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Covid-19: il mondo si divide tra sì-vax, no-vax mentre fioriscono le più suggestive teorie complottiste

Inchiesta
Anna Bono
07/04/2021

La frenesia anti-vaccino

Letture di prima mattina. “Quello che ci iniettano non è un vaccino, è un siero”. “Non ci si vaccina mai durante un’epidemia”. “In Giappone la variante inglese sta dilagando”. “Più si vaccina e più aumentano le varianti”. “Il presidente della Tanzania è morto di Covid, lo sanno tutti”. Potrei andare avanti con tante altre citazioni che non meriterebbe neanche smentire, talmente sono campate in aria. Ovviamente quelli in uso non sono sieri. Non sono un medico e magari mi esprimo male, ma in sostanza: i sieri si usano quando si è già contagiati o si sospetta di esserlo stati. Il siero anti rabbia, ad esempio, si assume quando si viene morsi da certi animali (ma una persona che insiste sul fatto che s’iniettino sieri anti covid e non vaccini m’invita a leggere quel che dice un avvocato che spiega tutto bene… un avvocato!!). Durante un’epidemia ci si vaccina eccome. Meglio farlo prima se possibile, ovviamente, ma solo perché il vaccino richiede giorni per diventare efficace. In Giappone il 4 aprile sono morte di Covid otto persone e il 5 aprile dieci, portando a 9.231 il totale dei decessi, pari a 73 per milione di abitanti… se questo è “dilagare”, allora c’è da domandarsi come va chiamato quel che succede in Italia.

Ma non è smentire, contestare e precisare che m’interessa, tanto non serve a niente. Quel che mi preme è evidenziare due mortali “effetti collaterali” di questa frenesia anti vaccino. Il primo è il contributo enorme che dà alla diffidenza nei confronti dei vaccini in generale che già serpeggiava in Italia, inducendo decine di migliaia di persone a rifiutare d’immunizzare i figli. Anni fa qualcuno ha incominciato a dire che morbillo, varicella, rosolia sono malattie che una volta tutti i bambini prendevano senza che se ne facesse un dramma. Al contrario, ed è stato il secondo “step”, di vaccini si può morire, provocano l’autismo e altri danni estesi. Il passo successivo è stato affermare che servono solo a far guadagnare miliardi alle case farmaceutiche. Qualcuno ha persino incominciato a dubitare dell’utilità di vaccinare i bambini contro la poliomielite che – questa la motivazione – dove è scomparsa è stato grazie a maggiore igiene, mentre dove ancora colpisce, è proprio a causa dei vaccini.

Proliferano i sedicenti “esperti”

Va in scena il signor “So tutto io!”

Se si diffondesse ulteriormente, il rifiuto dei vaccini potrebbe aprire le porte al ritorno di malattie in Italia debellate, forse della stessa poliomielite che è ancora presente in alcuni stati africani ed è endemica in Afghanistan e Pakistan, stati da cui provengono molti emigranti irregolari. Un segnale allarmante è la facilità con cui tante persone credono a chiunque pubblichi un video, addirittura senza identificarsi, parlando di complotti planetari e di scoperte sconvolgenti (proprio come, qualche anno fa, di denunce di complotti planetari e di scoperte sconvolgenti erano pieni blog, social network e pagine web di pseudo informazione per spiegare l’emigrazione irregolare dall’Africa verso l’Europa). Tra i complotti più popolari, ma evidentemente mal concepiti se la cospirazione è così facile da smascherare, c’è quello che il Covid-19 sia stato fabbricato per realizzare il progetto di ridurre la popolazione mondiale sotto il giogo di un’unica centrale economica.

Tra le grandi scoperte: “le antenne 5G favoriscono la diffusione del coronavirus” (Les moutons enragés, sit cospirazionista francese); “il virus non esiste” (Andrew Wye, sedicente scienziato), “il Covid-19 è un virus batterico” (Loretta Bolgan, consulente scientifico anch’essa sedicente tale). L’altro effetto collaterale gravissimo è che convogliare l’attenzione sui vaccini fa perdere di vista quel che più importa e cioè che l’Italia è il paese che ha gestito e continua a gestire peggio la pandemia: dal devastante protocollo di “vigilanza attiva” ai lockdown sconsiderati allo spreco di miliardi di euro in bonus monopattini, banchi a rotelle e altri assurdi progetti. Un risultato, lo sappiamo, è il numero di morti per milione di abitanti tra i più elevati al mondo e in continuo aumento: è passato dai 1.768 del 27 marzo ai 1.843 del 5 aprile, più che negli Usa (1.712), in Brasile (1.559), in Svezia (1.330)…

Amari primati italiani

Siamo stabilmente settimi per numero di casi registrati e da un po’ di tempo siamo anche tra i paesi con più nuovi decessi. Il 4 aprile in Italia sono morte 326 persone. Ci superano solo Brasile, che però ha 214 milioni di abitanti; India (1,39 miliardi); Indonesia (276 milioni) e Russia (146 milioni). Un altro risultato è l’insostenibile entità del danno economico causato non dal coronavirus, ma appunto dal modo in cui l’emergenza sanitaria è stata gestita. Nel 2020 si sono persi 444mila posti di lavoro tra dipendente e autonomo, nonostante il blocco dei licenziamenti, il tasso di disoccupazione giovanile è di nuovo salito a quasi il 30 per cento, hanno chiuso più di 300mila imprese. Il danno sociale per ora è imponderabile così come quello derivante dalla perdita di tanti giorni di scuola e da un anno di DAD.

La mattina del 3 aprile a Brescia sono state lanciate due bombe incendiarie contro una struttura realizzata con i fondi della raccolta “AiutiAMO Brescia” che esegue vaccini e tamponi, gestita dalla Protezione civile e dagli alpini. Era presto, il centro era ancora chiuso e quindi non ci sono stati feriti e neanche danni ai vaccini che sono conservati altrove. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha definito l’episodio “un attacco ignobile”. Il sindaco di Brescia Emilio Del Bono ha parlato di un “gesto sconcertante, incomprensibile e inaccettabile”. Finora solo i talebani in Afghanistan e Pakistan, i jihadisti Boko Haram in Nigeria e un gruppo armato in Sudan del Sud avevano osato attaccare centri e per la somministrazione di vaccini, quelli per immunizzare i bambini dalla poliomielite.

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