Politica

Covid-19: gara d’incompetenza tra il governo italiano e i governi africani. A chi l’onore del podio?

Grottesche commistioni tra sadismo e goffaggine

Quante volte, leggendo le notizie che arrivano da certi paesi africani, ci siamo detti: meno male che siamo nati in Italia. In Uganda il ministro della sicurezza Elly Tumwine di recente ha dichiarato, per giustificare che decine di persone sono state uccise dalle forze dell’ordine, che quando una manifestazione di protesta “raggiunge un certo livello di violenza” la polizia ha il diritto di sparare ad altezza d’uomo contro i dimostranti. D’altra parte in Kenya la polizia ha sparato addirittura a gente che non aveva rispettato il coprifuoco proclamato come misura anti COVID-19, uccidendo almeno 13 persone.

Ad aprile il presidente del Madagascar Andry Rajoelina, che non è un medico ma un ex disk jockey, ha annunciato che un certo tonico a base di artemisia può prevenire e curare il coronavirus. Benché l’Accademia medica nazionale del Madagascar ne abbia messo in dubbio l’efficacia, il tonico è stato distribuito nelle scuole. Siccome però è di sapore amaro, alla fine di maggio il ministro dell’istruzione, signora Rijasoa Andriamanana, ha pensato bene di acquistare caramelle per 2,2 milioni di dollari, da distribuire a tutti gli studenti, tre per ciascuno. Al Presidente l’idea non è piaciuta affatto. Il Ministro Andriamanana si è quindi affrettata a sospendere il progetto, ma troppo tardi. Rajoelina le ha revocato il mandato.  Notizie tragiche, che fanno inorridire. Notizie sconcertanti che fanno sgranare gli occhi e sorridere.

Però sarebbe da capire come in Uganda, Madagascar, e altrove, la gente commenta, posto che arrivino, le notizie di che cosa succede in Italia da quando è iniziata la crisi del COVID-19: un governo che per combattere il coronavirus incentiva l’acquisto di biciclette e monopattini elettrici e acquista banchi di scuola a rotelle; sindaci che mettono limiti di velocità: massimo 30 e persino 15 chilometri all’ora; DPCM che obbligano i gestori di negozi, palestre, cinematografi… ad adeguare i locali per limitare i contatti fisici, costringendoli a spese anche considerevoli, per poi farli chiudere.

Coronavirus burlone…

Poi c’è il sindaco di Napoli Luigi De Magistris che nel capoluogo campano consente una celebrazione pazzesca della morte di Diego Maradona, con migliaia di persone in corteo, ammassate attorno allo stadio comunale, mentre la regione è in zona rossa ed è quindi vietato ogni spostamento anche all’interno del proprio comune se non per provata necessità e non si può fare visita o incontrare parenti e amici, né al chiuso né all’aperto. Sparare magari no, può pensare un keniano, ma anche tollerare un assembramento del genere… Dopo aver compatito per anni chi nel mondo subisce i torti e i danni di governi incapaci, incompetenti e irresponsabili, adesso sappiamo che cosa si prova e si patisce. Ogni giorno un ministro si sveglia e dice la sua.

Incapaci. Il ministro dei trasporti Paola De Micheli non ha lavorato a un piano di adeguamento dei mezzi pubblici per evitare sovraffollamenti nei molti mesi che aveva a disposizione prima dell’apertura delle scuole e della “seconda ondata”. Le scene di metropolitane, treni e autobus gremiti all’inverosimile le hanno viste tutti. Anche lei. Però dice che non ci sono prove che sui mezzi pubblici ci si contagia: “nessuno mi ha portato uno studio che dimostri che i trasporti sono la principale ragione della crescita della curva. Ho sentito troppi scienziati parlare a braccio, in questo periodo. Poiché la politica, però, non si muove solo per scienza esatta, ma anche per rassicurare i cittadini”.

Così propone invece, per tornare alle lezioni in presenza, di scaglionare gli ingressi a scuola lungo l’arco della giornata, fare lezione dalle 8.00 alle 20.00 e inoltre anche di sabato e domenica. “Bisogna far cadere ogni tabù” dice, perché siamo in emergenza. Poi le viene in mente che cambiare gli orari scolastici crea qualche problemino ai genitori che lavorano. La soluzione è semplice, secondo lei: “anche gli orari delle attività produttive dovranno essere cambiati, cadenzati”.

Decreti ispirati da turbe mentali

Napoli commemora Diego Armando Maradona, mentre il Covis-19 è in vacanza…

Irresponsabili. Il coprifuoco anti-COVID dalle 22.00 alle 5.00 impedirà di celebrare la messa di mezzanotte a Natale. Francesco Boccia, Ministro per gli affari regionali e le autonomie, invece di suggerire una deroga per quella notte, ha proposto di anticipare la messa alle 21.00 o prima, per dare il tempo alla gente di tornare a casa senza incorrere in sanzioni. “Far nascere Gesù Bambino due ore prima non è un’eresia – si è giustificato – il Natale non si fa con il cronometro ma è un atto di fede”. Su che basi il Ministro fondi l’idea che ci sia meno rischio di contagio alle 21.00 che a mezzanotte è la domanda che molti si stanno ponendo (e che vale anche per il coprifuoco, peraltro, dal momento che con bar e ristoranti chiusi, la possibilità di assembramenti di notte è davvero remota). Giustamente Francesco Giubilei commenta: “il dibattito sulla messa di Natale è surreale e testimonia la volontà di imporre ai cittadini i comportamenti anche senza motivazioni scientifiche o razionali. Qual è la differenza tra celebrare la funzione alle dieci piuttosto che a mezzanotte? Che poi un politico si permetta di affermare ‘far nascere Gesù bambino due ore prima non è eresia’ è sintomatico del delirio di onnipotenza a cui siamo arrivati”.

C’è dell’altro. Tutti ricordano che Id al-adha, la festa del sacrificio, quella in cui sgozzano gli animali, ai musulmani l’hanno lasciata fare, tale e quale come deve essere secondo tradizione perché per loro è la festa più importante. Invece i cristiani, dopo essersi persa la Pasqua, adesso il Natale dovranno celebrarlo secondo DPCM. Non succede neanche in Pakistan: né per la minaccia jihadista (si presidiano le chiese con esercito e polizia) né per il rischio COVID.

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