Politica

Autonomi e Partite IVA: Nessuno dev’essere lasciato solo, o meglio: Nessuno doveva essere lasciato solo

Situazione sempre più grave

Solo qualche giorno fa abbiamo pubblicato l’articolo “Allarme nelle micro-imprese delle Partite IVA: aumentano i suicidi per motivazioni economiche”. Era un grido d’allarme in cui denunciavamo la difficile condizione delle Partite IVA italiane, tartassate oltre ogni ragionevole limite da una pressione fiscale tra le più alte d’Europa e vessate da una burocrazia ottusa e invincibile. Con il Covid-19 la situazione si è ulteriormente aggravata, cosicché sempre più titolari di piccole e medie imprese cedono allo sconforto e si tolgono la vita, con conseguenze ancora più drammatiche per le loro famiglie.

Purtroppo a Firenze, il 22 agosto, un altro ristoratore ha deciso di togliersi la vita. Non vorremo più leggere storie come questa che lasciano pietrificati. Drammi cui non si può più porre rimedio. Purtroppo quanti imprenditori sono schiacciati da questa grave crisi? Quali possibilità di ripresa hanno queste persone, senza un’adeguata politica da parte di chi governa? Quanti politici stanno lavorando per aiutare il tessuto produttivo Italiano? Quali sono i mezzi che saranno messi a disposizione e soprattutto, quando?

“Nessuno dev’essere più lasciato solo”. Lo scrive su Facebook la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni e condividiamo il suo pensiero. Purtroppo l’allarme era già stato dato, ma i partiti di ieri e di oggi si sono dimostrati incapaci di capire le priorità delle scelte, quindi non sono esenti da quelle responsabilità che hanno contribuito a creare una situazione così grave che, fino ad oggi, ha costretto milioni d’imprenditori a chiudere la propria attività. E da domani?

Abbondanza di retorica politica, ma senza azioni concrete

Con questa pandemia abbiamo raggiunto il limite. Il limite della grande crisi economica che è anche legata alle scelte di partiti che sono in parlamento da decenni. Dov’erano questi partiti e questi politici, quando molti imprenditori, commercianti, artigiani, si toglievano la vita? Li hanno lasciati in balia della burocrazia assurda e della tassazione esasperata. Gli autonomi rappresentano il tessuto economico di questo Paese perché creano posti di lavoro e quando emettono scontrini e staccano fatture finanziano lo Stato per pagare gli stipendi pubblici e tutta la spesa pubblica.

Tra tutti loro, si sta rapidamente formando una coscienza sociale sempre più diffusa; quella di appartenere a un unico corpo sociale composto dalle macro-categorie di agricoltori, artigiani, commercianti, agenti di commercio, ambulanti, professionisti, industrie e società di tutti i tipi e dimensioni. Tutta gente, questa, abituata a produrre per sé e per gli altri, e spesso discriminata e perseguitata culturalmente a livello burocratico, contributivo e tributario. Considerata quindi il bancomat del governo.

Intervista al presidente di “Autonomi e Partite IVA”

Eugenio Filograna, nuovo presidente del movimento “Autonomi e Partite IVA”

Eugenio Filograna, presidente e fondatore di “Autonomi e Partite IVA”, spiega perché è stato fondato questo movimento politico-culturale: “Ho seguito su Sky gli interventi dei leader politici al meeting di Rimini. Mi hanno colpito molto le parole di Salvini: ‘Autonomi e Partite Iva continuano a subire le discriminazioni ideologiche di questo governo…’. Lui ha usato i nostri termini e le nostre osservazioni. Ma anche altri politici hanno usato le nostre metafore, ad esempio Del Rio: ‘gli artigiani e i commercianti sono degli eroi …’. In Puglia hanno costituito la lista Partite Iva per Fitto, legata a F.lli d’Italia. L’impressione è che alcuni partiti per garantirsi i consensi e confondere le acque agli elettori, tendono a copiare le nostre idee e alcune delle nostre iniziative. La nostra convinzione è che i partiti tradizionali useranno tutti i nostri argomenti a scopo elettorale, ma tra il nostro Movimento e i partiti tradizionali esiste una differenza sostanziale: noi Autonomi, Partite Iva, professionisti, imprenditori e aziende. Abbiamo un ideale comune: modificare tutte le leggi che ci discriminano nonostante siamo coloro che generano il PIL e cioè la ricchezza nazionale. I partiti tradizionali sono interessati soprattutto a raccogliere consensi e voti. Quanti politici hanno esperienza d’impresa, commercio, artigianato, agricoltura? La maggior parte di loro neppure immagina cosa vuol dire fare “impresa” e trovarsi nella nostra situazione. Noi Autonomi e Partite Iva, abbiamo il diritto di fare politica e forse anche il dovere di farlo per garantire la nostra continuità e generare occupazione, sviluppo e benessere per tutti. Questo è il nostro modo di vedere come stanno le cose. Per questo oseremo senza paura perché pensiamo di essere nel giusto a tutela dei nostri diritti. Noi non siamo avvezzi a criticare a prescindere e siamo ugualmente persuasi che in parlamento vi siano anche persone che hanno fatto la gavetta e sono state elette per merito. E’ da queste persone che ci aspettiamo che prendano in seria considerazione le nostre problematiche. Nessuno può pensare di annullarci, perché noi siamo il prodotto interno lordo e senza di noi non c’è più stipendio per nessuno. Quindi, nella gerarchia dei valori, non siamo secondi a nessuno, anzi, è giunto il momento di prenderci il posto che ci spetta. Il nostro movimento è nato per rappresentare politicamente una categoria sociale imprescindibile che ribadisco essere la traduzione tributaria di professionisti, imprenditori e aziende di tutte le dimensioni. Questa noi la consideriamo la nostra missione, ed è questo che ci differenzia da tutte le altre associazioni. Crediamo che sia arrivato il momento di dire basta con il delegare i nostri interessi istituzionali alla Rappresentanza Politica. Ora tocca a noi rappresentarci, eroi dell’economia, divisi sino a ieri ma coscienti oggi di voler essere uniti in un Unico Corpo Sociale e lo faremo con un programma politico molto innovativo che prevede la sburocratizzazione delle procedure e delle riforme che modificano il sistema; un programma nato dall’esperienza, dalle attività imprenditoriali e professionali e dettato anche dalle nostre sofferenze.

Ecco, in dieci punti, il programma del movimento

  1. Risanamento equitativo
  2. Eliminazione delle zavorre
  3. Ristabilire la fiducia tra cittadini e Pubblica Amministrazione
  4. Supporto alla competitività dei prodotti italiani con deroghe al CCNL
  5. Sgravare il contenzioso tributario e velocizzare il recupero dello Stato
  6. Convertire l’assistenzialismo in maggiore efficienza della Pubblica Amministrazione
  7. Supporto a giovani o disoccupati per iniziative imprenditoriali
  8. Eliminazione delle storture disincentivanti nel nostro sistema
  9. Eliminazione di norme inique o prive di senso
  10. Riforma della Giustizia anche per ridurre i costi dello Stato
                                                                                       Vai alla Home Page
“Italietta infetta, la voce di chi non ha voce”, iscriviti sul gruppo facebook cliccando qui

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *