Politica

“Cara Italia”, il movimento politico che nuoce agli immigrati regolari

“Razzismo” e “discriminazione” non sono la stessa cosa

Ci sono molte strade che portano al razzismo, così come ce ne sono altrettante che portano a favorirlo. Il principio dell’essere antirazzista, si fonda nel saper giudicare le persone, non in ragione del luogo da cui provengono, ma in ragione dei loro comportamenti. In quest’accezione, il fatto di “discriminare”, non solo diventa legittimo, ma diventa addirittura doveroso, perché discrimina chi rispetta le norme della civile convivenza, da chi, quelle norme, le infrange con arrogante tracotanza.

Gli appartenenti a una comunità straniera che scelgono di trovare altrove la propria affermazione sociale ed economica, sanno che questi traguardi – peraltro assolutamente legittimi – possono essere conseguiti solo attraverso il rispetto e l’osservanza della cultura e delle regole vigenti nel Paese che li ospita. Sono quindi loro che, per primi, dovrebbero saper condannare e prendere distanza da quegli stranieri che agiscono diversamente, gettando così immeritato discredito anche su di loro.

La retorica immigrazionista di Stephen Ogongo

Stephen Ogongo, leader di “Cara Italia” con l’amico vignettista Vauro Senesi

Sembra incredibile che un tale e semplice ragionamento, sia troppo spesso ignorato, proprio da chi avrebbe interesse a sostenerlo. Cioè loro: gli immigrati regolari. Ma così non sembra pensarla Stephen Ogongo, un giornalista quarantaquattrenne di origine keniana che è in Italia da 25 anni, Paese in cui si è laureato, diventando poi una firma di rilievo su molti giornali dedicati agli stranieri, ma anziché promuovere l’immagine dei molti immigrati seri e ben inseriti nel tessuto sociale europeo, Ogongo sceglie, invece, di accomunarli ai clandestini e ai criminali che purtroppo ogni giorno, rendono invivibili le città italiane.

Lo fa ricorrendo ai triti e beceri slogan della retorica pro-immigrazione, il cui il movimento “Cara Italia” da lui fondato, propaga a tutto spiano, infarcendoli di una demagogia che resta volontariamente cieca a quella realtà che tutti, italiani e no, sperimentano ogni giorno sulla propria pelle. Queste posizioni, del resto, non devono stupire visto che uno dei suoi sostenitori è il sanguigno vignettista toscano Vauro Senesi, il progressista per eccellenza, che ha anche realizzato il simbolo del movimento in questione per servire le velleità politiche dell’amico africano.

Come si promuove il razzismo, fingendo di combatterlo

“Ho scelto di essere contro chi promuove il razzismo. – ha detto Stephen Ogongo in un’intervista rilasciata al Messaggero – Ho scelto di essere contro chi si diverte a vedere i naufraghi soffrire. Ho scelto di essere contro chi ordina lo sgombero dei centri che ospitano persone disperate. Ho scelto di essere contro chi non rispetta la dignità umana”. Parole melense e assolutamente prive di costrutto, senza la benché minima analisi su chi realmente approda in Italia. Parole che si allineano al ritornello insipiente, diventato lo sport ipocrita di chi vede e sa tutto, ma finge colpevolmente di non vedere e di non sapere nulla.

Con queste parole, Ogongo non fa altro che promuovere quel razzismo che, nelle sue effimere dichiarazioni, vorrebbe far credere di combattere. Ogondo rende così un pessimo servizio agli africani seri e ben integrati, perché ne fa un tutt’uno con i criminali nigeriani; gli sfruttatori di giovani donne costrette a vendere se stesse; gli autori di massacri in Congo, Nigeria, Africa Centrale, Mali…. che fuggono per sottrarsi al carcere o alla vendetta delle proprie vittime.

Salvaguardare l’immagine degli africani ben integrati

Veduta di Kisumu (Kenya) capitale della regione d’origine di Stephen Ogongo

Eppure sono migliaia gli africani meritevoli che vivono e lavorano nel nostro Paese, ne osservano le usanze e ne rispettano le leggi. Io ho la fortuna di averne conosciuti molti e se è vero che alcuni di loro vedono con amarezza crescere reazioni razziste nei loro confronti, non sono tuttavia così ciechi da non comprenderne le cause. E queste cause sono quelle scatenate da insipienti soloni come Stephen Ogongo. Primi e acerrimi nemici della vera integrazione; artefici dell’odio e della divisione; promotori del conflitto piuttosto che della comprensione.

Le posizioni assunte dal signor Ogongo e da quelli come lui, sono la cancrena, la metastasi, che gli africani ben integrati devono saper estirpare dalla propria immagine, perché li avvilisce e li umilia, mentre sublima, paradossalmente, tutti coloro che quell’immagine, non perdono occasione per deturparla.

La strategia di occultare tutto ciò che non piace

Nella sua pagina di facebook, “Cara Italia” non perde occasione di riportare ogni comportamento, ogni frase ingiuriosa che alcuni italiani rivolgono a qualche immigrato che non gli ha fatto nulla, salvo avere la pelle di colore diverso. Non c’è alcun dubbio che, quegli italiani, siano persone rozze, grette e ignoranti che meritano certamente il biasimo della società, ma perché nei post di “Cara Italia” non si legge mai un cenno di riprovazione verso quegli immigrati che stuprano; aggrediscono; spacciano; rubano; insultano le Forze dell’Ordine; fanno i loro bisogni nei parchi pubblici; picchiano i controllori dei treni e gli autisti dei bus, con la pretesa di viaggiare gratis?

