regolare permesso di soggiorno, vivono e lavorano in Italia, meritandosi il rispetto della comunità che li ospita. Non è un caso se quest’Africa “sana”, ha cominciato a prendere le distanze da certa feccia che dilaga nelle nostre strade per delinquere e con la quale loro non hanno nulla da condividere, se non la melanina dell’epitelio. La presa di posizione degli immigrati regolari di Agrigento, di Castel Volturno e di molte altre città italiane, finirà per far definire razzisti anche loro, dagli irriducibili benpensanti nostrani?

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