Politica

Ballottaggi 2021: tra scandali a orologerie ed errori della destra, vince l’astensionismo e l’unica sconfitta è l’Italia

Elezioni amministrative
Franco Nofori
19 ottobre 2021
franco.kroos1@gmail.com
@FrancoKronos1

Riecco il tormentone dell’antifascismo

Quasi tutti i sondaggi politici, anche quelli commissionati dai partiti di sinistra, danno Giorgia Meloni saldamente in testa, seguita a stretta distanza dalla Lega che, pur registrando un consistente calo, mantiene comunque la posizione realizzando, grazie anche alla stabilità di Forza Italia, la percentuale necessaria per la virtuale leadership del Paese della coalizione di destra. E’ comprensibile che questo stato di cose getti i rivali politici in totale disperazione. Certo, alle prossime elezioni si arriverà tra oltre due anni e la situazione potrebbe ancora rovesciarsi, ma a gennaio si dovrà eleggere il nuovo presidente della repubblica e se Draghi cederà alle pressioni che lo vogliono al Quirinale, si andrà fatalmente alle urne e questo preoccupa la sinistra poiché gennaio è troppo vicino per poter rosicchiare consensi ai temuti avversari.

Con un’Italia che ormai da dieci anni, è retta da presidenti del consiglio non eletti e con un movimento pentastellato vicino alla dissoluzione, è comprensibile che nei partiti di sinistra si diffonda il panico. Ecco allora che, come da collaudata tradizione, sbuca puntualmente fuori lo spauracchio fascista. Scandali che sembrano programmati con un timer si riversano sui partiti di destra, accusati di non volersi dissociare dal vituperato ventennio.  Sindacati, centri sociali e ANPI (Associazione Partigiani d’Italia) – quasi tutti ormai defunti – si scatenano nella caccia al fascista. E dire che la resistenza, l’hanno ormai fatta tutti gli italiani, perché sono quasi ottant’anni che resistono a sentir parlare di un fascismo morto e sepolto da tre generazioni. Ma del resto che funzione avrebbe oggi l’ANPI se non quella di tenere attiva questa puerile caccia alle streghe, senza rinunciare – di tanto in tanto – a negare l’eccidio delle Foibe?

Scandali a orologeria

Il deputato di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza, colto da Fanpage mentre fa il saluto fascista

Così (guarda caso) pochi giorni prima delle elezioni ammnistrative che riguardavano – insieme a un totale di 1.340 comuni – cinque grossi capoluoghi di regione, Roma, Milano, Napoli, Torino e Trieste, salta fuori che il guru della Lega, braccio destro di Salvini, è un omosessuale che non solo se la spassava con due giovani e avvenenti Escort rumeni, ma lo faceva utilizzando anche un cocktail di droghe, tra qui quella dello stupro. Che importa se, dopo il voto, le accuse sono state ritrattate dai due giovani e che il caso si stia avviando all’archiviazione? Tutto ciò che serviva, era gettare un po’ di sterco sulla Lega e si può dire che l’obiettivo è stato raggiunto. Insieme alla Lega non è stato neppure risparmiato il partito di Giorgia Meloni, il cui deputato, Carlo Fidanza, si fa cogliere, da un video girato da Fanpage, a fare il saluto fascista in un gaudente incontro d’idioti come lui. Immediata è la condanna di un’infuriata Giorgia Meloni, che ne dichiara l’espulsione dal partito, ma anche in questo caso, lo sterco arriva a segno, poco prima delle elezioni benché il video fosse già nelle mani di Fanpage da circa tre anni.

Il 10 e l’11 scorso si tengono le consultazioni elettorali e il più largo successo va alla sinistra, anche grazie alle evidenti rivalità interne della destra, ai suoi pastrocchi e alle tardive strategie messe in campo durante la campagna elettorale, ma gli scandali emersi poco prima del voto hanno qualcosa a che fare con questo successo. Chissà. Certo, la destra non ne è stata gratificata, ma comunque, come si dice: “Cosa fatta, capo ha”. Voi credete? Invece no, perché Roma, Torino e Trieste, insieme ad altri capoluoghi minori, vanno al ballottaggio. Serve, quindi, far esplodere una nuova bomba e a questo provvedono senza esitazione gli esaltati di Forza Nuova che, dopo un’infiammata riunione in piazza del Popolo a Roma, si dirigono alla sede della CGIL e la devastano sotto gli occhi di una forza di polizia imbelle. A chi giova? Ci si chiedeva ai tempi delle Brigate Rosse, ma porsi oggi questa domanda sui fatti di Roma, significa essere fascisti.

La gara degli inetti

L’esultanza di Enrico Letta insieme al suo nuovo sindaco di Roma Gualtieri

Naturalmente esplode l’indignata esecrazione di tutti i partiti e non importa che a essa si uniscano anche le destre perché i due maggiori esponenti, Giorgia Meloni e Matteo Salvini – stando ai soloni progressisti – ne sono indiscutibilmente responsabili, al punto che Giuseppe Provenzano, numero due del PD, chiede addirittura la messa al bando di Fratelli d’Italia dall’arco costituzionale.  In una siffatta situazione, poteva forse tacere la pasdaran dell’antifascismo, Laura Boldrini?  Dopo i fatti di RomaSalvini e Meloni avrebbero. Dovuto farsi da parte. – Ha detto l’ex presidente della Camera – Invece no, stanno ancora lì. Ma noi continueremo a dire: fuori l’ideologia fascista dalle istituzioni repubblicane”. Intanto si è votato per i ballottaggi fino alle 15 di ieri e il risultato non stupisce: la sinistra si accaparra Roma, Napoli e Torino. In totale vince in otto città su dieci. Solo Trieste resta al centro destra. Enrico Letta è euforico: “Il ruolo del Pd è quello del partito guida e federatore. Non ho dubbi che nei prossimi giorni lavoreremo per discutere e tenere assieme tutti quelli che sono stati nostri alleati in queste amministrative”. 

Ma esultazioni e rimpianti, su questo risultato, sono sovrastati dai sempre più dilaganti disordini che ormai non hanno più colore ideologico e sono espressi da una profonda e grave disaffezione alla politica. Nel ballottaggio, la già deludente partecipazione al voto, che era stata del 52,67 per cento, è ulteriormente franata al 43,94 per cento, perché l’Italia non ne può più. Le agitazioni di piazza, non sono più solo una ribellione al vaccino e al green pass (perché poi non chiamarlo Certificato Vaccinale?) ma sono un esasperato attacco alle istituzioni, tant’è che vengono promosse da folle eterogenee: estremisti di destra, anarchici, centri sociali, black block, ma anche gente comune sempre più disorientata da disposizioni assurde e contradditorie, mentre il Paese continua a riempirsi di clandestini e di debiti; furti, aggressioni, stupri e omicidi sono fuori controllo. Al punto che un ministro degli Interni confessa candidamente di aver lasciato via libera alle violenze di Roma contro la CGIL e di non essere in grado di contrastare gli sbarchi.

Tutto si regge su criteri assurdi. Il vaccino non è obbligatorio, ma s’istituisce un green pass per andare al lavoro che può solo essere ottenuto vaccinandosi. Oppure si deve ricorrere a proprie spese a un tampone la cui durata sembra scaturire da una gettata di dadi: settantadue ore, no quarantotto, no solo ventiquattro, no solo otto, no solo due… C’è di che dar fuori di matto. Senza disquisire su situazioni davvero surreali, come quella di imporre alla commessa del supermercato il tampone per lavorare, ma quando lei stessa va in quel supermercato a fare spesa, può entrare liberamente con la sola mascherina, così come le è consentito d’intrupparsi in un sovraffollato vagone della metropolitana, alla faccia del distanziamento. Mario Draghi è stato accolto con caloroso entusiasmo al pari di un novello Messia e certamente non ha un compito facile. Rimettere in piedi questa sventurata Italia sarà un’impresa tanto epica quanto largamente improbabile.

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