Eppure la cronaca offre quotidiano riscontro di questi fatti anche se – come fa il signor Ogongo – una larga parte dei media italiani cerca di occultarli in asservimento ai “padroni” che li finanziano. Ma i “democratici” propositi del signor Ogongo non si fermano a questo, il profilo facebook del suo movimento, impone anche una stretta censura a ogni articolo che non si allinei all’idea da lui propagata, evitando così ogni libero dibattito alla faccia della sua “Cara Italia”!

E’ tutta colpa di Salvini!

Rissa tra opposte fazioni d’immigrati africani

Perché Ogongo non si chiede come mai, fino a mezzo secolo fa, qualsiasi straniero approdasse in Italia era accolto con curiosa affabilità? Come mai, ogni padre responsabile, vive ore d’angoscia quando sua figlia esce la sera? Come mai, in certe strade di periferia vi sono ogni notte (o quasi) risse furibonde tra immigrati d’origine diversa che impediscono ai residenti di uscire in strada per la paura?

Come mai, signor Ogongo? Come mai gli italiani sono così cambiati e si avviano a diventare razzisti?

Ma la domanda è del tutto retorica, perché lei sa bene di chi è la colpa e lo sa senza ombra di dubbio: La colpa è tutta di Salvini.
E’ Salvini che li istiga a diventare razzisti.

Non è lo spettacolo di protervia e di squallore cui quegli italiani assistono da troppo tempo. Non è il dolore di vedere la propria cultura calpestata e vilipesa. No. La colpa, per lei, resta tutta e sempre di Salvini, tant’è che perfino un prete si augura che qualcuno gli spari un colpo in testa e lo levi di mezzo, così il razzismo sparirà d’incanto.

Chi realmente infrange il “Rispetto per la dignità umana”?

Ma lei, signor Ogongo, crede davvero alle corbellerie che dice e che scrive? O si esibisce solo in un’operetta d’avanspettacolo per raccogliere like dai suoi estimatori?

In Kenya, sua terra d’origine, chi entra illegalmente viene arrestato senza tanti complimenti e sbattuto in galera (e che galera!) in attesa del processo che gli infliggerà una multa salata. Se potrà pagarla dovrà lasciare immediatamente il Paese (a proprie spese) se non potrà, resterà in galera anche per un intero anno e sarà poi deportato forzatamente.

Ma a che serve dirle tutto questo? Lei lo sa benissimo, anche se finge d’ignorarlo. Lei che invoca il rispetto per la dignità umana (rispetto di cui, secondo lei, l’Italia farebbe difetto), guardi la foto qui pubblicata che mostra quale “rispetto” viene riservato ai clandestini catturati nel suo Paese d’origine e provi a farsi un esame di coscienza per chiedersi se le sue rimostranza sono correttamente indirizzate. Il Kenya, nel contesto africano, è annoverato tra i Paesi più evoluti, perché allora il richiamo al “rispetto per la dignità umana”, non lo rivolge anche ai suoi connazionali invece di riservarlo solo all’Italia?

Gli indecorosi spettacoli nelle piazze d’Italia

Immigrati clandestini arrestati in Kenya e in attesa di essere deportati. Gli animali ricevono un miglior trattamento

Il razzismo, signor Ogongo, non nasce dagli appelli di Matteo Salvini o di Giorgia Meloni. Nasce dal quotidiano e indecoroso spettacolo che tanti, troppi immigrati mettono in scena nelle strade e nelle piazze d’Italia. Uno spettacolo cui gli immigrati per bene – quelli che lei vorrebbe arrogarsi il diritto di rappresentare – non hanno (e non vogliono) avere nulla a che fare. Se vuole dedicarsi a un’opera davvero meritoria, si occupi di loro invece di promuovere quelli che scelgono di dedicarsi al crimine.

Malgrado lei si sforzi di presentarli in questo modo, la gran parte degli italiani, non è razzista; non è contro un’immigrazione regolamentata e neppure è contro la creazione di una società multietnica. E’ contro la trasgressione, impunemente attuata ed è contro i crimini che stanno trasformando il loro Paese in una specie di Bronx mediterraneo. I veri razzisti, la “sua” Africa, se li ritrova in casa. Sono i razzisti dell’Africa mediterranea, verso quella sub-sahariana; sono le feroci rivalità tribali che mietono vittime anche all’interno della stessa nazione di appartenenza e lei, come keniano di etnia luo, dovrebbe ben saperlo.

Stando ai suoi dati anagrafici, lei ha vissuto in Africa, solo 19 dei suoi anni. Io, signor Ogongo, ci vivo e ci lavoro dal doppio di questo tempo. Non si offenda se le dico che, malgrado la sua pelle nera, lei, dell’Africa, mostra di saperne ben poco. Sia, allora, più umile e approfondisca la conoscenza del suo continente d’origine; dei malesseri cui è soggetto e delle ragioni che spingono le sue genti a fuggire altrove. Quando avrà fatto questo, avrà anche trovato i veri nemici da combattere.

Non so quale futuro avrà il movimento di “Cara Italia”, ma un suggerimento al suo leader mi sento di darlo: “Caro Stephen Ogongo, scelga con più obiettività e buonsenso le battaglie da combattere, metta da parte le ipocrisie e il vuoto blaterarle, ma soprattutto mostri più rispetto per quegli africani che, come lei, hanno trovato qui una Patria nuova e accogliente, adottandone la cultura e le leggi. Loro meritano molto di più che essere rappresentati da vacui mestatori come lei ha scelto di diventare”.
E ora mi preparo a ricevere tutte le riprovazioni e gli insulti che la lacrimosa Italia, faziosa e buonista, si compiacerà di scaricarmi addosso.

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